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La corda e la Sicilia

Pubblicato: 28 ottobre 2015 da Sicilia più in Politica
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di Antonio Malafarina

Oggi riflettevo sul post di Crocetta, che ricorda la citazione di un personaggio de “Il berretto a sonagli”, dove il signor Ciampa in un dialogo con la signora Beatrice parla delle corde che regolano la mente umana: quella civile, quella seria e quella pazza, come a dire che le convenzioni regolano la vita della società nel contrasto tra la finzione e la realtà.

La commedia di Pirandello sfocia poi nel dramma: Beatrice fa arrestare il marito per una tresca con la moglie di Ciampa, ma quest’ultimo non può sopportare l’onta delle corna e pensa al delitto della bellissima moglie per riscattare il proprio onore.IMG_20151028_055828

Amaro lo sfogo di Ciampa: in questa società, governata da convenzioni soltanto i pazzi possono osare di dire la verità. E così tutto finisce in farsa: Beatrice si finge pazza ed afferma di essersi inventata tutto. L’onore è salvo ed il marito pure.

Però in tutto questo non vorrei che Pirandello – e Crocetta – abbiano dimenticato di citare tra le corde anche quella dell’impiccato: quella che le forze politiche, a furia di tirarla, stanno spezzando e, non sapendo come riannodarla, hanno pensato di utilizzare per un suicidio.
In fondo non sarebbe un gran male: spero solo che non decidano di impiccare a quella corda solo la Sicilia.

Occorre un vero progetto politico

Pubblicato: 3 giugno 2015 da Sicilia più in Politica
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di Antonio Malafarina*

Approssimazione, disorganizzazione e litigiosità sono una costante della politica siciliana che non riesce ad esprimere un progetto ed una leadership.
Con i ballottaggi in corso ed una sinistra zoppicante l’unica cosa che Raciti, segretario regionale del PD, riesce a fare è quella di lanciare un ultimatum ai cespugli della sinistra, come a dire che bisogna convertirsi al pensiero unico del PD, ammesso che ci sia un pensiero unico e soprattutto un pensiero.
Senza progettualità, senza un obiettivo da raggiungere, senza condivisione, si lascia spazio al nulla ed alla protesta, così come si è fatto per queste elezioni.
Occorre una politica credibile, con persone e progetti seri, che recuperi la capacità di fare e la partecipazione della gente. Tutto il resto sono chiacchiere inutili, comprese le mie se non si riesce ad esser coerenti e concreti, ad iniziare dalla ricostruzione della A 19, dal piano rifiuti, dalla formazione professionale e soprattutto dalla politica nel suo vero significato di governo della cosa pubblica.
Occorre un vero progetto politico.

* Deputato ARS

di Antonio Malafarina

Il caso Agrigento, prima con Alessi e poi con Zambuto, è indice dell’incoerenza politica del PD, partito di maggioranza relativa, ma anche del Megafono.
Logo MegafonoSi avvertono la mancanza di un progetto trasparente e le contraddizioni di una leadership della politica che sia in grado di assumere decisioni per un vero e profondo cambiamento della Sicilia.

Il Megafono deve ritrovare se stesso e lo spirito con cui era nato, attuando quella progettualità e quelle riforme che sin oggi — tra ritardi e ripensamenti — sembrano confinate nel limbo delle buone intenzioni e stanno pian piano sconfessando tutta la politica siciliana, dove i principali attori pensano a incomprensibili alchimie politiche per poi smentirle, disorientando e deludendo i propri sostenitori.

Si mettano in calendario la legge sulla sburocratizzazione e la semplificazione legislativa, il piano rifiuti, il piano per il turismo, il piano per i trasporti, l’avvio delle opere pubbliche ferme per intoppi burocratici, con un decreto salva Sicilia e quelle riforme strutturali della burocrazia regionale che siano in grado di modernizzare la Sicilia. Non ci sono decaloghi da dettare, ma la necessità di assumere il forte e coerente impegno per realizzare riforme indispensabili in tempi certi.

La Sicilia dei Promessi Sposi

Pubblicato: 25 marzo 2015 da Sicilia più in Politica
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di Antonio Malafarina

Che Bravi − come quelli dei Promessi Sposi di Manzoni − coloro che hanno messo un cappio al collo della Sicilia: dal 2007 lo Stato ha innalzato al 49,11% la quota di compartecipazione della Regione al Fondo sanitario, con un costo aggiuntivo per la regione di 600 milioni di euro l’anno. Per tutte le altre la quota è rimasta al 42% circa.
Danno per la Sicilia di almeno 4 miliardi di euro.
10712690_625433007601570_8950257404782868680_oStessa cosa per l’Irpef dei dipendenti pubblici. Con una finzione degna di Mandrake, i cedolini degli stipendi dei dipendenti statali vengono elaborati a Latina e l’Irpef non viene conteggiata nei trasferimenti per la Sicilia.
Però quei dipendenti e i loro figli usano e vivono la Sicilia.
Lo stesso Baccei ha ritenuto che il danno sia di almeno 1,7 miliardi di euro.
Tutto questo senza considerare il taglio ai fondi PAC, le sedi legali di banche siciliane a Milano (dove pagano le tasse).
E poi il decreto salva Sicilia: promessi 4 miliardi per lo sviluppo.
Solo 700 milioni stanziati per il raddoppio di 50 km di ferrovia sulla Catania-Palermo e qualche tratta sulle altre direttrici.
Peccato che ancora manchi un progetto, che la Catania-Palermo resti chiusa per almeno tre anni e che intanto manchino treni decenti. Anzi mancano del tutto i treni. Alla faccia dello sviluppo e dei piani del turismo.

Chiediamo cortesie e mandiamo ambasciatori a Roma per chiedere a quelli che ci hanno messo il cappio al collo di allentarlo per farci respirare un po’.
Ma chi l’ha detto che i Siciliani debbano per forza essere Promessi Sposi? Qua per adesso Renzo non c’è e neanche la sposa. Per il momento abbiamo solo Renzi, l’Innominato e qualche Cardinale.

di sa_fe

“La malafarina_0proposta dell’Assessore Leotta sulle ex province necessita di un adeguato approfondimento in sede legislativa per definire i contenuti di un’architettura istituzionale che, al momento, appare più concentrata sulle forme che sulle funzioni. Il disegno di legge proposto dedica poco spazio alle funzioni dei liberi consorzi, ricalcando in parte quello che già era previsto dalla legge regionale n.9 del 1986 istitutiva delle province regionali.” Sono state queste le parole dell’On. Antonio Malafarina, VicePresidente del gruppo parlamentare del Megafono all’ARS, in ordine al disegno di legge presentato dal titolare dell’Assessorato alla Funzione Pubblica della Regione Siciliana.