Archivio per dicembre, 2016

Di Augusto Cavadi

L’autore di questo testo (per metà in prosa e per la seconda metà in versi) si presenta da sé, con accenti socratici, a p. 108: “Chi sono io, tra i tanti che nell’umana terra vivono?/ Sono colui che pensa di aver capito di non aver compreso molto, /ma che ancora vuole imparare da questa vita, /tra le folle che sanno tutto, ma non hanno capito di non sapere”.

EVOLUZIONE_coperQuanto al libro, lo si può leggere da almeno due angolazioni differenti.

Dalla prima angolazione, suggerita dal tono un po’ didattico di alcune pagine, risulta un manuale di istruzioni per vivere: un invito, non molto originale per la verità, ad affrontare gli imprevisti dell’esistenza senza temere i cambiamenti (anche radicali, anche dolorosi).

Più convincente una seconda angolazione da cui il libro può essere letto: come se si sbirciasse, segretamente, nel diario intimo di un uomo maturo che non ha perduto – per sua fortuna – la propensione adolescenziale all’introspezione e al confronto con ciò che circola nel mondo delle idee. Da questa prospettiva lo sguardo del lettore si fa più indulgente, capace dunque di perdonare persino le sviste concettuali (come “il famoso parmenideo Panta rei, tutto scorre” di p. 54, dove si attribuisce a Parmenide la teoria di Eraclito, dunque l’esatto contrario del suo pensiero), ortografiche (come il “se” senza accento, ripetuto molte volte, anche quando  si tratti di pronome e non di congiunzione), logico-argomentative (come nella considerazione, lapalissiana, all’inizio di p. 61 in cui si sostiene che “per potersi adattare al cambiamento è fondamentale […] adattarsi al cambiamento”) e tipografiche (come la dimenticanza, più d’una volta,  dell’accento sulla “e”  copula e sulla “i” del “sì” affermativo). Ma, appunto, se si sfoglia il libro come un diario privato, se ne apprezza la sincerità quasi naif delle considerazioni basate, più che su speculazioni metafisiche, sulla viva esperienza autobiografica di una persona meritoriamente impegnata nella ricerca della verità, nell’insegnamento e nella pratica sociale. Di una persona, oltre tutto, che  – come ricorda Rita Borsellino nella Prefazione – ha conosciuto da vicino l’orrido della violenza mafiosa (di cui è stato vittima il suo ex-suocero Vito Ievolella a cui Pippo Di Vita dedica una composizione poetica intrisa di pathos: “Hai dato la vita per l’orgoglio di viverla in pieno,/hai versato il tuo sangue per l’onestà del cuore/ ed hai cambiato le nostre vite, anche la mia”).

 

Un Italicum corretto, senza ballottaggio, con un premio di maggioranza che scatta solo se sia alla Camera che al Senato si raggiunge quota 40%. Altrimenti si “trasforma” in un proporzionale. E’ la proposta di legge elettorale presentata nel corso di una (clicca per ascoltare su:) conferenza stampa alla Camera dal deputato del Pd, Giuseppe Lauricella. “Non vorrei costruire un sistema elettorale – spiega – che valga una settimana, ma uno che possa valere nel tempo al di là di quanto le forze politiche misurano in quel momento”. Dell’Italicum, su cui la Consulta si pronuncerà a partire dal 24 gennaio, mantiene anche il premio alla lista e non alla coalizione, i capilista bloccati e le candidature multiple che però scendono da 10 a 3. “Dopo il referendum – sottolinea l’esponente dem – è chiaro che si è aperta l’esigenza di creare un sistema elettorale che valga sia per la Camera che per il Senato, perché il bicameralismo ne è uscito addirittura rafforzato. Partendo da questo presupposto e dall’idea che appartengo al Pd che ha votato anche con la fiducia l’Italicum, credo sia opportuno si parta da quell’impianto e non da una nuova legge elettorale”. Via il ballottaggio che, a giudizio di LAURICELLA che già aveva proposto una legge in tal senso, “non va bene perché qui si stanno eleggendo organi collegiali e non monocamerali”. Ma come funziona il meccanismo di assegnazione del premio di maggioranza? “La lista che raggiunge il 40% alla Camera e al Senato – dice – si aggiudica il premio. Questo significa che una lista per poter avere il premio deve ottenere il 40% sia in un ramo che nell’altro, se non la raggiunge in nessuna delle due o in una sola il premio non scatta. Questo è un elemento che serve a mantenere l’omogeneità della maggioranza all’interno delle due Camere. O il premio scatta in tutte e due o niente e se non scatta il meccanismo diventa proporzionale”.

LAURICELLA spiega come a suo giudizio questo schema si concilia con il fatto che, per la Costituzione, il Senato va eletto su base regionale. “La base regionale – osserva – viene garantita dal fatto che i collegi per il Senato sono disegnati su base regionale. Inoltre, la soglia di sbarramento alla Camera sarebbe al 3% su base nazionale mentre al Senato sarebbe al 4% su base regionale. Altro elemento è che se raggiungi la fatidica soglia del 40% e fai scattare il premio di maggioranza, mentre la distribuzione dei seggi alla Camera avviene su base nazionale al Senato sarebbe su base regionale con metodo ponderato, ossia dove la lista è stata percentualmente più forte prende più seggi dove è stata più debole ne prende meno”. “La chiave di volta – spiega poi LAURICELLA – sta nel fatto di stabilire però che il computo per definire se hai raggiunto il 40% anche per il Senato avviene su base nazionale altrimenti non arriveremo mai ad avere un meccanismo equilibrato”. Dell’Italicum restano anche le pluricandidature. “Nella mia proposta – afferma – le porto da 10 a 3. Le riduco perché la corte costituzionale nella sentenza sul Porcellum non ha detto che erano incostituzionali tout court ma in quanto la modalità di opzione era lasciata all’arbitrio totale del candidato se non del partito. In questa proposta si fa diventare automatico il meccanismo. Il collegio verrebbe assegnato non a discrezione e a scelta del candidato ma in base a un criterio basato sulla minore cifra elettorale, cioè dove percentualmente prende meno voti”.

Per Lauricella, dunque, si tratta di un “sistema che potrebbe incontrare, se avessimo la buona volontà, il riscontro di varie forze politiche. A cominciare dal Pd perché si salva l’impianto e la ratio dell’Italicum. E’ un sistema che offre una possibilità di maggioritario con effetto proporzionale se questo non si riesce a ottenere”.

Askanews