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I professionisti dell’antimafia

Pubblicato: 27 luglio 2015 da Sicilia più in Attualità
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di Margherita Tomasello

Era appena iniziata la “rivoluzione” dell’antimafia imprenditoriale ed il mio intuito femminile (chiamiamolo così) mi aveva fatto capire che purtroppo era solo una questione di facciata. Mi hanno dato della vecchia, della giovane, quella che non capisce. Mi hanno additato, sperando che così facendo potessero guadagnare sempre più punti. Oggi ogni commento è superfluo! Anche io sono stanca  di dover parlare di questa gente. Queste sono meteore che da sole si innalzano e da sole si spaccano nell’atmosfera per essere dimenticate nel nulla. Bisogna, invece, iniziare a brillare per onestà, semplicità, collaborazione. E siamo in tanti, veramente tanti, che abbiamo voglia di rivedere il nostro futuro. Oggi desidero ricordare l’articolo di Repubblica datato 07/02/2008 e con questo anche dare un messaggio di coraggio. Ce la faremo, perché le finzioni prima o poi si scoprono e la verità trionfa sempre!

Archivio de la Repubblica.it, 7/2/2008
Industriali, rotto il fronte antimafia

«Siamo un’ associazione di imprenditori e non di antimafia. Credo che dovremmo parlare meno di certi temi e più di sviluppo». Queste frasi, pronunciate durante un convegno dal presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Palermo, Margherita Tomasello, hanno provocato scalpore nella sede degli industriali. C’è chi bolla la sortita della Tomasello come «uno sfogo giovanile», come il presidente di Assindustria, Antonino Salerno, e chi le ritiene, invece, frutto di «un ragionamento vecchio», come il presidente regionale di Confindustria, Ivan Lo Bello. Sta di fatto che alla maggioranza degli imprenditori dell’associazione, schierata a capo del movimento di rivolta in Sicilia contro il racket, questa analisi è sembrata ingiusta. Sganciate dal contesto del convegno – un dibattito con le banche sugli strumenti finanziari a disposizione delle imprese – le dichiarazioni rilanciate dalle agenzie hanno avuto l’effetto di una bomba. Il vice presidente nazionale di Confindustria, Ettore Artioli, è sceso in campo in serata per escludere una contrapposizione tra l’imprenditrice e la linea seguita dall’associazione. «Credo che sia importante anzi prendere spunto dalle sue dichiarazioni per portare ancora avanti il percorso di Confindustria in Sicilia – dice Artioli -. Liberare questa terra dalla criminalità significa prendersi la responsabilità di rilanciare i temi veri dello sviluppo e della libertà di fare impresa. Nella lotta alla criminalità non ci può essere alcun passo indietro». Stupito il presidente Lo Bello: «Mi sorprendono queste affermazioni, già sentite in passato, che contraddicono dichiarazioni di tutt’altro tenore fatte dalla Tomasello». Gelo anche da Salerno, leader di Assindustria, che non approva le accuse lanciate in un momento «storico», di svolta nel mondo delle imprese. «La legalità è la prima delle infrastrutture che servono per lo sviluppo dell’economia siciliana – replica Salerno -. Occorre parlare di antimafia e occorre agire antimafia. La battaglia di Confindustria contro il racket è prima di tutto una battaglia di sviluppo e civiltà». Tante le reazioni polemiche. «La battaglia per la legalità è un imperativo categorico. Nel cammino intrapreso dagli imprenditori siciliani contro il racket e la mafia non può esserci alcun tentennamento», sostiene Barbara Cittadini, componente della giunta nazionale di Confindustria. Scettico anche Alessandro Albanese, presidente dell’Asi: «Non condivido per niente». Sul caso interviene duro il presidente della commissione Antimafia, Francesco Forgione: «Parole incomprensibili, che sembrano voler cancellare tutti i passi in avanti che il mondo delle imprese siciliane ha fatto in questi mesi».
Antonella Romano

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di Margherita Tomasello*

Carissima Linda,
dopo tutte queste vicende che sono accadute negli ultimi giorni, sento il dovere di riflettere con te su quello che si dovrebbe fare, per opportunità, per un risveglio di coscienza, per giustizia. Non voglio puntare il dito su personaggi squallidi, taglieggiatori, avvoltoi. Credo che al di là della giustizia umana, la giustizia divina stia finalmente facendo il suo corso. Riprendo solo le tue ultime parole che hanno illuminato un momento sociale-politico-associativo a dir poco ombroso: «è il caso di trovare una figura di alto livello per commissariare la Camera di Commercio di Palermo». Riprendo questa tua frase perché auspico non sia il solito annuncio, ma l’inizio di un processo di vera trasformazione, di una primavera delle coscienze che possa garantire finalmente tutti i cittadini onesti. Ho fiducia in te e nelle tue capacità. Sei stata l’unica LINDA-VANCHERIpersona con ruolo politico vicina a me nella vicenda dell’azienda di famiglia; l’unica ad avere provato ad aiutarci mettendo a disposizione le proprie capacità e competenze. Conosco il tuo valore e la tua serietà e capisco quanto sarà difficile per te, per la tua posizione ed il tuo ruolo, sopportare questo inesistente governo Regionale. Allora ti chiedo, fortemente, in coerenza con quanto da te annunciato, con il tuo buon senso che ormai raramente si riscontra in una classe politica così chiusa ed ormai lontana dalle vere esigenze dei cittadini, che le tue parole si traducano in fatti, che le tue azioni possano rappresentare un inizio di vero cambiamento e di rinascita di un popolo troppo spesso pestato e demoralizzato, procedendo, in tempi brevissimi, al commissariamento sia della Camera di Commercio che della Gesap. Abbiamo bisogno di un nuovo 25 Aprile. Un rinnovamento totale per una Società nuova. Vogliamo testimoniare i fatti concreti che dimostrino l’inizio del cambiamento, perché non debba accadere, come sempre, che dopo la scossa di terremoto etico-morale, il tutto finisca nel dimenticatoio, riprendendo la quotidianità della vita, ormai sempre più assuefatti di un malaffare e di una corruzione dilagante; il non agire immediatamente contribuisce a sopire e sedare le menti per far dimenticare, per non continuare a riflettere, facendoci desistere dall’agire, ritornando nella nostra zona di comfort, nello stato di neutralità. Ritengo sia arrivato il momento di dire basta, dobbiamo avere il coraggio di agire, dobbiamo uscire dal nostro stato di comfort per volare più in alto, per guardare i nostri figli senza angoscia e senza paura per il loro futuro in questa nostra amata Sicilia. Facciamo in modo che i nostri riferimenti, idoli, guide non siano solamente gli eroi che si sono adoperati per il bene comune, sacrificando le loro vite; imitiamoli, emuliamoli e faremo in modo che il loro sacrificio non sia stato inutile e non vada sprecato. La Società civile merita dei nuovi punti di riferimento, nella politica come nelle associazioni. Non mi abbandonare, né come cittadina né come imprenditrice. Diventa strumento di rinnovamento. Te lo scrivo in questa giornata particolare per noi donne (8 marzo, ndr), che sono state storicamente protagoniste di forti e decisivi cambiamenti. Come dice il nostro Presidente Mattarella: «è sulle donne il peso maggiore della crisi» ed io aggiungo non soltanto economica ma anche morale. È da noi che deve iniziare la svolta, il cambiamento, il risanamento etico/morale della nostra Società. Il nostro Presidente aggiunge: «la donna è la radice sulla quale le nazioni sono costruite. Essa è il cuore della sua nazione. Se il suo cuore è debole, il popolo sarà debole. Se il suo cuore è forte e la sua mente limpida, allora la nazione sarà forte e determinata. La donna è il centro di ogni cosa». Facciamo veramente nostre le parole del Presidente: cambia il corso di questa storia squallida e umiliante. Tu lo puoi fare. Fai ritornare al centro di ogni cosa il popolo siciliano, per continuare ad essere orgogliosi di esserlo. Grazie per avermi ascoltata!

* È la faccia più conosciuta e pubblica tra i titolari di una azienda che appartiene alla storia del nostro territorio: il pastificio Tomasello.