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Yellow Jazz – storie da Brividi

Pubblicato: 8 giugno 2018 da angeloforgia in Attualità

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YellowJazz– storie da brivido – è una performance teatrale-musicale dove racconti gialli si mescolano a raffinati brani jazz. Due attori, due personaggi raccontano, a ritmo di jazz, storie tinte di giallo, ritrovandosi essi stessi protagonisti di curiose, intriganti e atipiche notti di Natale…da brivido! Le musiche accuratamente selezionate, riflettono l’atmosfera e la tensione crescente delle storie, per trascorrere una serata all’insegna del…giallo e del mistero!

Ore 21,30 cena, ingresso 12,00 € (cena e spettacolo). Idea progetto artistico Emanuela Mulè.  Scritto da Giuseppe Moschella. Regia Giuseppe Moschella.

Governo, Fassina (Leu): "Sto con Savona. Sinistra? Porta l'Italia al baratro"

C’è vita a sinistra. Abbiamo parlato della difficile situazione politica con l’ex viceministro ed economista del governo Letta Stefano Fassina che nelle scorse ore ha appoggiato la candidatura di Paolo Savona all’Economia e criticato chi a sinistra parla di battaglia finale contro i barbari del M5S e della Lega.

Lei Fassina è uno dei pochi a sinistra che si è speso in favore del professor Paolo Savona. Perché?

Il 4 marzo si è espressa una scelta di radicale discontinuità rispetto alle politiche neoliberiste dell’eurozona. Milioni di italiani delle fasce deboli hanno votato M5S al Sud e Lega al Nord. C’è un profondità di problemi che non si può rimandare. Savona è una persona autorevole e competente, è l’uomo giusto per forzare le regole europee. E in più conosce anche i nostri limiti e i nostri pregi.

Quali regole europee sono dannose?

E’ in generale l’impatto mercatilista europeo che non funziona e segue un’idea culturale estremista neoliberista. C’è un deficit di domanda interna e un soffocamento delle piccole e medie imprese. Guardi ad esempio al danno che ci possono arrecare le regole europee scritte nel fiscal compact… ma non è la sola.

Crisi delle imprese, mancanza di lavoro, povertà. La crescita arranca ma si pensa sempre ad aumentare la tassazione per sanare il debito…

Il problema fiscale esiste ed inasprire la tassazione non è indicato. Non è questa la strada. Come ad esempio è stato fatto con il governo Monti che ha addirittura causato un aumento del debito di 12 punti percentuali visto che quelle politiche di austerity hanno provocato una crollo del Pil.

Perchè secondo lei la sinistra non intercetta più le sofferenze della gente?

La sinistra è stata per anni a rimorchio di una europeismo liberista che ha perseguito gli interessi dei più forti. A questa tornata elettorale hanno votato per la sinistra solo i benestanti. Bisogna invece parlare ai ceti più deboli e stare dalla parte di chi esprime queste sofferenze. Occorre mettere in piedi una battaglia culturale per tornare ad un principio di realtà. Il mio appoggio a Savona è un tentativo di andare in questa direzione.

Molti parlano di un rischio default dell’Italia. E’ credibile?

Se le massime cariche istituzionali o gli opinion leader alimentano la ‘narrazione’ che le prossime elezioni politiche sono un referendum tra permanenza o uscita dall’unione europea, permanenza o uscita dall’Euro, permanenza o uscita dall’occidente è chiaro che i risultati possono essere devastanti. Editoriali come quello di ieri di Romano Prodi sul Messaggero che appunto propone le prossime elezioni come un referendum di tali caratteristiche o la proposta di Calenda di costruire una fronte repubblicano vanno in questa direzione. Contribuire a dire che l’Italia è in preda ai barbari non fa altro che prolungare questa fase di crisi con effetti che non possiamo prevedere. Bisogna invece riconoscere la gravità dei problemi e la necessità di fare delle forzature ragionevoli, consapevoli alle regole europee. Parlare invece di battaglia finale tra civiltà e barbiere è chiaro che ci porta a fondo. Questo lo dovrebbero capire Prodi, Calenda e il partito democratico che con questa impostazione contribuiscono a portare l’Italia nel baratro.

Affaritaliani.it

intervista a Lorenza Carlassare, di Silvia Truzzi, da il Fatto quotidiano, 30 maggio 2018

Lorenza Carlassare – professore emerito a Padova, una dei nostri costituzionalisti più autorevoli – risponde al telefono con l’abituale fermezza: “Non è difficile valutare alla luce della Carta i fatti di questi giorni. Si discute se il comportamento del capo dello Stato sia stato corretto. La risposta per un costituzionalista è facile, perché noi valutiamo le situazioni solo ed esclusivamente in rapporto al dettato costituzionale e a ciò che rientra nella tradizione del sistema parlamentare. La nostra non è una Repubblica presidenziale: da qui discendono molte conseguenze. Il presidente quando forma il governo non fa il suo governo, ma quello della maggioranza”.

E come si deve regolare?

Semplicemente tenendo conto di qual è l’orientamento della maggioranza parlamentare e di quale governo potrà ottenere la fiducia delle Camere. Quel governo dovrà avere la fiducia e conservarla, altrimenti dovrà dare le dimissioni. L’unica stella polare che deve guidare il cammino del presidente è questa valutazione sulla possibilità o meno che quell’esecutivo abbia la fiducia del Parlamento.

Dove risiede il potere decisionale del presidente?

Dopo le consultazioni, deve valutare qual è la persona maggiormente idonea a ricoprire la carica di presidente del Consiglio. È una valutazione che però non si basa su opinioni o convincimenti personali del capo dello Stato, ma sulla base delle consultazioni che altrimenti sarebbero inutili. Dopo aver individuato la persona e conferito l’incarico, la responsabilità passa al presidente incaricato che deve comporre la lista dei ministri del suo gabinetto. La proposta di cui parla l’articolo 92 della Carta vincola il capo dello Stato, che può esprimere valutazioni di cui il presidente incaricato può tenere conto se lo ritiene. Il diniego sul nome di un ministro può esserci per incompatibilità col ruolo, per conflitto d’interessi o indegnità causata, per esempio, da condanne penali, dunque solo per ragioni oggettive.

Il presidente può fare valutazioni politiche?

No. Perché non è organo di indirizzo politico. La dottrina – da Serio Galeotti a Livio Paladin, per citare due autorevolissimi costituzionalisti – è sempre stata concorde nel ritenere il presidente un organo di garanzia e non di indirizzo politico.

Si dice che il presidente si sia fatto garante della Carta, che all’art. 47 assicura la tutela del risparmio.

Mi fa felice riscontrare questo interesse per il risparmio degli italiani che per decenni non si è mai manifestato né da parte del presidente Mattarella, né dei suoi predecessori. Tanto è vero che tanti risparmiatori sono stati messi in ginocchio. E non mi riferisco solo a quelli truffati dalle banche: il risparmio è stato distrutto dai meccanismi attuali. È bene che il presidente se ne faccia carico, ma voglio far notare che nel programma di governo non erano previsti provvedimenti distruttivi del risparmio. La valutazione sulla linea economica è stata squisitamente politica. E questa sfugge alle prerogative presidenziali.

Ci sono punti del programma di governo che suscitano perplessità?

Credo quelli sulla sicurezza, citati anche in un’intervista a Gustavo Zagrebelsky qualche giorno fa su Repubblica, come l’autodifesa sempre legittima, o l’uso della pistola a onde elettriche considerata dall’Onu uno strumento di tortura, l’introduzione di reati specifici per i migranti clandestini o il trasferimento dei fondi destinati ai profughi ai rimpatri coattivi. Sono cose in evidente contrasto con la Carta: il presidente avrebbe potuto farlo notare e comunque respingere i singoli provvedimenti.

Cosa pensa della ventilata messa in stato d’accusa?

Mattarella ha certamente esorbitato dalle sue funzioni. Ma la messa in stato d’accusa è qualcosa di più complesso: bisogna dimostrare, anche con comportamenti reiterati, l’intenzione di sovvertire la Costituzione. Non è questo il caso. In ogni caso, nell’interesse del Paese è un discorso che va abbandonato perché paralizza il funzionamento delle istituzioni.

Si cita spesso il precedente di Napolitano, che ha interpretato in maniera vigorosa il suo ruolo: per Renzi anche imponendo il percorso di riforme costituzionali.

Le rispondo così: quando il presidente Cossiga esorbitava dalle sue funzioni, i costituzionalisti manifestavano le loro critiche continuamente proprio per evitare che si potesse parlare di una prassi consolidata.

La presidenza della Repubblica ne esce ammaccata?

Mi auguro con tutto il cuore di no.
(30 maggio 2018)

foto Moschella&Mulè pausa set

 Il 14 maggio 2018 il primo ciak a Palermo UNA SIGNORINA CON SESAMO film breve di GIUSEPPE MOSCHELLA

Il progetto audiovisivo (15′) è scritto e sarà diretto da Giuseppe Moschella, la produzione è di CAMMELLI con il sostegno di NuovoImaie di Roma, la direzione della fotografia sarà curata da Daniele Ciprì, tra gli attori principali, Mario Pupella, ed Emanuela Mulè, la colonna sonora sarà composta da Lino Costa. Altri interpreti: Tommaso Caporrimo, Marco Feo, Nando Chifari ed Aurora Padalino. La produzione del film avrà anche una valenza sociale e coinvolgerà i “ragazzi del Centro Tau” che negli ultimi anni hanno partecipato al Progetto “Centro Tau – Officina di Promozione Socio Culturale alla Zisa di Palermo” sostenuto dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito dell’azione “Giovani per il Sociale”. Durante la produzione i ragazzi del Centro Tau faranno un workshop sulla produzione di un’opera cinematografica e collaboreranno con la produzione sia nella fase di ambientazione che di realizzazione. Il progetto artistico cinematografico infatti prevede come location il quartiere Zisa e il rione Danisinni e gli interni del Centro Tau. Un backstage racconterà l’esperienza del coinvolgimento dei ragazzi e presenterà l’esperienza del Centro Tau per la crescita dei giovani e lo sviluppo del territorio.

sdr

 

“L’apertura di un tavolo tecnico di confronto e condivisione con i rappresentanti delle organizzazioni agricole, dell’assessorato regionale all’Agricoltura e di Agea per dare risposte ai problemi che sono tecnicamente da risolvere”. Questa è la proposta lanciata, ieri, nel corso dell’incontro tra la Giunta di Cia Sicilia con l’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera e il dirigente generale del dipartimento regionale per l’Agricoltura Carmelo Frittitta.

“Accogliamo positivamente l’impegno dell’assessore regionale all’Agricoltura per sbloccare i pagamenti Agea che riguardano la misura 13 automatizzata (indennità compensativa annualità 2017) – dichiara Rosa Giovanna Castagna presidente regionale di Cia Sicilia – e auspichiamo che ci sia la stessa solerzia per le altre misure che sono ancora bloccate”. “Inoltre – continua Castagna – registriamo il pressing continuo dell’assessore su Agea per ottenere più risultati che vede le organizzazioni agricole al suo fianco. Il nuovo Psr, attraverso un tavolo di concertazione, sarà rimodulato allo scopo di spostare delle risorse sulle misure più prettamente agricole. Il tavolo tecnico – conclude Castagna – sarà aperto per superare, con il contributo delle organizzazioni agricole, le anomalie delle pratiche bloccate”.

“Palermo e la non violenza”

Pubblicato: 4 aprile 2018 da angeloforgia in Attualità

Targa esterna

In occasione della Settimana su , nel 50mo anniversario dell’assassinio di Martin Luther King,  giovedì 5 aprile 2018 dalle 17,30 alle 19,30 il  “Gruppo noi uomini contro la violenza sulle donne” terrà un incontro, aperto al pubblico (specialmente maschile), sul tema Come trattiamo le donne della nostra vita? presso la sede del Gruppo (CASA DELL’EQUITA’ E DELLA BELLEZZA, Via Nicolò Garzilli 43/a). La partecipazione è libera e gratuita.

A cura del medesimo Gruppo, dalle 17 di martedì 4 aprile sino a venerdì 13, presso il Teatro Montevergini, sarà aperta al pubblico la mostra fotografica ”Riconoscersi uomini, liberarsi dalla violenza”.

Per l’elenco completo di tutti gli eventi della Settimana palermitana consultare il link www.pressenza.com/it/2018/03/palermo-settimana-della-nonviolenza-4-13-aprile-2018

 

carta serviziScatta l’esenzione dal canone Rai per gli over 75 che, per decreto, è ora estesa a una più ampia platea. Sale infatti l’asticella per il reddito annuo massimo necessario all’esonero, che ora passa da 6.713 euro a 8 mila.  La soglia degli esentati da 115 mila passa a 350 mila.

Per essere esonerati dal pagamento dell’imposta, i pensionati  che hanno compiuto 75 anni e con un reddito annuo non superiore a 8.000 euro potranno quindi agli uffici dell’Agenzia delle Entrate per presentare una dichiarazione sostitutiva di richiesta di esenzione oppure spedirla con raccomandata, senza busta, al seguente indirizzo: Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 Sat – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22, 10121 -Torino. Nelle nostre sedi del Patronato INAC-CIA  in tutta Italia troveranno anche assistenza. La richiesta, accompagnata da un documento di identità valido, dovrà essere compilata sull’apposito modello. Chi fruisce dell’esenzione per la prima volta dovrà presentare la richiesta entro il 30 aprile. Per coloro che intendono invece beneficiarne a partire dal secondo semestre, la scadenza è fissata al 31 luglio.

Inoltre, per continuare ad avvalersi dell’agevolazione negli anni successivi (se le condizioni di esenzione permangono), non è necessario presentare ulteriori dichiarazioni. Se invece, negli anni successivi alla presentazione della dichiarazione si perde il possesso dei requisiti per beneficiare della esenzione, è necessario versare il canone.

Chi nel corso dell’anno attiverà per la prima volta un abbonamento al servizio radiotelevisivo, dovrà inviare la richiesta di esenzione entro 60 giorni dalla data in cui sorge l’obbligo di pagare il canone. Coloro che, in presenza dei requisiti previsti, hanno pagato il canone per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015 e 2016 possono chiederne infine il rimborso tramite il modello disponibile , accompagnato dalla dichiarazione sostitutiva che attesta il possesso dei requisiti.

IMG_3100Ministero dell’Economia presenta risoluzione che pone fine a ingiustizia

La risoluzione del Dipartimento Finanze del Ministero dell’Economia chiarisce che l’esenzione dal pagamento dell’Imu sui terreni agricoli a favore dei coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP) riguarda anche i CD e gli IAP pensionati iscritti alle relative gestioni previdenziali, che continuano a condurre i propri terreni.

Finalmente -affermano Cia e Anp- si pone rimedio a un’ingiustizia che abbiamo sempre denunciato. Nel 2017 abbiamo portato avanti questa istanza con iniziative su tutto il territorio nazionale, sensibilizzando le Istituzioni preposte. Questa risoluzione, concludono Cia-Agricoltori Italiani e Anp-Associazione nazionale pensionati, la consideriamo una nostra vittoria.

moschella e mule
Una commedia divertente scritta da Giuseppe Moschella ed Ernesto Maria Ponte
“NOI diviso DUE” è un’esilarante commedia che ha per tema le variegate sfumature della quotidianità della coppia.
Incomprensione ed incomunicabilità sono gli ingredienti principali che attraverso una buona dose di umorismo e pungente sarcasmo rivelano le tensioni e il logorio delle relazioni coniugali di coppie i cui destini si incrociano: frustrazioni e domande tragicomiche, surrealismo e humor, maschere verso il partner, maschere verso gli amici in un crescendo di tensione, emozioni e tante risate fino ad un finale a sorpresa…
Lo spettacolo ha debuttato, nella precedente versione,  nel cartellone  2016/17 all’Agricantus di Palermo.
costo biglietto 13,00 intero – 10,00 ridotto
Giuseppe Moschella ed Emanuela Mulè sono due versatili attori siciliani da anni impegnati in progetti di teatro (Teatro Zelig di Milano, Teatro del Sale di Firenze, Teatro dei Satiri di Roma, Taorminaarte ecc…) e cinema che hanno riscosso largo consenso di critica e di pubblico.
Tra i riconoscimenti l’Efebo d’oro, il Premio Pergamene Pirandello, il Premio Solunto-Filangeri, Chicago International Film Festival, premio Rocco Chinnici.
Il duo Moschella&Mulè, nato nel 2005, è caratterizzato da una fondamentale dimensione ironica che contraddistingue il suo stile interpretativo e scenico.
I due artisti amano comunque abbracciare tutti i generi teatrali (cimentandosi anche in nuovi format teatrali/televisivi da loro creati) amalgamando dimensione musicale, interpretativa e suggestive immagini.
Amano anche,seguendo naturalmente la scia tipica dell’attore a 360° di stampo tipicamente americano,esplorare e vivere meccanismi e contesti diversi da quelli teatrali: infatti hanno lavorato anche per la tv (fiction come Incantesimo, La squadra, La baronessa di Carini, Ho sposato uno sbirro 2, spot televisivi nazionali ed internazionali, in diversi film per il cinema, e con la loro società Cammelli hanno realizzato film brevi vincitori e finalisti in importanti festival internazionali (tra i quali Chicago International Film Festival, Los Angeles Cine Fest, Cortofiction di Chianciano Terme, Salento International Film Festival, David di Donatello…)
Sono stati spesso ospiti in trasmissioni nazionali Rai (Cinematografo, Applausi e Sottovoce di Gigi Marzullo) Mediaset, sky e Rds.
Lavorano anche come speaker (radio, spot pubblicitari).
Attualmente con il loro ultimo film breve ”U vattìu” sono semifinalisti al Los Angeles CineFest, Second Asia International Youth Shortfilm Festival, Festival Cinemator e MedFF, mentre il precedente “La moglie sola” ha superato le 2.000.000 visualizzazioni su youtube e finalista al David di Donatello, Sciacca Film Festival, Cerano festival Internazionale di cortometraggi, Iphone film Festival (USA) e African Smartphone International Film Festival.
Hanno pubblicato due libri : “f.c.FUORI CAMPO” di Emanuela Mulè e “Ferragosto” di Giuseppe Moschella. Un componimento di Emanuela Mulè è stato musicato dal Maestro Angelo Inglese che eseguirà i poemi lirici in prima mondiale in Romania.
Presto nuovi progetti teatrali, cinematografici e televisivi li vedranno coinvolti.

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Il mancato pagamento delle Misure a superficie del PSR 2015-2020 sta penalizzando il comparto agricolo. Sono troppe le imprese agricole che non hanno percepito i contributi previsti nell’ambito delle Misure 11, 12 e 13 (Biologico, Indennità Compensativa e Natura 2000) del PSR relative agli anni 2015 e 2016”. Lo scrive Rosa Giovanna Castagna presidente regionale di Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Sicilia, in una lettera inviata all’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici.

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Rosa Giovanna Castagna

Ritengo sia preoccupante – continua Castagna – che dopo tre anni dalla pubblicazione dei bandi e presentazione delle domande, la maggior parte delle imprese che sono state inserite negli elenchi utili non abbia ancora percepito alcun contributo a causa di problematiche burocratiche e cavilli di natura informatica, con un continuo rimpallo di responsabilità tra l’amministrazione regionale e l’organismo pagatore AGEA (e oltre il danno la beffa di aver dovuto constatare la grande soddisfazione del Ministro sull’operato Agea)”.

“Inoltre, – aggiunge – le imprese agricole stanno attraversando un periodo di estrema difficoltà a causa della persistente siccità e delle altissime temperature; anche i ripetuti incendi stanno condizionando la vita di molte imprese agricole”. “Bisogna aggiungere che a queste calamità si assomma anche la cattiva amministrazione pubblica (in riferimento al mancato pagamento delle Misure a superficie del PSR 2015-2020) che dà il colpo di grazia al reddito delle imprese agricole”.

Gli imprenditori agricoli non solo sono ormai allo stremo – evidenzia Castagna – ma anche si vedono negato un diritto che gli spetta per legge”. “Alla luce di quanto esposto – conclude Castagna nella lettera inviata a Cracolici – chiedo di intervenire con urgenza presso gli uffici competenti dell’assessorato e presso AGEA affinché si proceda, entro il mese corrente, all’erogazione dei pagamenti delle suddette misure per tutte le imprese agricole ancora sospese”.