Archivio per la categoria ‘Lavoro’

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Rischia di implodere tutto il sistema dei Consorzi di Bonifica della Sicilia, oberati dai debiti sempre più crescenti, senza risorse necessarie a garantire la normale attività e soggetti da tempo a subire innumerevoli procedimenti risarcitori. Oltre 2.100 i dipendenti che gravitano attorno ai Consorzi di Bonifica tra tempo indeterminato e stagionali con un costo che si aggira sui 50 Milioni di euro. Oltre 130 milioni di debiti e di contenziosi in atto. Invasi semivuoti e limiti strutturali mettono a rischio la Stagione irrigua”. Questo è il grido d’allarme della presidente regionale di CIA Sicilia Rosa Giovanna Castagna.
“L’Assessore regionale all’agricoltura – evidenzia Castagna – deve intervenire per fermare l’aumento delle tariffe irrigue operate dai Consorzi di Bonifica e l’esecutività dei ruoli consortili in atto, assolutamente insopportabili dal mondo agricolo e fuori da ogni logica di gestione moderna e innovativa”.
“La Confederazione Italiana Agricoltori – aggiunge Castagna – ha più volte sottolineato come nelle condizioni attuali rimane incomprensibile ed assurdo decidere il taglio dei trasferimenti delle risorse ai Consorzi di Bonifica più di quanto previsto dalle normative”.
“Per tutta risposta – sottolinea Castagna – nonostante le direttive dei due precedenti Assessori all’Agricoltura (le tariffe irrigue verranno mantenute in linea con gli anni passati e abbiamo definito le procedure per predisporre e approvare i bilanci di previsione senza incidere sulle tariffe… ), per far quadrare i conti i Direttori dei Consorzi di Bonifica aumentano a dismisura i ruoli irrigui scaricando sugli agricoltori una gestione dissennata che rischia di affossare la migliore agricoltura di qualità di cui la Sicilia ne vanta la primogenitura”.
“Gli agricoltori – continua Castagna – chiedono al Governo della Regione e all’assessore Antonello Cracolici di intervenire con urgenza per mettere ordine al sistema della Bonifica restituendo agli agricoltori la gestione democratica di Enti che siano efficienti, risanati e puliti da ogni incrostazione debitoria. E’ necessario revocare l’art.47 della legge Regionale n. 9/2015 nella parte in cui si prevede il disimpegno finanziario della Regione Siciliana fino al pareggio bilancio dei Consorzi a decorrere dal 2021. Si decida in merito alle priorità sui grandi interventi relativi allo stato strutturale delle dighe, i collegamenti tra invasi, lo stato di salute delle reti scolanti e delle condotte idriche nonché lo stato dell’arte delle centrali di sollevamento e la loro funzionalità”.
“E’ forte la nostra preoccupazione – conclude Castagna – rispetto alla situazione che vive il mondo Agricolo e alla necessità di dotare la Sicilia di strumenti snelli ed efficienti che oltre alla distribuzione dell’acqua ad un costo equo, possano operare per la salvaguardia del territorio e la sua manutenzione così come recitano i nuovi indirizzi di economia agricola nell’ambito del contesto Europeo e dello sviluppo sostenibile che le attuali normative impongono”.

di Evelina Gianoli

Si è svolto ieri mattina, presso la sede della Camera di Commercio di Palermo, il seminario sull’imprenditoria femminile “Donne al lavoro: misure a sostegno”, coordinato da Rosanna Montalto, vicepresidente vicario Terziario donna di Confcommercio Palermo.Logo Confcommercio - standard colore-2

Un incontro per stimolare le donne, in particolare quelle giovani, a investire per realizzare i propri sogni chiedendo finanziamenti per le start up. Si sono susseguiti numerosi e autorevoli interventi, da Fabrizio Escheri, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, a Patrizia Di Dio, Presidente nazionale terziario Confcommercio Palermo. Dalla responsabile degli incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo Economico, Maria Lustrì, alla referente nazionale dell’ABI in merito al protocollo, Francesca Macioci, e a Steni Di Piazza, referente di Banca Etica.

Quella di ieri è stata una giornata di approfondimento sugli strumenti attualmente a disposizione nel campo del credito, dei finanziamenti agevolati e a fondo perduto, degli incentivi all’occupazione, a sostegno del lavoro femminile, per le donne che desiderano inserirsi nel mondo dell’imprenditoria e delle professioni. Perché in questo momento di crisi economica, il valore aggiunto del lavoro femminile è una risorsa fondamentale, che in molti casi ha dato slancio ed energia sia all’imprenditorialità stessa che ai livelli occupazionali.

“Sono tanti gli strumenti a sostegno per il lavoro femminile – dice Patrizia Di Dio, Presidente nazionale di Terziario Donna Confcommercio – ed è fondamentale conoscerle e farne il giusto uso. Come il protocollo che abbiamo siglato con l’ABI grazie al quale le banche  hanno messo a disposizione delle donne imprenditrici 1 miliardo e 400 milioni di Euro“.

Nel corso del seminario è stato evidenziato come l’Italia stia attraversando un momento difficile e delicato. Tuttavia, diversi studi individuano alcune dinamiche interessanti, che potrebbero con gli anni permettere al Bel Paese di andare oltre la sopravvivenza. Una di queste dinamiche va individuata nel consolidamento del lavoro femminile, quale fattore di rilancio dell’impresa e delle professioni. Le donne costituiscono, infatti, il prezioso capitale sommerso che va valorizzato per restituire all’Italia e al nostro territorio una nuova chance. 2015-03-03 09.42.06La componente femminile sta mostrando capacità di affrontare e gestire l’attuale e difficile fase economica con intelligenza, lungimiranza e determinazione. Molte donne coraggiose che, a dispetto della crisi, hanno scelto la strada dell’impegno imprenditoriale e professionale perché convinte di poterla percorrere dando il meglio di sé. Tant’è vero che dal 2011 si è assistito ad una prima inversione di marcia positiva: le imprese femminili reagiscono meglio alla crisi. In Sicilia il tasso di femminilizzazione è sorprendentemente più alto (23,90%) rispetto a quello nazionale (21,55%). Donne portatrici di una fiduciosa volontà di cambiamento sia personale che economico-sociale, esattamente ciò di cui il nostro Paese ha oggi soprattutto bisogno.

Ad evidenziare, tuttavia, la difficoltà delle donne nel fare impresa è intervenuto il Dott. Steni di Piazza, referente della Banca Etica, Progetto Jeremy – Microcredito, il quale ha affermato: «Banca Etica è l’unica banca in Sicilia che fa microcredito». Inoltre, lo stesso Di Piazza ha dichiarato: «le donne sono troppo spesso “ospiti e straniere” nel mondo di un’ imprenditoria a vocazione prevalentemente maschile». Ancora: «oggi si può uscire dalla crisi, se il mondo dell’economia viene restituito al genio femminile».

Del resto, risalendo all’etimologia della parola “economia”, scopriamo che la stessa deriva dal greco oikos, che in italiano significa “casa”, la cui cura e gestione nell’antica Grecia erano totalmente affidate alle donne. Possiamo, pertanto, affermare che le donne sin dalle origini sono state le “madri” dell’economia.

IMG_0564Intervistata, nel corso del seminario da Sicilia più, Gea Turco, Presidente regionale di “Donne in Campo Sicilia”, l’associazione femminile della Cia-Confederazione italiana agricoltori, ha dichiarato: «nell’attuale contesto economico-produttivo, in molte donne continua a permanere la paura dell’incipit imprenditoriale». A testimonianza di ciò: «ci sono aziende, tra cui anche le banche che, nonostante riconoscano l’inventiva e la creatività delle donne,  danno più spazio agli uomini, solo perché più liberi e sgravati dal peso della famiglia, la cui gestione è prevalentemente a carico del sesso femminile». In ultimo: «molte donne, oggi, anche in età non più giovanissima, si trovano innanzi alla difficile scelta tra la realizzazione professionale e quella familiare: o si rinuncia alla prima o si sacrifica la propria sfera privata».

L’evento, dunque, ha avuto come obiettivo quello di valorizzare adeguatamente sia il capitale umano e professionale rappresentato dalle donne, che l’enorme potenziale di idee, talento, creatività, energia femminili. Potenziale che rappresenta una fonte straordinaria di crescita e di sviluppo occupazionale, di benessere familiare e di coesione sociale, senza sottovalutare il rafforzamento del gettito fiscale e previdenziale.

In occasione dell’iniziativa di ieri, Confcommercio ha promosso uno sportello di orientamento a favore dell’imprenditoria femminile e per le libere professioniste, dal nome “Confcommercio è donna”, avente lo scopo di fornire chiarimenti ed assistenza alle donne che fanno impresa o che intendono cimentarsi in tal senso.

di Salvatore Ferraro

Finalmente, dopo tanta attesa, gli aspiranti concorsisti hanno vista soddisfatta la loro voglia di mettersi alla prova. Con apposito Bando pubblico, l’Agenzia delle Entrate ha indetto una nuova selezione pubblica per l’assunzione a tempo indeterminato di 892 unità per la terza area funzionale, fascia retributiva F1, profilo professionale funzionario, per attività amministrativo-tributaria.

La collocazione avverrà secondo la seguente ripartizione territoriale di posti:agenzia-entrate

  • Emilia Romagna, posti 110
  • Liguria, posti 20
  • Lombardia, posti 470
  • Piemonte, posti 110
  • Toscana, posti 42
  • Veneto, posti 140

Il 20% dei posti è riservato ai dipendenti di ruolo dell’Agenzia delle Entrate, appartenenti alla seconda area funzionale.  Come in tutte le altre procedure concorsuali, ex lege è garantita pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro.

Requisiti necessari per essere ammessi

Alla procedura selettiva in esame possono partecipare coloro che, alla data di scadenza del termine per la presentazione delle domande, sono in possesso dei seguenti requisiti:

  1. diploma di laurea in giurisprudenza, scienze politiche, economia e commercio o diplomi di laurea equipollenti per legge;
  2. cittadinanza italiana;
  3. posizione regolare nei riguardi degli obblighi militari;
  4. godimento dei diritti politici e civili;
  5. idoneità fisica all’impiego.
Termine e modalità di presentazione delle domande

Il candidato dovrà compilare e inviare la domanda di ammissione al concorso per via telematica, entro le ore 23.59 del giorno 26 marzo 2015.  Sarà necessario utilizzare l’applicazione informatica accessibile mediante collegamento reperibile sul sito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate. Al termine della procedura, il candidato riceverà un messaggio di posta elettronica generato in automatico dall’applicazione informatica a conferma dell’avvenuta iscrizione al concorso. Non è ammessa altra forma di compilazione e di invio della domanda di partecipazione al concorso. Ai candidati sarà concesso fare domanda per una sola ed esclusiva sede.

Le sedi, il giorno e l’ora di svolgimento della prova oggettiva attitudinale saranno pubblicati il giorno 21 aprile 2015, con valore di notifica a tutti gli effetti, nel sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it. I candidati ammessi alla prova oggettiva tecnico-professionale sono avvisati almeno quindici giorni prima della data in cui la stessa deve essere sostenuta.

Prova oggettiva attitudinale

La prova oggettiva attitudinale consiste in una serie di quesiti a risposta multipla e mira ad accertare il possesso da parte del candidato delle attitudini e delle capacità di base necessarie per acquisire e sviluppare la professionalità richiesta.

Prova oggettiva tecnico-professionale

concorso2La prova oggettiva tecnico-professionale consiste in una serie di quesiti a risposta multipla per accertare la conoscenza delle seguenti materie: a) diritto tributario; b) diritto civile e commerciale; c) diritto amministrativo; d) elementi di diritto penale; e) contabilità aziendale; f) organizzazione e gestione aziendale; g) scienza delle finanze; h) elementi di statistica.

Tirocinio teorico-pratico integrato dalla prova finale

Il tirocinio teorico-pratico si svolge presso gli uffici dell’Agenzia ed è finalizzato a verificare nelle concrete situazioni di lavoro, sulla base di metodologie e criteri predeterminati dall’Agenzia, l’abilità del candidato ad applicare le proprie conoscenze alla soluzione di problemi operativi, nonché i comportamenti organizzativi.

Il tirocinio ha la durata di sei mesi ed è retribuito. L’esito del periodo di tirocinio è valutato dal direttore dell’ufficio cui il candidato è assegnato.

La commissione di esame, tenendo conto della valutazione espressa sul tirocinio dal direttore dell’ufficio, sottopone i candidati alla prova finale orale per valutarne la preparazione professionale, le attitudini e le motivazioni, anche con l’assistenza di personale esperto per lo svolgimento di prove comportamentali.

La prova orale verterà sulle seguenti materie:

  1. diritto tributario;
  2. diritto civile e commerciale;
  3. contabilità aziendale.

Durante la prova orale si procede anche all’accertamento della conoscenza degli elementi di informatica e della lingua straniera scelta dal candidato tra le seguenti: inglese, spagnolo, tedesco e francese.

Per consultare il bando integrale vai sul sito dell’Agenzia delle Entrate nella relativa pagina.

Il concorso INPS 2015 dovrebbe essere in dirittura d’arrivo secondo le ultime indiscrezioni circolanti: il bando darà il via a migliaia di nuove assunzioni presso l’ente di previdenza sociale. Sarebbero 2500 i nuovi assunti che svecchieranno l’organico che ad oggi presenta un’età media di 57 anni.

Secondo le ultime ipotesi, le nuove assunzioni avverranno nel biennio 2015-2016 e riguarderanno appunto giovani candidati, al fine di garantire un’efficiente ricambio generazionale del personale Inps.generiche Inps

Le ipotesi su profili e materie del bando Inps 2015

Secondo indiscrezioni il concorso Inps 2015, che garantirà 2500 nuovi posti di lavoro, riguarderà i settori B e C. Per il settore B i candidati dovranno essere diplomati di scuola media superiore, a differenza del settore C per il quale sarà richiesta la laurea.

Il bando Inps 2015 prevederà la valutazione dei candidati su diverse discipline, quali diritto amministrativo e del lavoro, contabilità di base, legislazione sociale, diritto civile e diritto costituzionale, ma anche la valutazione delle conoscenze informatiche necessarie nei nuovi processi di digitalizzazione avviati nella PA da alcuni anni.

Pubblicazione del bando di selezione

Al momento non sono state rese pubbliche ulteriori informazioni, ma le voci sull’imminente pubblicazione della selezione pubblica Inps sono sempre più insistenti. Al momento dell’uscita, il bando sarà sicuramente consultabile all’interno della sezione concorsi presente sul sito web dell’Ente Nazionale di Previdenza Sociale.

di Salvatore Ferraro

Quante volte è capitato a chi è in giovane età di sentirsi dire da chi è più grande e saggio, siano essi genitori, nonni, amici: “studia, laureati e poi fai un concorso nella Pubblica Amministrazione, perché una volta in graduatoria sicuramente verrai assunto”. L’obiettivo è fissato, è quello, lontano ma raggiungibile. Servono, e di fatto seguono, tanto impegno profuso sui libri, sacrifici e rinunce. Tuttavia, una volta raggiunta la prima tappa, la Laurea, i giochi non sono ancora conclusi: servono ancora altri sacrifici, altre rinunce, altre notti insonni, ma “ce le farò”.

Viaggi in treno, pullman o aereo, soggiorni di fortuna e finalmente il traguardo è raggiunto. Il bravo concorsista si sentirà dire: “complimenti, pochi ce l’avrebbero fatta. Hai vinto il (o sei idoneo al) concorso della tua vita”. Ma è li che tutte le certezze cadono, che i “vecchi” non sono più saggi, perché lo Stato blocca le graduatorie e non assume.

Ed allora che fare? Non rimane che scendere in piazza. Montecitorio è quella giusta. Il cuore legiferante della nostra democrazia è lì a due passi.

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Quello appena delineato è pressappoco il denominatore comune che ieri, 11 febbraio 2015, ha portato migliaia di giovani ad urlare il loro grido di dolore innanzi ad uno Stato da cui si sentono abbandonati e traditi. Tra questi, la stragrande maggioranza è meridionale e sono tantissimi i Siciliani disposti a spostare altrove la propria residenza, pur di trovare un lavoro.

In Italia negli anni passati sono stati banditi numerosi concorsi ed oggi si contano all’incirca 87.000 tra vincitori ed idonei non assunti che rischiano di veder svanire la speranza di quel posto a cui hanno tanto anelato.

Si tratta, più specificamente, di 84.048 persone che hanno fatto dei concorsi pubblici e sono risultati idonei, ma non vincitori per mancanza di posti, e 3.061 vincitori, che però non hanno ancora firmato il contratto di lavoro. Tutti in attesa di essere assunti dall’ente che ha bandito il concorso e che li ha riconosciuti adatti a ricoprire il ruolo ricercato.

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Per ovviare a questa situazione, nel 2013 la riforma D’Alia aveva introdotto un principio improntato al risparmio e al buon senso: niente concorsi fino a quando non fossero stati assorbiti tutti gli idonei, in modo da riconoscere i diritti degli esclusi ed evitare di spendere soldi con nuove selezioni. La scorsa estate, in linea col suo principio di ricambio generazionale, il Ministro per la Pubblica Amministrazione Marianna Madia si era spinta ancora più in là, eliminando il cosiddetto vincolo capitario: ovvero non considerare più, ai fini delle nuove assunzioni, il numero dei pensionamenti ma solo i soldi che si risparmiano, in modo da liberare fino a tre posti con un semplice dirigente mandato a riposo.

Solo che con l’ultima legge di Stabilità, varata a fine anno, è arrivata la doccia gelata. A causa dei 20 mila esuberi causati dalla cancellazione delle Province, infatti, il governo ha deciso di interrompere fino al 31 dicembre 2016 le assunzioni degli idonei. Peccato che proprio quel giorno scadrà la proroga delle graduatorie stabilita dalla legge D’Alia. Risultato: chi ha i requisiti per essere assunto sarà congelato per due anni e, quando verrà tirato fuori dal freezer, risulterà essere “scaduto”. Di conseguenza l’idoneità diventerà carta straccia, senza più alcuna speranza di essere ingaggiati.

Ma al danno per gli idonei si aggiunge anche la beffa di una P.A. che annaspa nell’inefficienza da sotto organico, con disagi facilmente immaginabili per i cittadini.

A rendere chiaro quanto vasto sia il fenomeno, basta osservare il crogiòlo di adesioni che ieri ha affollato piazza Montecitorio. Ci sono i comitati idonei del famoso concorsone per 22 procedure bandito da Roma Capitale, quelli per il concorso al ministero dell’Interno e della Difesa, al comune di Napoli, alla Giunta campana, alla Regione Sardegna. E ancora: per i 300 posti per la ricostruzione in Abruzzo, gli aspiranti ambasciatori risultati idonei al concorso per segretari di legazione ma mai “riassorbiti”, per marescialli carabinieri e allievi di polizia, gli amministrativi dell’Inps, i centri di formazione della Provincia di Roma. Tutti in piazza, per chiedere rispetto.