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di Vea Carpi

Senza tanti preamboli: Expo è una gigantesca operazione commerciale, che sfrutta il trend dell’argomentocibo” per portare soldi e affari alle solite 3-4 multinazionali che apparecchiano le nostre tavole tutti i giorni. E le apparecchiano nutrendoci di schifezze prodotte in totale spregio dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori agricoli e non.

Ricordo a me stessa e ai miei figli che io produco e mangio e compro consapevolmente, non solo per la mia e la loro salute, ma anche e soprattutto perché penso che questo sia il mio atto politico.

E penso che oggi la questione dell’accessibilità al cibo e alla terra sia il campo su cui si giocano le più importanti battaglie politiche. Ci credo davvero, e tutto quello che faticosamente cerco di tenere in piedi ruota intorno a questo convincimento.

Non sono per la coerenza a tutti i costi: non ci credo e non è il mio obiettivo. E non sono fighetta radical-chic (lo so che è la prima cosa che pensate!). Non chiamatemi “talebana”. Ma Expo, no.

Una gigantesca operazione commerciale per portare soldi e affari alle solite multinazionali che apparecchiano le nostre tavole tutti i giorni, nutrendoci di schifezze. Mi avrebbe fatto meno schifo se gli obiettivi fossero stati evidenti. Che so, una cosa del tipo: “Expo, devastare il pianeta, arricchendo l’agribusiness…” ma temo che non ci sarebbe andato nessuno.

Forse io sì, ci sarei andata. Avrei portato via molto di più, li avrei visti in faccia. Invece, hanno creato una gigantesca Gardaland, infarcita di buoni sentimenti ecologisti (così ci sentiamo buoni e partecipativi delle sorti del mondo). Vi ricordate Matrix? Solo che lì per risvegliarsi la faccenda era complessa…

Alla Nestlé o alla MacDonald costa molto meno una bella campagna di marketing pesante improntata all’ecologia, che rivedere le politiche di sfruttamento di terre e uomini che fanno sì che noi mangiamo schifezze a costi bassissimi, e loro si arricchiscono. Perché è questo che accade.

Chiariamo: non è che penso che il mio non andare abbia un qualche effetto sulla questione. Ma almeno mi ha dato l’occasione di spiegare ai miei figli (Mamma, ci andiamo anche noi?!? Daiiii!”) perché non facciamo una cosa.

E poi, via, il campo di grano in centro a Milano!

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Un excursus personale, un insieme di sensazioni e di emozioni che raccontano una città piena di contraddizioni, ma sempre splendida e pronta a regalare emozioni.
E’ un insieme di descrizioni letterarie di monumenti, vie cibi di strada, panorami…a firma di viaggiatori dal medioevo arabo alla contemporaneità, quelle contenute nel libro di Augusto Cavadi, dal titolo “Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile” (Di Girolamo, Trapani 2014), che verrà presentato alle ore 19:00 di mercoledì 3 giugno “a Cantunera”.

Grazie alle voci recitanti di Margot Pucci e di Armando Caccamo, insieme alla voce cantante di Sara Cappello, sarà possibile rivivere l’itinerario affrontato dall’autore attraverso citazioni raffinate o perlomeno rare, intrecciate con indirizzi di gelaterie o di trattorie economiche. Una Palermo nella quale la sublime pasticceria si unisce alla Palermo bagnata dal mare, come anche alla Palermo dalle specialità culinarie capaci di muovere curiosità da tutto il mondo.

All’evento è associato una degustazione dei cibi evocati nel libro, accompagnati da del buon vino, al costo di 12 euro (20 euro per ogni coppia).

Per prenotare, chiamare al 329.5670724 (Sara Cappello) o al 389.2158948 (Gilda Sciortino).

Su Facebook: Cantunera fucina culturale.