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Giuseppe Lauricella

Nasce l’associazione S&D (socialisti&democratici), che aderisce al Partito Democratico.
“Finalmente hanno maturato una scelta che io avevo fatto dal 2007. Li accogliamo per avere una maggiore presenza riformista”

Psi addio, dunque. Si va nel Pd. «Lavoreremo per rendere maggioritaria la vocazione socialista del Partito», dice Di Lello. Il gruppo va diretto in maggioranza. Non è foltissimo – lo stesso Di Lello più Lello Di Gioia – ma trova sponda in chi sta nel Pd da più tempo, dal 2007 come Lauricella, che era infatti alla conferenza e si dice contento per l’associazione: «l’associazione è una bella cosa, è cosa buona che nel mio partito sia più forte l’idea del socialismo», ma rifiuta l’idea che questa possa essere una corrente: «Le ho sempre criticate. Non aderirei», dice il prof. Giuseppe Lauricella.

E verrebbe da chiedere, però, perché per un rapporto prediletto, per spostare a sinistra il partito, non si è scelta la minoranza di Gianni Cuperlo, Roberto Speranza e dello stesso Bersani. Insomma, gli ex Ds, da sempre socialisti.

di Riccardo Nencini

Premetto. La politica è fatta di idee, di passioni e di relazioni umane. L’uscita di Di Lello non mi lascia indifferente. Soprattutto per il modo. L’invito che ci lascia, a piè di pagina della sua, è “Ciascuno rifletta”. Rifletto in sintesi.

Se desidero che il mio priccardo-nencini-maurizio-lupi-ettore-incalzaartito discuta una prospettiva politica, aspetto il congresso, già indetto, la sede più opportuna e più vasta per sciogliere il nodo. E invece ci viene spiegato che a settembre, ben prima che il congresso si tenga, Di Lello se ne andrà comunque. Significa che ha deciso da tempo, senza bisogno di confrontarsi con nessuno.

Leggo che andrà nel PD per portare la “vision” che manca a Renzi. Dunque, prima ancora che a un partito, aderirà a una componente di quel partito. Auguri.

Non leggo invece un dito di autocritica. Domando. Com’è possibile proporsi solo pochi mesi fa alle primarie campane sotto le insegne del tuo partito, attaccare a testa bassa il PD, infilzare quotidianamente De Luca e subito dopo giudicare superata la funzione del PSI e aderire in solitudine al partito con cui ci siamo scontrati?

Ha ragione Marco. Conviene riflettere. Magari senza scomodare Nenni e Turati. Almeno un gesto di correttezza, ora. Chi se ne va eviti l’inganno di mantenere la rappresentanza della componente socialista alla Camera. Non si sta con i piedi in due scarpe. Non c’è dubbio che Pia ci rappresenterebbe con dignità.