Archivio per settembre, 2016

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A proposito di autanasia

Pubblicato: 19 settembre 2016 in Attualità

di Pasquale Hamel

Quando parliamo di eutanasia quasi sempre, noi terzi, prescindiamo dal considerare il dramma di chi opera questa scelta o di coloro che, per qualche ragione, sono coinvolti nella scelta. Personalmente, sono convinto che la vita sia sacra ma, anche, che via sia una differenza sostanziale fra vita e vitalità per cui, ad esempio, un’esistenza vegetativa non possa essere considerata vita o, ancora, che vivere la sofferenza oltre I limiti del sopportabile, laddove quel soffrire non comporti possibilità di ripresa, legittimi interventi radicali. Mi rendo conto del turbamento che inducono queste affermazioni in chi non può accettare che l’uomo possa essere padrone della propria vita, mi rendo conto e rispetto profondamente il diritto di chi pensa, in nome della sacralità della vita, che questo diritto a mettere fine alla proria esistenza o a quella altrui, nei casi di irreversibilità , non debba avere il crisma della legittimità, mi rendo anche conto che, accettare l’idea di avere il diritto di disporre della propria vita potrebbe prestarsi ad abusi e a degenerazioni, e per queso motivo penso che la viglianza debba essere massima, ma pur con la massima comprensione, credo che non si possa sfuggire al confronto con questo problema e con chi vive i drammi dei quali scrivo.

Il Governo e l’Ars al capolinea

Pubblicato: 14 settembre 2016 in Attualità

Di  Antonio Malafarina

La politica siciliana va in coma.
E non ci sono cure e neanche ospedali.
Quello che è successo ieri all’ARS sulla manovrina finanziaria , con l’affossamento di diversi articoli che uccidono cultura e turismo , le confuse richieste di sospensione da parte del P.D che poi vota contro se stesso , dimostra la totale incapacità di questa politica priva di guida , di programmi , di intelligenza e anche di una faccia incapace di arrossire.
Si fanno proclami con soldi vecchi di anni , Crocetta smentisce i propri assessori su rifiuti sanità e altro , la maggioranza vota contro se stessa , la speranza è moribonda e i gattopardi imperano.

img_20160320_212234.jpg“Il perche’ del ‘Si” al referendum con l’apertura alla modifica dell’italicum, il ‘Patto per il Sud’ e in particolare per la Sicilia, il G7 in Sicilia, segnano l’importanza dell’intervento di Matteo Renzi alla Festa dell’Unita’ a Catania. Ma ancor di piu’ mi sembra fondamentale il passaggio sull’Europa. Dice Renzi: ‘stop ad un’Europa che e’ tecnocrazia. Inutile continuare con l’austerity se la povera gente non riesce ad arrivare a fine mese. E’ inutile continuare con tesi ardite, coi fiscal compact e patti di stabilita’”. Mi sembra, questa, una battaglia decisiva se vogliamo rilanciare il nostro Paese e salvare l’Unione europea’”. Lo afferma in una nota Giuseppe Lauricella, deputato Pd. “Nel passaggio parlamentare di modifica costituzionale non e’ stato approvato un mio emendamento sull’art. 81, che avrebbe eliminato il principio del pareggio di bilancio (non introdotto in nessun’altra Costituzione) e del patto di stabilita’, inseriti sull’onda dei ‘desiderata’ europei. Ritengo coerente con la posizione assunta dal Pd per voce del segretario – dopo il referendum costituzionale che introdurra’ il nuovo testo costituzionale – poter tornare sul punto dell’art. 81”, conclude. 

 

di Sebastiano Gulisano

Quando avevo vent’anni, i fascisti mettevano le bombe nelle piazze e nelle stazioni, sui treni e nelle banche. I brigatisti rossi sequestravano dirigenti di fabbriche e uomini politici. Fascisti, brigatisti e mafiosi ammazzavano magistrati, politici, amministratori, poliziotti, carabinieri, giornalisti e chiunque rompesse seriamente i coglioni all’establishment.
Ogni giorno, era un bollettino di guerra.
Malgrado ciò, se volevi entrare alla Festa dell’Unità, al massimo ti chiedevano un piccolo contributo all’ingresso e t’appiccicavano al petto l’adesivo della Festa. Anche se c’era il comizio di chiusura di Berlinguer.
Oggi, che di anni ne ho quasi sessanta, i fascisti so’ classe dirigente, i brigatisti sono tutti o quasi in galera, i mafiosi si sono presi lo Stato. Morti nelle strade non ce ne stanno più. Al massimo, ogni tanto, ammazzano qualche ragazzo nelle stazioni dei carabinieri, nei commissariati di polizia o nelle carceri e ci dicono che è scivolato e ha battuto la testa.
Oggi, se vuoi entrare alla Festa dell’Unità devi superare continui sbarramenti militari, devi sottoporti al metal detector (sempre che tu non sia sgradito all’establishment e, in tal caso, non puoi entrare) e, se c’è Renzi, devi averci l’invito. Altrimenti, non si entra. 
Per la sicurezza, dicono. Perché ormai la classe politica “dirigente” è corpo estraneo rispetto al Paese, dico io.