Di Augusto Cavadi

L’autore di questo testo (per metà in prosa e per la seconda metà in versi) si presenta da sé, con accenti socratici, a p. 108: “Chi sono io, tra i tanti che nell’umana terra vivono?/ Sono colui che pensa di aver capito di non aver compreso molto, /ma che ancora vuole imparare da questa vita, /tra le folle che sanno tutto, ma non hanno capito di non sapere”.

EVOLUZIONE_coperQuanto al libro, lo si può leggere da almeno due angolazioni differenti.

Dalla prima angolazione, suggerita dal tono un po’ didattico di alcune pagine, risulta un manuale di istruzioni per vivere: un invito, non molto originale per la verità, ad affrontare gli imprevisti dell’esistenza senza temere i cambiamenti (anche radicali, anche dolorosi).

Più convincente una seconda angolazione da cui il libro può essere letto: come se si sbirciasse, segretamente, nel diario intimo di un uomo maturo che non ha perduto – per sua fortuna – la propensione adolescenziale all’introspezione e al confronto con ciò che circola nel mondo delle idee. Da questa prospettiva lo sguardo del lettore si fa più indulgente, capace dunque di perdonare persino le sviste concettuali (come “il famoso parmenideo Panta rei, tutto scorre” di p. 54, dove si attribuisce a Parmenide la teoria di Eraclito, dunque l’esatto contrario del suo pensiero), ortografiche (come il “se” senza accento, ripetuto molte volte, anche quando  si tratti di pronome e non di congiunzione), logico-argomentative (come nella considerazione, lapalissiana, all’inizio di p. 61 in cui si sostiene che “per potersi adattare al cambiamento è fondamentale […] adattarsi al cambiamento”) e tipografiche (come la dimenticanza, più d’una volta,  dell’accento sulla “e”  copula e sulla “i” del “sì” affermativo). Ma, appunto, se si sfoglia il libro come un diario privato, se ne apprezza la sincerità quasi naif delle considerazioni basate, più che su speculazioni metafisiche, sulla viva esperienza autobiografica di una persona meritoriamente impegnata nella ricerca della verità, nell’insegnamento e nella pratica sociale. Di una persona, oltre tutto, che  – come ricorda Rita Borsellino nella Prefazione – ha conosciuto da vicino l’orrido della violenza mafiosa (di cui è stato vittima il suo ex-suocero Vito Ievolella a cui Pippo Di Vita dedica una composizione poetica intrisa di pathos: “Hai dato la vita per l’orgoglio di viverla in pieno,/hai versato il tuo sangue per l’onestà del cuore/ ed hai cambiato le nostre vite, anche la mia”).

 

Un Italicum corretto, senza ballottaggio, con un premio di maggioranza che scatta solo se sia alla Camera che al Senato si raggiunge quota 40%. Altrimenti si “trasforma” in un proporzionale. E’ la proposta di legge elettorale presentata nel corso di una (clicca per ascoltare su:) conferenza stampa alla Camera dal deputato del Pd, Giuseppe Lauricella. “Non vorrei costruire un sistema elettorale – spiega – che valga una settimana, ma uno che possa valere nel tempo al di là di quanto le forze politiche misurano in quel momento”. Dell’Italicum, su cui la Consulta si pronuncerà a partire dal 24 gennaio, mantiene anche il premio alla lista e non alla coalizione, i capilista bloccati e le candidature multiple che però scendono da 10 a 3. “Dopo il referendum – sottolinea l’esponente dem – è chiaro che si è aperta l’esigenza di creare un sistema elettorale che valga sia per la Camera che per il Senato, perché il bicameralismo ne è uscito addirittura rafforzato. Partendo da questo presupposto e dall’idea che appartengo al Pd che ha votato anche con la fiducia l’Italicum, credo sia opportuno si parta da quell’impianto e non da una nuova legge elettorale”. Via il ballottaggio che, a giudizio di LAURICELLA che già aveva proposto una legge in tal senso, “non va bene perché qui si stanno eleggendo organi collegiali e non monocamerali”. Ma come funziona il meccanismo di assegnazione del premio di maggioranza? “La lista che raggiunge il 40% alla Camera e al Senato – dice – si aggiudica il premio. Questo significa che una lista per poter avere il premio deve ottenere il 40% sia in un ramo che nell’altro, se non la raggiunge in nessuna delle due o in una sola il premio non scatta. Questo è un elemento che serve a mantenere l’omogeneità della maggioranza all’interno delle due Camere. O il premio scatta in tutte e due o niente e se non scatta il meccanismo diventa proporzionale”.

LAURICELLA spiega come a suo giudizio questo schema si concilia con il fatto che, per la Costituzione, il Senato va eletto su base regionale. “La base regionale – osserva – viene garantita dal fatto che i collegi per il Senato sono disegnati su base regionale. Inoltre, la soglia di sbarramento alla Camera sarebbe al 3% su base nazionale mentre al Senato sarebbe al 4% su base regionale. Altro elemento è che se raggiungi la fatidica soglia del 40% e fai scattare il premio di maggioranza, mentre la distribuzione dei seggi alla Camera avviene su base nazionale al Senato sarebbe su base regionale con metodo ponderato, ossia dove la lista è stata percentualmente più forte prende più seggi dove è stata più debole ne prende meno”. “La chiave di volta – spiega poi LAURICELLA – sta nel fatto di stabilire però che il computo per definire se hai raggiunto il 40% anche per il Senato avviene su base nazionale altrimenti non arriveremo mai ad avere un meccanismo equilibrato”. Dell’Italicum restano anche le pluricandidature. “Nella mia proposta – afferma – le porto da 10 a 3. Le riduco perché la corte costituzionale nella sentenza sul Porcellum non ha detto che erano incostituzionali tout court ma in quanto la modalità di opzione era lasciata all’arbitrio totale del candidato se non del partito. In questa proposta si fa diventare automatico il meccanismo. Il collegio verrebbe assegnato non a discrezione e a scelta del candidato ma in base a un criterio basato sulla minore cifra elettorale, cioè dove percentualmente prende meno voti”.

Per Lauricella, dunque, si tratta di un “sistema che potrebbe incontrare, se avessimo la buona volontà, il riscontro di varie forze politiche. A cominciare dal Pd perché si salva l’impianto e la ratio dell’Italicum. E’ un sistema che offre una possibilità di maggioritario con effetto proporzionale se questo non si riesce a ottenere”.

Askanews

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Il commento di Anp Sicilia sulle indicazioni contenute nella Legge di bilancio. Dopo anni di prelievi sul sistema pensionistico, si torna ad investire in favore dei pensionati

Un passo in avanti nella strada di pensioni più eque. Sembra che qualcosa si stia muovendo nel verso giusto, sottolinea Anp Sicilia. È ancora presto per dare un giudizio definitivo – commenta l’Associazione nazionale pensionati -, perché occorre vedere bene il decreto legge; ma quanto annunciato in materia di pensioni ci fa dire che è cambiato il clima e si sta ragionando nel modo giusto. È positivo infatti, che sia cambiato l’approccio e la strategia verso i pensionati e i pensionandi.

«L’aumento annunciato alle pensioni minime – commenta il presidente ANP Sicilia Carmelo Travaglia -, sembra essere assai modesto, e questa è la parte che non apprezziamo della proposta di legge. Tuttavia è un passo in avanti verso quello che noi indichiamo come l’obiettivo principale: 650 euro mensili come chiede la Carta Sociale Europea. Bene la quattordicesima mensilità alle pensioni sotto i mille euro, utile l’innalzamento del livello della non tax area. Tutto ciò è apprezzabile ma lo consideriamo un acconto perché la condizione di disagio dei pensionati richiederebbe altri provvedimenti più sostanziosi, e il nostro impegno a riguardo non si fermerà».

Importanti – prosegue Anp – sono anche i provvedimenti verso coloro che potranno andare in pensione in maniera anticipata in ragione anche del tipo di lavoro svolto e considerato usurante. E’ un limite ed un errore il fatto che al momento la proposta di legge non consideri fra i lavori usuranti quelli degli agricoltori e dei lavoratori agricoli. Tuttavia, la strategia impostata a favorire la possibilità di andare in pensione in maniera anticipata è da condividere perché apre una finestra sulla possibilità di ragionare e correggere il sistema dell’allungamento dell’età pensionabile attraverso il concetto della “cosiddetta aspettativa di vita” che ha prodotto solo ingiustizie e disagi ai lavoratori, compreso gli agricoltori.

Con questa proposta di legge di bilancio, si può aprire una nuova stagione per le pensioni. Dopo anni di prelievi sul sistema pensionistico, si torna ad investire in favore dei pensionati e dei pensionandi. Ci sono cose buone e altre meno buone, come il troppo modesto aumento alle pensioni minime. Tuttavia l’Anp raccoglie la sfida: apprezza le cose migliori e si impegna a modificare quelle ritenute carenti o sbagliate.

Brexit: intervista a Giuseppe Lauricella sulla decisione dell’Alta Corte britannica. Clicca qui per ascoltarla

A ottobre e precisamente venerdì 28 presso Villa Filippina di Palermo (interno) e domenica 30 presso I Portici d’Arte (via Mariano Stabile), per conto dell’Assessorato alla Cultura – Città di Palermo – alle ore 19,00 si svolgerà il reading con musiche dal vivo dal titolo “La seria, La civile e la pazza” ideato e diretto da Giuseppe Moschella, con Moschella&Mulè, Aurora Padalino (voce narrante), Tony Greco (chitarra) e Giuseppe Moschella (cajon). Ingresso libero, sino ad esaurimento posti.

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Moschella&Mulè

 

Il titolo prende spunto dalle “corde” più volte evocate da Luigi Pirandello e successivamente da Leonardo Sciascia: quella seria, quella civile  e quella pazza.

Attraverso la lettura di  scritti, testi teatrali, racconti e novelle di autori siciliani (Pirandello, Fava, Sciascia, Brancati, Bufalino e altri) si racconta il grande mistero Sicilia, terra bella, affascinante e piena, però, di contraddizioni, dove in una magica dissolvenza incrociata scorgiamo: simulazioni e dissimulazioni, eroico e nefando, luci e tenebre, metafore fantasiose e storie reali, miti e mafiosi, palazzi nobiliari e catapecchie, lo stile barocco e quello moderno, l’Etna e l’azzurro mare, una Palermo in superficie e una sottoterra, la diffidenza e l’ingenuità dei siciliani,  il culto del rispetto e l’ attitudine alla strafottenza, la generosità e la tirchieria, i profumi e l’olezzo, i colori e il buio.

Le musiche di scena  rese ancora più vivide dal suon live del cajon e della chitarra piano rivelano atmosfere diverse tra loro ma che trovano un comune denominatore nell’intento di mantenere un forte legame con le sensazioni, i colori e gli odori dell’Isola.

Il 13 ottobre al teatro Agricantus di Palermo (in scena sino al 16) debutta il nuovissimo spettacolomoschella di Moschella&Mulè “Noi diviso due” scritto da Giuseppe Moschella con Ernesto Maria Ponte che ne cura anche la regia. Una commedia divertente sulla coppia e il logorio delle relazioni coniugali, con un finale assolutamente esilarante e inaspettato! Lo spettacolo, in prima nazionale e prodotto dal teatro Agricantus, apre la stagione del cartellone  invernale 2016/2017. Ad aprile (21,22,23) replicherà  al Teatro Ar.Ma di Roma

Sinossi ,note e foto:

NOI diviso DUE
di
  Moschella, Ponte
Con Moschella&Mulè (Giuseppe ed Emanuela)
regia
Ernesto Maria Ponte
PRODUZIONE  2016-2017
SINOSSI
 In “NOI diviso DUE”, di Moschella, Ponte, liberamente ispirato ad un’ esilarante commedia scritta da Michael Frayn (autore del più noto “Rumori fuori scena”) il tema della coppia esplode in variegate sfumature. Incomprensione ed incomunicabilità sono gli ingredienti principali di storie in crisi dove si evidenzia con umorismo e pungente sarcasmo il mondo, le tensioni, il logorio delle relazioni coniugali: frustrazioni e domande tragicomiche, surrealismo e humor,  maschere verso il partner, maschere verso gli amici in un crescendo di tensioni, emozioni e risate fino ad un finale a sorpresa.
BREVI NOTE BIOGRAFICHE DEL DUO Moschella&Mulè
Giuseppe Moschella ed Emanuela Mulè sono due versatili attori siciliani da anni impegnati in progetti di teatro (Teatro Zelig di Milano, Teatro del Sale di Firenze, Teatro dei Satiri di Roma, Taorminaarte ecc…) e cinema che hanno riscosso largo consenso di critica e di pubblico.
Tra i riconoscimenti l’Efebo d’oro, il Premio Pergamene Pirandello, il Premio Solunto-Filangeri, Chicago International Film Festival, premio Rocco Chinnici…
Il duo Moschella&Mulè, nato nel 2005, è caratterizzato da una fondamentale dimensione ironica che contraddistingue il suo stile interpretativo e scenico.
I due artisti amano comunque abbracciare tutti i generi teatrali (cimentandosi anche in nuovi format teatrali/televisivi da loro creati) amalgamando dimensione musicale, interpretativa e suggestive immagini. Amano anche,seguendo naturalmente la scia tipica dell’attore a 360° di stampo tipicamente americano,esplorare e vivere meccanismi e contesti diversi da quelli teatrali: infatti hanno lavorato anche per la tv (fiction come Incantesimo, La squadra, La baronessa di Carini, Ho sposato uno sbirro 2, spot televisivi nazionali ed internazionali), in diversi film per il cinema, e con la loro società Cammelli hanno realizzato film brevi vincitori e finalisti in importanti festival internazionali (tra i quali Chicago International Film Festival, Los Angeles Cine Fest, Cortofiction di Chianciano Terme, Salento International Film Festival, David di Donatello…)
Sono stati spesso ospiti in trasmissioni nazionali Rai (Cinematografo, Applausi e Sottovoce di Gigi Marzullo) Mediaset, sky e  Rds.
Lavorano anche come speaker (radio, spot pubblicitari).
Attualmente con il loro ultimo film breve”U vattìu” sono semifinalisti al Los Angeles Cine Fest. Presto nuovi progetti teatrali e cinematografici li vedranno coinvolti

La Notte della Luna

Pubblicato: 6 ottobre 2016 in Attualità

 

L’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo con il supporto di Science&Joy s.r.l. e il Planetario di Villa Filippina, in collaborazione con Extroart, aderendo all’iniziativa mondiale “International Observe the Moon Night” presentano “LA NOTTE DELLA LUNA”, con una serata interamente dedicata al nostro satellite.

Nello spazio esterno del giardino storico di Villa Filippina, a partire dalle ore 19:00, e fino a tarda notte sarà possibile partecipare ai tanti laboratori ed incontri per bambini e adulti.

L’8 ottobre, in occasione de La Notte della Luna – International Observe the Moon Night, si potrà ammirare la Luna al primo quarto in congiunzione con Marte nella costellazione del Sagittario. In cielo saranno visibili anche Venere, nella Bilancia, e Saturno, nello Scorpione, nei pressi di Antares.

La Notte della Luna è un’occasione di divulgazione con eventi organizzati a livello mondiale, con la sponsorizzazione del Lunar Reconnaissance Orbiter, della NASA e di altri osservatori astronomici.

L’obiettivo è spingere le persone a conoscere meglio il nostro satellite.

A chi non possiede un telescopio sarà possibile recarsi al punto di osservazione del Planetario di Villa Filippina creato appositamente per favorire l’osservazione della superficie lunare.

In Italia, gli eventi collegati sono realizzati dall’INAF in collaborazione con la UAI.

Il programma per i più piccoli (6-12 anni) inizierà con il laboratorio Astrokids “Una luna alla volta!” condotto da Daniela Cirrincione, Astrofisica della società SCIENCE&JOY, che attirerà la loro attenzione con giochi ed esperimenti a tema.

Con il supporto dei volontari di Servizio Civile del progetto Garanzia Giovani “Il valore della divulgazione scientifica nella formazione dei giovani” si intraprenderà un viaggio fantastico con immagini e proiezioni, alla scoperta dei satelliti del Sistema Solare da quello più vicino a noi, per spingerci fino a quelli del pianeta nano Plutone.

Ci sono lune rocciose, vulcaniche, ghiacciate…. come si sono formate? Come si muovono e perché? Queste saranno alcune delle domande a cui sarà possibile ascoltare e vedere le risposte grazie, a simulazioni, attività manuali e giochi a tema.

L’attività per i bambini è gratuita e non è necessaria la prenotazione. A tutti i piccoli “astronomi” partecipanti verrà distribuita una mappa della Luna che consentirà loro di scoprirne tutti i dettagli durante le osservazioni al telescopio.

Alle ore 20:00 un incontro astronomico con Antonio Maggio (INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo) dal titolo: “Luna e dintorni”, che si svolgerà all’interno della sala proiezioni del museo del Planetarium.

Alle 20:45, grande spettacolo dal titolo “Sotto l’ombra della Luna”; con in naso all’insù dove adulti e bambini assisteranno, all’interno della cupola multimediale del Planetario, dove Marcello Barrale, divulgatore scientifico e direttore del Planetarium, condurrà gli spettatori, in un viaggio fantastico alla scoperta della Luna, la sua formazione ed evoluzione, ammirare il meccanismo delle fasi e delle eclissi, il suo percorso tra le costellazioni e del cielo. Il tutto con l’aiuto di splendide animazioni e filmati.

Il Planetario di Villa filippina, tra tutti i bambini partecipanti, sorteggerà 3 preziose stampe (20X30) della Luna.

Sul prato della villa a partire dalle 20:30 ci saranno delle postazioni per ammirare le Osservazioni del cielo e della Luna, con l’ausilio di potenti telescopi e l’assistenza tecnica/scientifica di Mario Guarcello dell’osservatorio astronomico e degli operatori del Planetario.

Sarà possibile fotografare il nostro satellite al fuoco dei telescopi con le fotocamere ma anche semplicemente con un telefono cellulare smartphone.

Tutte le attività saranno gratuite ad eccezione gli spettacoli all’interno del planetario, con prenotazione obbligatoria.

orari degli spettacoli 20:45 / 21:30 / 22:15 / 23:00 (ticket € 5,00 adulti / € 3,00 bambini 5-10 anni

Per Info – 328.3669549 Prenotazioni – chiamare al 3397152542 o inviare una mail a planetariopalermo@gmail.com www.astropa.unipa.ithttp://www.planetariovillafilippina.com

Renzi? Ha detto una cosa non vera, gli capita spesso. Secondo lui, io, da presidente del Consiglio, ho fatto la riforma del Titolo V. In verità, la riforma fu fatta sotto la presidenza di Giuliano Amato, che capisco ora non voglia nominare perché Amato è membro della Corte Costituzionale e preferisce prendersela con me. Ma i fatti sono inconfutabili“. E’ la nuova scudisciata che l’ex presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, intervistato su Radio Popolare, rifila al premier Matteo Renzi. Quest’ultimo, poche ora prima, sulle stesse frequenze aveva dichiarato che ‘gli articoli della revisione del Titolo V della Costituzione non sono stati fatti dai partigiani, ma dal governo D’Alema nel ’98-2001″. L’ex leader dei Ds spiega: “Fu preso un pezzo del progetto della Bicamerale, di cui certo io fui coautore, e fu trasformato in una riforma singola. Espressi allora le mie perplessità dicendo che una riforma monca avrebbe creato uno squilibrio e dato molto lavoro alla Corte costituzionale. Tuttavia, l’insistenza di Rutelli che era il candidato del centrosinistra, con il sostegno di Veltroni, e la convinzione che con quella riforma si sarebbero sottratti voti alla Lega spinsero a realizzare quella riforma con una ristrettissima maggioranza“. Poi passa all’attacco dell’Italicum e della riforma costituzionale: “Io votai no alla riforma Berlusconi che conteneva molti principi dell’attuale riforma Renzi. Resto coerente con le mie opinioni. Vedo, invece, piuttosto mutevoli quelle del presidente del Consiglio. L’Italicum che ci fu presentata come la più bella legge elettorale del mondo e imposta con un voto di fiducia, cioè con atto di violenza verso il Parlamento, adesso sembra diventata una legge figlia di nessuno, messa sul mercato per guadagnare voti al referendum“. E aggiunge: “Non approvo la riduzione anche di questioni così importanti per la democrazia italiana a puro gioco di manovra tattica e di furbizia. La politica non dovrebbe mai ridursi a furbizia, bugie, mezze bugie. Soprattutto quando si tratta di problemi che toccano la qualità della democrazia. Io sono favorevole a tornare al collegio uninominale” – continua – “dopodiché ci può anche essere il ballottaggio. Ma una legge che reintroduca le coalizioni e il premio alle coalizioni è la Calderoli, ce l’abbiamo già“. Poi sottolinea: “Passare dall’Italicum a un Italicum con coalizioni è un peggioramento. E’ già una legge brutta, ma nelle mani di Renzi e dei suoi interlocutori, come Verdini, Alfano e compagnia, potrebbe persino diventare peggiore. C’è una sola garanzia per evitarlo, la vittoria del NO al referendum. Il vero cambiamento non è l’Italicum con o senza ballottaggio, ma uscire dalla logica dell’Italicum”

FQ

Clicca qui per ascoltare la intervista

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Immagine  —  Pubblicato: 22 settembre 2016 in Attualità