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Oggi il Parlamento ha scritto una nuova pagina nella storia d’Italia, eleggendo Sergio Mattarella dodicesimo Presidente della Repubblica

di Evelina Gianoli

Primo siciliano ad approdare al Colle, uomo di indiscussa onestà intellettuale ed integrità morale, Mattarella ha avuto 665 voti, solo otto sotto il quorum dei 673, sfiorando il quorum dei due terzi, necessario nelle prime tre votazioni.

Nella sua prima dichiarazione rilasciata in veste di nuovo Capo dello Stato, sono state queste le sue parole: “Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. E’ sufficiente questo”.

A congratularsi con Mattarella sono stati, tra gli altri, il Presidente del Senato Pietro Grasso, che gli ha detto: “Sarai un grande presidente”. Matteo Renzi su Twitter gli ha augurato un buon lavoro. Anche Papa Francesco ha inviato un telegramma a Sergio Mattarella, rivolgendogli “deferenti espressioni augurali per la sua elezione” e auspicando che “Ella possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio dell’unità”.

Nato a Palermo il 23 luglio del 1941, docente di Diritto parlamentare all’Università di Palermo, è stato più volte ministro, deputato per venticinque anni (dal 1983 al 2008), attualmente è giudice costituzionale. Proviene da una famiglia che si è sempre occupata di politica: il padre Bernardo, politico democristiano, fu più volte ministro tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il fratello, invece, era Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Siciliana, perché la mafia capì che quel presidente non si sarebbe mai piegato alle sue richieste.

Deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro, dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare. Tutti lo conosco per la legge elettorale che il politologo Giovanni Sartori ha ribattezzato «Mattarellum».

Si dimette dall’incarico di ministro della Pubblica Istruzione il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC, per protestare contro l’approvazione della legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo che avrebbe legittimato la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi.

Mai sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli, Mattarella è uno dei protagonisti del rinnovamento della DC che avrebbe condotto nel gennaio 1994 alla fondazione del Partito Popolare Italiano. Nel 1995, al culmine dello scontro interno al PPI, apostrofa l’allora segretario Rocco Buttiglione, che cercava l’alleanza con la destra, «el general golpista Roquito Butillone…» e definisce «un incubo irrazionale» l’ipotesi che Forza Italia potesse essere accolta nel Partito Popolare Europeo. Nel 1996, con l’affermazione elettorale de L’Ulivo, è di nuovo deputato e viene eletto capogruppo dei popolari alla Camera. Durante il governo D’Alema I assume la carica di vicepresidente del Consiglio, mentre nei successivi Governo D’Alema II e Governo Amato II è Ministro della Difesa. Già nel 2013 il suo nome era stato proposto dall’ex segretario Pier Luigi Bersani come candidato alla presidenza della Repubblica.

“Mettiamo da parte i giochetti politici, può aiutare molto il Sud”

di sa_fe

Una lettera-appello al di là delle appartenenze politiche a tutti i grandi elettori siciliani affinché votino per Sergio Mattarella. E’ questa l’iniziativa che prenderà l’inquilino di Palazzo d’Orléans Rosario Crocetta in omaggio a quello che, domani, a partire dalla quarta votazione, potrebbe diventare il primo Presidente della Repubblica nato in Sicilia.Rosario Crocetta

Intervistato dall’agenzia Dire, Crocetta spiega: “Io mi auguro che ci possa essere una condivisione più ampia attorno a Mattarella, perché ci sono tutte le condizioni. Sinceramente non riesco a capire come dietro ci possano essere giochetti di partito. Non ha senso perché è chiaro che quando si sceglie un Presidente della Repubblica non si sceglie un uomo del proprio partito ma si sceglie un uomo che può essere condiviso da tutti. Credo che Mattarella abbia queste caratteristiche. E’ un uomo di dialogo, di grande capacità di collaborazione con tutti e, soprattutto, è un garante della Costituzione. Io farò oggi un appello, più tardi lo formalizzerò in una lettera, a tutti i delegati e i grandi elettori siciliani di votare Mattarella. E’ molto importante, in un momento in cui l’isola è in grande difficoltà, che ci sia un uomo che conosce profondamente la regione, la conosce negli aspetti positivi ma anche negli aspetti negativi”.

“L’elezione di Mattarella”, continua Crocetta, “può aiutare il Sud profondamente perché c’è una vicenda ancora irrisolta nel rapporto Nord-Mezzogiorno. Se il Sud non decolla, non decolla nemmeno il Paese”. “Mi auguro – conclude Crocetta – che tutti i delegati siciliani domani votino Mattarella perché non si può scegliere il Presidente della Repubblica in base alle appartenenze politiche. Ci sono tutti gli estremi affinché Mattarella sia il candidato ideale di tutti. Ripeto: di fronte al Quirinale, mettiamo da parte i giochetti della politica”.

Il video dell’intervista al Presidente Crocetta.

RomaPalazzoQuirinale

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Inizia oggi il cammino verso l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Naturalmente in queste ore si sta entrando nel vivo dei nomi. Sergio Mattarella su tutti. Bene, mi convince!Sergio Mattarella

Ci sono buone ragioni per condividere questa scelta. Mattarella ha avuto sempre un profilo istituzionale, non per ipocrisia o tatticismo ma per cultura e modo di essere. Nella sue esperienze di uomo delle istituzioni non ha mai rinunciato a dire la sua e a fare scelte in modo libero, come quando si dimise da ministro per protestare contro il voto di fiducia posto dal governo sulla legge Mammì. Mattarella, inoltre, fu l’estensore della legge elettorale uninominale cosiddetta “Mattarellum”, approvata all’indomani dello scandalo “Mani Pulite”. E  da ministro della Difesa sostenne l’abolizione del servizio di leva.
Per me conta molto anche un altro profilo, quello del contrasto alle mafie e alla corruzione. È inutile commentare quest’aspetto ed è facile capirne tutte le implicazioni positive e tutte le proiezioni virtuose sul piano nazionale ed internazionale.

PD: VELTRONI, LUMIA CAPOLISTA SENATO IN SICILIA

Parliamo adesso del cammino politico compiuto dal Pd per motivare questa scelta. Il Pd non può rinunciare al diritto, e ancor più al dovere, di proporre un nome. Sono circa 460 i grandi elettori di area. Il Partito democratico, quindi, ha il dovere di esercitare questa responsabilità, evitando di commettere gli stessi errori commessi due anni fa. Sembra che sul nome di Mattarella sia possibile raggiungere l’unità dentro il Partito, così come un’ampia convergenza con le altre forze parlamentari. Naturalmente bisogna essere molto cauti, anche perché le ultime divisioni interne bruciano ancora.
Allo stesso tempo il Pd non può usare questa sua funzione di guida della scelta in modo arrogante e autoreferenziale. Il Presidente della Repubblica deve svolgere una funzione di arbitro, deve legarsi alla Costituzione, deve favorirne una sua evoluzione capace di metterla al passo con i tempi.

Il Pd ha fatto una scelta  al servizio delle istituzioni e del Paese per raggiungere un consenso ampio. Forza Italia non va esclusa, ma neanche può porre veti. Anche il Movimento 5 Stelle non deve tirarsi fuori. Non può, per principio, continuare a ritagliarsi il ruolo di bastian contrario. Se fosse un partitino con un consenso estremista lo capirei, perché in questo modo manterrebbe la sua nicchia, ma si tratta di un movimento che ha la fiducia di milioni di italiani. Ha, pertanto, il dovere di prendere parte al confronto con il Pd e gli altri partiti.

Quattro considerazioni mi premono nella scelta del Presidente della Repubblica: che abbia un’attitudine alle questioni internazionali e capace di proiettare un’immagine positiva del nostro Paese nel mondo; che sia un punto di riferimento per le istituzioni, la politica ed i cittadini; che sappia accompagnare il cambiamento di cui ha bisogno l’Italia; che abbia una spiccata sensibilità antimafia e anticorruzione.

Con Sergio Mattarella questi quattro aspetti sono ben rappresentati.

Giuseppe Lumia