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di Marco Guerriero

Sull’assassinio del giovanissimo dott. Aldo Naro, non ci si dorme da notti.
Un cappello. Uno scivolone. Un calcio. Poteva capitare a chiunque, potevo esserci io lì, a terra. Avrei potuto ricevere io quel calcio, continuo a ripetermi. E così brutti ricordi mi passano per la mente, come fotografie scattate, dagli occhi increduli e – lo ammetto – incuriositi, di momenti non finiti stranamente in maniera drammatica.
Cara Palermo, di notte regali sogni a tanti ragazzi e a tante ragazze; ma non hai regole, *azz… Autovelox, alcol test, limite dei decibel stupidissimi, uniti a controlli ad personam sul suolo pubblico.
E non hai rispetto.
E sei incivile, e sporca.
E indegna.
Ma sopratutto sei ingiusta.
La verità è questa.

marco Guerriero

Marco Guerriero

E così i timorosi non escono e ti evitano; e solo quando prendono coraggio se ne vanno fuori. Invece, i pezzi di merda e cose inutili se ne vanno in giro a fare scippi ed ostentare “maschiosità”, pochezza e violenza. Mentre alle persone per bene, che studiano, ti ammirano, lavorano o hanno studiato ed il lavoro se lo costruiscono, qua, a Palermo(!), dopo una giornata pesante – come lo sono tutte le giornate che vivono le persone che cercano di migliorarsi nella vita (i non timorosi e non pezzi di merda, per intenderci) – non gli bastava la paura di essere scippati, di trovare la macchina danneggiata, la bici rubata, di essere presi in giro, insultati e derisi.

Non gli bastava sentirsi soli. Adesso dovranno avere anche la paura di morire per mano “dell’inumanza”, che tu silente raccogli da quando gli arabi ti lasciarono come la cortigiana del mondo.

“Inumanza” si! Significa ignoranza e inumanità. Le caratteristiche di quelle merde che la notte escono per litigare. E che non vedono l’ora di prendere la gente a pugni e calci, o a coltellate, pistolettate, manganellate, machetate e colpi di sciabola.
In questa movida si esagera spesso, forse troppo. Nel tuo silenzio complice.
Chi ha visto ed ascoltato il video fatto al padre, lo porti ogni giorno con se, come testimonianza della civiltà che abbiamo il diritto di vivere, nella convivenza e per la giustizia tra gli uomini.
Aldo, certamente c’eravamo incontrati in diverse occasioni, ma non eravamo conoscenti.
Che la terra Ti sia lieve.
E che Caino non punti il dito a Caino: solo così un giorno potremo vivere senza bisogno di chiedere Giustizia. Anche a Palermo.
Al momento tutti uniti.