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Ecco come (13). Informazione indipendente

Pubblicato: 8 maggio 2015 da Sicilia più in Attualità
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di Donato Didonna

“Where the press is free, and every man able to read, all is safe”, Thomas Jefferson (1743-1826). È incredibile l’attualità del pensiero di uno dei più autorevoli padri della rivoluzione americana circa il ruolo salutare, in una democrazia, di una informazione indipendente. Come potremmo tradurre oggi questa citazione? Penso così: “Laddove stampa e TV non fossero pienamente indipendenti, ma l’informazione potesse comunque circolare liberamente in rete, la democrazia è al sicuro, a condizione di una diffusa alfabetizzazione digitale della popolazione”.860735_10200283454123230_517806592_o

Può mai essere veramente indipendente dal potere politico e/o da quello economico un mezzo di informazione il cui bilancio dipenda dai contributi della legge sull’editoria e dalla pubblicità degli enti pubblici e delle imprese?

“People should not be afraid of their governments. Governments should be afraid of their people”. Altra citazione di Jefferson (lo stesso che, nella dichiarazione di indipendenza del 1776, aveva voluto includere il diritto alla “ricerca della felicità”): “Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma i governi che devono aver paura dei propri popoli”. Nessun governo, però, ha mai dovuto temere una popolazione distratta e disinformata.

Se i telespettatori della TV pubblica hanno dimostrato di saper apprezzare, in prima serata, addirittura delle letture dantesche, perché mai gli si propinano allora ogni giorno dosi urto di calcio, soap opera, reality, gossip, ecc. invece di parlare di cose più importanti ed interessanti per la nostra vita quotidiana e di cui tutti dovrebbero essere informati ed avere una propria opinione? Faccio solo alcuni esempi:

  1. la qualità dell’aria che respiriamo;
  2. la qualità dei cibi che ci vengono offerti: cosa contengono e da dove provengono;
  3. la formazione dei prezzi: come nascono e dove si gonfiano;
  4. onesto bilancio sull’adozione della moneta unica, che solo in Italia ha portato agli aumenti dei prezzi che conosciamo: chi ne ha tratto un ingiusto vantaggio?
  5. le liberalizzazioni, le privatizzazioni e la globalizzazione che promettevano minori costi: un affare solo per banche e grandi studi legali?;
  6. la sostenibilità ambientale del nostro modello di sviluppo: quali rimedi e alternative?;
  7. l’insostenibile costo della nostra classe politica;
  8. quanto ci costa la pubblica amministrazione e la burocrazia?
  9. la qualità del nostro sistema educativo e della ricerca;
  10. il risparmio energetico e le altre fonti alternative.

Se gli organi di informazione, se gli opinionisti di stampa e TV non parlano in primo luogo di questi temi, non credo che lo facciano per caso, ma per un implicito impegno a non impensierire, a non fare indignare e reagire il cittadino-consumatore-utente, rispondendo così più agli interessi della politica e dell’impresa che non a quelli dei loro lettori o telespettatori.

In questo modo stampa e TV, salvo poche eccezioni (per tutte: Report di Milena Gabanelli), hanno tradito la loro più nobile funzione e rappresentano oggi un serio problema per la democrazia in Italia: sono diventati un pezzo del potere, un’altra casta, invece che esserne il naturale contrappeso.

Faccio un esempio emblematico sul tema della globalizzazione. L’economia di mercato, la concorrenza tra le imprese ricordano un po’ lo sport, il calcio: si gioca in un campo delimitato dalla politica, undici contro undici e con un arbitro terzo. Solo così vince il migliore che è l’interesse per lo sport come per la competizione economica. Solo così, facendo il proprio interesse, come insegnava Adamo Smith, si fa l’interesse generale, perché il teorico del capitalismo non ha mai detto che sia lecito fare l’interesse personale contro quello collettivo. La globalizzazione che ci hanno servito è stata invece un vero far west che nulla ha a che vedere con l’economia di mercato. Che competizione è mai quella tra una squadra con le gambe incatenate (da maggiori tutele per i lavoratori) ed una con le gambe libere? È così che vince il migliore?

La promessa della globalizzazione era quella che il consumatore ne avrebbe tratto vantaggi in termini di prezzo, ma, in assenza di una corretta informazione, anzi in presenza di organi di distrazione di massa, il vantaggio lo ha visto solo chi ha delocalizzato e chi lo ha assistito (banche e grandi studi legali). Se chi produceva un capo venduto a 100 sopportava in Italia costi per 80 e ricavava un margine lordo di 20, producendolo in Cina, a 10 di costo, non lo rivendeva poi in Italia a 30 o 40 (vendendo quindi di più), ma a 90, lasciando magari 10 di imponibile in Italia (c’è la crisi!) e 70-80 di margine in nero all’estero (meccanismo noto come transfer price). In questo modo il consumatore non ha visto significativi vantaggi, molti lavoratori di distretti industriali hanno perso il posto, il loro know how manifatturiero, quasi un DNA accumulato per generazioni, è stato buttato ai pesci e lo Stato non ha goduto del maggior gettito dei profitti industriali delocalizzati. Tutto questo solo perché stampa e TV ci hanno intrattenuto in questi anni con ben altro e perché l’evasione fiscale, stimata prudenzialmente in 150 miliardi di euro l’anno di mancate imposte, è alla base di un blocco sociale e politico in Italia. Ma l’evasione fiscale è anche il più micidiale tarlo della democrazia e, prima o poi, la fa accasciare come il mobile che attacca.

Venendo, quindi, alla situazione siciliana, che più da vicino qui ci interessa, posso solo affermare che i contenuti della stampa e dell’informazione televisiva locale, sui cui esponenti – press_freedomsempre con le dovute eccezioni – stendo un velo pietoso, mi hanno portato nel 2004 alla decisione di scrivere direttamente ciò che avrei voluto leggere: sono diventato un blogger. Un blogger che non parli solo del suo ombelico, ma che si sforzi di fare opinione, non è ovviamente infallibile, ma nessuno è disponibile a leggere a lungo sciocchezze, ove altri scriva cose più sensate. Il consenso di lettori che possono esprimere liberamente il proprio parere è quindi garanzia di autorevolezza dell’opinionista indipendente.

“Se due persone si scambiano una moneta, tornano a casa ciascuno con una moneta; se si scambiano invece un’idea, tornano a casa ciascuno con due idee”. Il che equivale al raddoppio delle idee o delle informazioni in proprio possesso. La circolazione delle informazioni, divenuta velocissima grazie alle tecnologie digitali, sta imprimendo una grande velocità ai cambiamenti culturali e sociali. La rete internet sta realizzando nel nostro tempo una rivoluzione paragonabile a quella della stampa di Gutenberg. È un processo da favorire in ogni modo rimuovendo il digital divide e investendo nelle infrastrutture telematiche (WiMax, satellite, ecc.). Il mio sogno è che la Sicilia possa essere presto coperta, oltre che da un’efficiente infrastruttura digitale, da una rete di commentatori indipendenti (esiste persino la mappa dei blogger di Manhattan divisi per stazioni della metropolitana), che rappresentino un “servizio di vigilanza critica” e di controllo capillare del territorio contro le tentazioni di abuso del potere politico così come di quello economico, molto frequenti quando nessuno ne ricordi il limite.

I contributi di questi blogger potrebbero essere veicolati anche attraverso una WEB TV regionale o attraverso quotidiani on-line molto orientati all’informazione locale.

(continua)

di Giulio Ambrosetti

Oggi, in Italia, è giorno di retorica: ed è in giornate come questa che il nostro Paese da il “meglio di sé”. Ci riempiranno la testa di libertà, di democrazia, di Repubblica italiana nata dalla Resistenza e bla bla bla. Chissà se qualcuno tra i tanti Soloni italici avrà il coraggio di dire come stanno, in realtà, le cose: e cioè che l’unica libertà rimasta ancora in piedi in Italia − e non sappiamo fino a quando − è quella della rete internet. E che quasi tutte le altre libertà − a cominciare dalla democrazia parlamentare − sono andate a farsi benedire.

crisi-economica-3Certe volte la storia, nel suo incedere, si prende gioco dei furbi (da distinguere nettamente dalle persone intelligenti). E i furbi – sempre per restare in tema di democrazia parlamentare – sono Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. I due, ignorando un pronunciamento della Corte Costituzionale che ha cassato la legge elettorale nota come Porcellum, stanno per convincere il Parlamento del nostro Paese ad approvare una nuova legge elettorale – già battezzata Italicum – che ricalca, in parte addirittura peggiorandolo, il Porcellum. Proprio nei giorni in cui “festeggiamo” la Liberazione, Renzi, nel nome di una democrazia nota solo a lui e ai suoi “giannizzeri”, ha sostituito nella commissione parlamentare i parlamentari riottosi, mettendoci i suoi sodali. Il messaggio è chiaro: l’Italicum deve passare in barba alla Corte Costituzionale e alla democrazia.

Oggi Renzi andrà in tutte le tv − con in testa quelle di Berlusconi − per celebrare un 25 aprile che, di fatto, sta calpestando, imponendo agli italiani una legge elettorale truffaldina e antidemocratica come il governo che presiede. In questa storia − al netto delle parole che pronuncerà oggi − ci piacerà osservare come si comporterà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Che farà, Presidente Mattarella, quando le Camere “addomesticate” le presenteranno da come-distinguere-il-pignoramento-del-quinto-dello-stipendio-dalla-cessione-del-quinto_1d243934bf45b05fcf09a6a02632970dfirmare la legge sull’Italicum? Apporrà la sua firma o la rimanderà indietro alle Camere? Coraggio Presidente Mattarella, si ricordi che lei ha fatto parte della Corte Costituzionale che ha “bocciato” il Porcellum. Sia conseguente: sfoderi la pacifica, ma determinata, grinta di Fra Cristoforo e mandi a quel paese l’Italicum e i don Rodrighi di Palazzo Chigi e i tanti don Abbondi che le consigliano di attenersi alle “volontà” del Parlamento.  Coraggio, non la dia vinta ai Bravi dei Don Rodrighi!

Ma il 25 aprile, quest’anno, non coincide soltanto con il tentativo di calpestare il pronunciamento della Corte Costituzionale in materia di legge elettorale. Anche se pochi se ne occupano, questo è l’anno in cui assistiamo all’effetto combinato di Fiscal Compact e Two Pack. Il primo − il Fiscal Compact − è un trattato internazionale demenziale, in forza del quale il nostro Paese paga circa 50 miliardi all’anno all’Unione europea per tenere i “conti in ordine”: da qui la povertà del nostro Paese. Il secondo – il Two Pack – è un altro trattato internazionale, in base al quale il Parlamento del nostro Paese ha ceduto all’Unione europea dell’euro la sovranità sul Bilancio dello Stato. Di questi due trattati − che hanno vulnerato la Costituzione italiana del 1948 − dobbiamo dire grazie al governo Monti, al Parlamento della passata legislatura (eletto con il Porcellum), all’ex Presidente della Repubblica, l’europeista Giorgio Napolitano, e all’Unione europea dell’euro che ce li ha imposti.

Attenzione: se l’Italia avesse voluto, non avrebbe aderito all’euro e, di conseguenza, al Fiscal Compact e al Two Pack. Invece ha aderito, cedendo ad un’Unione europea di imbroglioni e massoni (nell’Unione europea queste due “categorie dello spirito” coincidono) sia la sovranità monetaria (euro), sia la sovranità sui conti dello Stato (Fiscal Compact e Two Pack).

Per capire il perché l’Italia ha ceduto una buona parte della propria sovranità ad un’Unione europea controllata, di fatto, dalla Germania, dobbiamo fare un ampio passo indietro e tornare agli anni della loggia P2 di Licio Gelli. Quando esplode lo scandalo della loggia P2 − una loggia segreta o “coperta”, che faceva capo alla Massoneria di Palazzo Giustiniani (Rito Scozzese antico ed accettato) −, in questa consorteria si ritrovano personaggi altolocati dello Stato: Ministri, leader di partiti politici, magistrati (c’era l’allora vice presidente del Csm!), medici, professionisti e persino alti prelati di Santa Madre Chiesa.

Licio Gelli, da allora ad oggi (è ancora vivo), non ha mai perso il suo sorriso. Perché sapeva chi aveva dietro di sé. Che non erano solo i potenti italiani (che alla fine contavano poco), ma i massoni europei. La storia ha dato ragione a Gelli. L’inchiesta penale sulla loggia P2 si è conclusa con un nulla di fatto. Agli atti restano i documenti prodotti dalla commissione parlamentare sulla loggia P2. A presiedere questa commissione venne chiamata Tina Anselmi. La sua nomina non fu casuale. Perché Tina Anselmi era stata una partigiana. E chi la volle, con molta probabilità, sapeva che dietro la consorteria massonica, che si era infiltrata in tutte le istituzioni italiane, c’erano gli stessi personaggi che lavoravano per la “Grande Unione europea”. Già allora era chiaro il disegno antidemocratico. Anche se la politica italiana dell’epoca s’illudeva di avere bloccato la P2.

Oggi la “Grande Unione europea” è una realtà. Parliamo dell’Unione europea dell’euro, della quale l’Italia fa parte. Convincere l’Italia ad entrare nella “trappola” dell’euro non è stato facile. I Tedeschi − che sono i veri gestori della moneta unica europea − hanno dovuto organizzare la stagione di Tangentopoli per fare fuori la classe dirigente che, alla fine degli anni ’70 e nei primi anni ’80, si era opposta alla P2 di Gelli. Fatta fuori la vecchia classe dirigente della cosiddetta Prima Repubblica − che aveva tante pecche, ma che non avrebbe mai infilato l’Italia nel tunnel dell’euro −, al governo dell’Italia sono rimasti, di fatto, anche tanti piduisti (non bisogna dimenticare che Berlusconi era affiliato alla loggia P2). Da qui, negli anni ’90, l’adesione dell’Italia all’euro. Sotto questo profilo, Tangentopoli è stata un’operazione perfettamente riuscita.

La storia è sempre maestra di vita. Ricordiamoci che Bettino Craxi, da Hammamet, in tempi non sospetti, affermava che la moneta unica avrebbe impoverito il sud Europa: il dramma della Grecia e l’Italia, con quasi 10 milioni di poveri e con le proprie grandi industrie vendute all’estero, ne sono una drammatica testimonianza. Craxi aveva ragione. Anche un’altra grande leader europea degli anni ’80 − Margaret Thatcher − era convinta che l’euro avrebbe portato povertà e disperazione. E non è un caso se l’Inghilterra (in verità assieme ad altri otto Paesi dell’Unione europea) non ha aderito all’euro. Anche la signora Thatcher aveva ragione.

Cosa vogliamo dire con questo? Che quel grande imbroglio massonico della moneta unica europea è la diretta conseguenza di quel filone massonico che in Italia, anticipando gli eventi, si chiamava, per l’appunto, loggia P2. Se avete la pazienza di andarvi a rileggere, tra i documenti della commissione parlamentare sulla loggia P2, i “programmi” di “rinascita” dell’Italia, ebbene, scoprirete parallelismi impressionanti tra alcuni scritti di allora e l’Unione europea dell’euro di oggi. Potenza della massoneria finanziaria!

Al di là di quello che ci diranno oggi con il diluvio di retorica, dobbiamo prendere atto che l’Italia della Resistenza ed i valori della Costituzione italiana del 1948 sono stati sconfitti. Altro che 25 aprile! Così come l’Italia, di fatto, è uscita sconfitta nella battaglia contro la P2. Il risultato è l’adesione del nostro Paese ad un’Unione europea non democratica. Ricordiamoci che la Commissione europea − che è l’esecutivo dell’Unione − non risponde al Parlamento europeo, ma alle consorterie massoniche e finanziarie. La stessa Chiesa cattolica oggi tace, ricattata con la storia dell’Imu.

Chiosa finale. Finora abbiamo sempre creduto che certi europeisti italiani erano persone serie. Il riferimento è − tanto per citare due nomi − ad Altiero Spinelli e Gaetano Martino. Ebbene, il ruolo di questi personaggi andrebbe approfondito, per capire se anche loro − come del resto Robert Schuman − sono riconducibili all’attuale Unione europea di massoni, o se esiste una cesura che separa i primi europeisti dai “briganti” e massoni che oggi controllano l’Europa dell’euro per conto di una Germania sempre più filiazione del “Secolo breve”…

P.S. 

Dimenticavo: oggi, 25 aprile, ricordiamo la lotta della Resistenza italiana contro i tedeschi. Solo che oggi lo facciamo con lo spread tedesco sul collo… Ci sarà qualcuno che farà notare anche tale anomalia?