Immigrazione, diffamazione a mezzo stampa, le rivalutazioni delle pensioni

di Giuseppe Lauricella 

Immigrazione: trovato il compromesso con l’UE

Sul tema dell’immigrazione il nostro Paese e il nostro Governo, da alcuni mesi, stanno combattendo una battaglia quasi solitaria. Proprio giovedì il Premier Renzi è intervenuto alla Camera alla vigilia del Consiglio europeo per delineare la linea dell’Italia sul tema dell’immigrazione e del ruolo che l’Unione Europea deve giocare nelle prossime settimane. Linea preannunciata da Matteo Renzi con una lettera inviata al quotidiano transalpino Le Monde e pubblicato in Italia da La Stampa. “Se costretti a far da soli non ci tireremo indietro” – ha scritto Renzi – “Non rinunceremo a salvare nemmeno una vita, perché abbiamo alle spalle secoli di civiltà ai quali non rinunciamo per un punto di gradimento, la vita vale più di un sondaggio”.

Oltre all’aspetto emergenziale, rappresentato dai barconi alla deriva nel Mediterraneo, le altre grande questioni sul tavolo sono due: i rimpatri e la solidarietà degli altri Paesi membri nella redistribuzione delle quote.

Sul primo il Governo ha già annunciato che chi non avrà i requisiti per restare in Europa sarà riaccompagnato nei Paesi d’origine. Porte aperte ai chi ha diritto all’asilo, rimpatrio per i migranti economici, anche se vista l’ampiezza del fenomeno non si tratta di una misura risolutiva. La seconda questione è in queste ore sul tavolo del summit di Bruxelles e riguarda i 40 mila richiedenti asilo approdati sulle nostre coste e su quelle greche da aprile in poi. È in corso una trattativa sulla redistribuzione delle quote di migranti su base volontaria o su base obbligatoria come propone il nostro Governo. Federica Mogherini, Alto rappresentate UE per le politiche estere, ha preannunciato un compromesso traducibile nel principio della volontarietà vincolante ma diversi Stati membri sono contrari.

La prima novità è stata annunciata dal Presidente del Consiglio fotosu Facebook alle tre di notte di oggi: “L’Europa accetta la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati sulle coste nostre e greche. Un primo passo, certo. Non sufficiente a mio giudizio. Ma superiamo il principio del trattato di Dublino, sciaguratamente firmato in passato anche dall’Italia.”

A quanto pare l’apertura c’è stata, con molti distinguo e alcune defezioni. Ora la partita si sposta sul tema delle quote che sarà affrontato dai Ministri degli Interni nel mese di luglio e si prevede una redistribuzione dei 40 mila migranti entro il biennio.

Approvata alla Camera la riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa

Oggi alla Camera abbiamo approvato la riforma della disciplina della diffamazione a mezzo stampa. Il testo interviene sulla legge sulla stampa, sul codice penale di procedura penale, sul codice civile e di procedura civile. Si tratta di un provvedimento innovativo ed efficace, che da una parte tutela i cittadini e dall’altra garantisce la libertà dei giornalisti e dei giornali. L’aspetto centrale della riforma è l’eliminazione del carcere per i giornalisti, un principio di civiltà che andava reintrodotto. Nello specifico il testo apporta delle modifiche alla legge sulla stampa, cambiamenti ormai resi necessari visti i grandi cambiamenti che hanno investito il mondo dell’informazione. In particolare si è estesa la definizione di stampa o stampato che risaliva alla legge sulla stampa del 1948, estendendo l’ambito di applicazione anche alle testate giornalistiche online iscritte ai tribunali. Sono riviste le norme che disciplinano il diritto di rettifica della persona che sia ritenuta lesa nella dignità, nella reputazione o nell’onore che dovranno essere pubblicate entro 2 giorni senza commento, senza risposta e senza titolo; stesse caratteristiche dovrà avere la rettifica online. Previste sanzioni per chi non ottempera alle richieste ed è previsto anche l’intervento del giudice.

Pensioni: in arrivo le rivalutazioni

Sta per arrivare alla Camera la discussione del decreto legge n.65 del 21 maggio 2015, contente misure urgenti in materie molto importanti e delicate quali le pensioni, gli ammortizzatori sociali e le garanzie legate al TFR. Il Governo è intervenuto in maniera tempestiva per risolvere il vulnus prodotto dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi alcuni articoli del DL n.201 del 2011, che prevedeva il blocco delle indicizzazioni delle pensioni “in considerazione della contingente situazione finanziaria”. Il nuovo provvedimento individua una rivalutazione per fasce: per il 2012 e il 2013 saranno rivalutate al 100% le pensioni fino a tre volte il minimo, al 40% quelle tra tre e quattro volte il minimo, al 20% quelle tra quattro e cinque volte il minimo, al 10% infine quelle tra cinque e sei volte il minimo. Per gli assegni complessivamente superiori a sei volte il minimo non ci sarà alcun adeguamento. Per il 2014 e il 2015 la rivalutazione è stabilita invece al 20% e, a decorrere dall’anno 2016, al 50 per cento.

Renzi non vuole restituire i soldi ai pensionati, ma fregarli prima delle elezioni. Come Monti, sta travolgendo la Costituzione italiana

di Giulio Ambrosetti

Renzi è un demagogo da quattro soldi. Davanti a una sentenza della Corte Costituzionale, invece di applicarla subito, temporeggia. Dice che pagherà una parte del mal tolto (leggere i soldi che Monti ha tolto abusivamente ai pensionati) ad agosto, e solo a una parte dei pensionati.583129FC-D198-11 Di fatto, il capo del governo sta oltraggiando il pronunciamento di un organo di rilevanza costituzionale (leggere la Corte Costituzionale), riscrivendo unilateralmente le regole del gioco.

Questa non è democrazia, ma dispotismo. Nell’Italia repubblicana, prima di lui, solo Monti (regalo di Napolitano) ha travolto la Costituzione. Dovrebbe intervenire il Parlamento. Ma è fatto di “nominati”, in buona parte al soldo dello stesso Renzi. Quello che sta succedendo è incredibile. Di fatto, l’unico potere che si sta opponendo alla prepotenza di un Presidente del Consiglio che si rifiuta di applicare una sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni sono la magistratura e la Consulta.

I parlamentari e i dirigenti del Pd si dovrebbero vergognare! Tra l’altro, la restituzione dei soldi ad agosto potrebbe essere una presa in giro, perché l’Unione europea pretende, entro dicembre, una manovra correttiva che oscilla da 16 a 25 miliardi di euro. Tutte nuove tasse che dovranno pagare gli italiani. Renzi vuole prendere in giro 4 milioni di pensionati, per poi fregarli dopo il voto delle elezioni amministrative. Gli italiani hanno un mezzo per impedirglielo: non votare Pd.

Riforma delle pensioni. Boeri lancia la proposta Inps: pensione anticipata e tagli alle pensioni d’oro

Entro il mese giugno sarà presentata al Governo Renzi una “proposta organica” di riforma delle pensioni da parte dell’Inps. Lo ha detto intervenendo ieri sera a Otto e mezzo, su La 7, il nuovo presidente dell’Inps Tito Boeri, notoriamente critico nei confronti della riforma delle pensioni Fornero, che ha innalzato l’età pensionabile e introdotto forti penalizzazioni sulla pensione anticipata di uomini e donne. L’economista bocconiano, oggi ai vertici dell’Istituto nazionale per la previdenza sociale, è tornato a ribadire la necessità di introdurre nuovi sistemi di flessibilità in uscita dal lavoro che consentano ai sessantenni di accedere in anticipo al pensionamento.

“L’Inps – ha ricordato Boeri – non ha potere legislativo, ci generiche Inpslimitiamo ad applicare le leggi sulle pensioni”. Boeri, che presto avrà un incontro con il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ha spiegato a Otto e mezzo che all’Inps si sta già “lavorando a delle proposte che si muovono sull’asse assistenza-previdenza“. Sullo stesso asse si pongono i ddl Damiano ed altri dieci proposte di legge abbinate, al vaglio da questa settimana della commissione Lavoro della Camera e che entro l’estate, proprio verso giugno (così come la proposta dell’Inps sulla riforma pensioni), potrebbero confluire in una sorta di testo unificato sulla previdenza, come già annunciato dalla relatrice dei ddl Maria Luisa Gnecchi (Pd). Tutte proposte, comunque, in sintonia con il Boeri-pensiero: “Credo – ha detto il presidente dell’Inps – ci debba essere una certa flessibilità nell’uscita, con regole – ha sottolineato – che devono essere sostenibili“.

Pensione anticipata e tagli alle pensioni d’oro: le proposte di Boeri

Il professor Boeri è tornato a parlare di nuovi tagli alle pensioni d’oro. “Credo che, al di sopra di un certo importo delle pensioni, sia necessario intervenire”, ha dichiarato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, non fornendo comunque indicazioni dettagliate sulla cifra che potrebbe essere considerata come tetto massimo. Mentre qualche settimana fa, in un’intervista a Presa Diretta, Boeri, parlando di numeri, aveva ipotizzato un prelievo del 20%, massimo del 30%, sulle pensioni più alte di 3.000 euro al mese. Novità importanti da Boeri pure sul “problema” legato agli incrementi della speranza di vita a cui si adeguano le pensioni, “su cui bisogna riflettere”, ha detto il presidente Inps, spiegando che questo “è un limite delle riforme fatte durante il Governo Monti“.