Sinistra italiana scommette sulla Sicilia

Pubblicato: 2 febbraio 2016 in Attualità, Politica
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Sinistra italiana scommette sulla Sicilia

di Antonella Sferrazza

A che punto è Sinistra Italiana? Si sa che  il 19 20 e 21 Febbraio, a Roma, ci sarà una manifestazione nazionale. Il via, si dice, all’organizzazione del partito della Sinistra. “Una Sinistra di governo, ma Sinistra”, ci dice Tommaso Lima, coordinatore a Palermo di Futuro a Sinistra. Il nostro è un blog di informazione, come ricordiamo spesso, che punta a raccontare l’Italia vista dal Sud. Oggi proveremo a raccontare Sinistra Italiana vista dalla Sicilia.

Oltre a Tommaso Lima cercheremo di capirne di più dando la parola anche ad Angelo Forgia. Non è un caso che abbiamo deciso di fare una chiacchierata con loro due. Il primo – Tommaso Lima – è cresciuto nel vecchio Pci, ed oggi si trova molto a disagio nel vedere quello che dovrebbe essere il suo partito – il PD – che con Renzi sulla plancia di comando (e al governo del Paese) non sembra avere molto a che vedere con le ragioni storiche della sinistra. Lo stesso discorso vale per Angelo Forgia, di tradizioni socialiste, anche lui lontano dal renzismo.

 

Tommaso Lima parte da lontano. Dice: “Penso che possiamo parlare di un momento storico caratterizzato da un restringimento degli spazi di democrazia per come li abbiamo conosciuti dal secondo dopoguerra ad oggi. Oggi ciò che appare trasformato è il mondo del lavoro. Dove sono stati introdotti elementi di forte discrezionalità che hanno portato il nostro Paese indietro, compromettendo alcuni dei diritti dei lavoratori”.

Il coordinatore di Futuro a Sinistra di Palermo ricorda che la crisi italiana si inserisce nella crisi dell’Europa dell’Euro. “Questa crisi – sottolinea Tommaso Lima – nasce dalla rottura del compromesso tra capitalismo e democrazia. Oggi il capitalismo finanziario sembra non avere freni, soggiogando i fattori della produzione, a cominciare dal lavoro. Siamo nel piano di una crisi strutturale, frutto di una politica deflattiva, con una moneta unica – l’Euro – che prima che da accordi economici e monetari avrebbe dovuto essere fondata su valori civili e culturali.Sono molte le istituzioni comunitarie non legittimate democraticamente, alle quali i singoli paesi europei hanno ceduto sovranità in materia economica, mettendo di fatto in mano a queste organizzazioni, controllate dalla finanza, il destino di centinaia di milioni di uomini”.

A Forgia chiediamo di parlare un po’ dell’organizzazione del partito in Sicilia. “Piano piano – ci dice – ci stiamo radicando in tutte le province della nostra Isola. Siamo già presenti a Palermo, a Messina, a Siracusa, a Caltanissetta, a Ragusa, a Siracusa e via continuando. Lavoriamo molto nei territori, a contatto con la gente. Operiamo nel concreto”.

Sia Angelo Forgia, sia Tommaso Lima sono stati tra i fondatori del Megafono, il movimento del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Esperienza poi affossata dallo stesso governatore dell’Isola, che ha preferito ripararsi sotto le ali del PD, partito nel quale, del resto, era stato eletto al Parlamento europeo proprio in Sicilia. Crocetta – che da presidente della Regione sta affossando la Sicilia – è sempre stato nel Partito Democratico. ll Megafono, alla fine, è servito solo al solito Giuseppe Lumia – alleato del presidente della Regione siciliana – per farsi rieleggere al Senato nel 2013. Questo perché lo stesso Lumia non aveva i voti per affrontare le primarie del PD siciliano e, di conseguenza, non avrebbe trovato posto nelle liste del Partito Democratico in Sicilia perché la base di questo partito lo detesta.

Oggi Angelo Forgia e Tommaso Lima non sono più con Crocetta. Anzi, a dir la verità, sono stati tra i primi a lasciare il presidente della Regione quando ancora Sinistra Italiana non era stata nemmeno immaginata. Per loro, legati alla sinistra, è stato quasi naturale avvicinarsi al movimento di Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre. 

 

Chiediamo ai nostri interlocutori: Sinistra Italiana è un partiAngelo Forgiato serio o verrà comunque risucchiato da Renzi? Poniamo la domanda perché Renzi ha chiesto a Stefano Fassina – che ha annunciato la candidatura a sindaco di Roma – di partecipare alle primarie del PD. E l’ha chiesto anche a Ignazio Marino. Simpatico Renzi, no? Prima fa fuori Marino dal Campidoglio perché non fa quello che dice lui e poi, come se non fosse successo nulla, gli chiede di partecipare alle primarie…

A questo punto interviene Tommaso Lima. Che spiega:“Renzi ha imbastardito le primarie, che ormai, nelle sue mani, non hanno più limiti e contenuti politici e morali. Il capo del governo del nostro Paese ha usato le primarie per scardinare  la Sinistra italiana e, perché no?, anche la democrazia. Oggi Renzi sta usando le primarie per costruire il partito della nazione con Berlusconi”.

Detto questo, torniamo a Sinistra Italiana. Il partito, in Sicilia, dicono i nostri due interlocutori, si va organizzando. Ma noi vogliamo salire un po’ più su, per provare ad arrivare al cuore politico della questione. SEL, per esempio. Che è passato con Sinistra Italiana.

Domanda secca: voi pensate veramente che Nicki Vendola e i suoi siano sinceri? Hanno veramente lasciato il PD – dove sono stati eletti al Parlamento nazionale – o sono il cavallo di Troia dentro Sinistra Italiana? Non è che sono passati con Fassina, con D’Attorre e con tutti i protagonisti del nuovo soggetto della Sinistra per affossare quest’esperienza?

Tommaso Lima: “Non è così. Vendola e i suoi sono sinceri. Stanno lavorando per una Sinistra alternativa al PD”.

Angelo Forgia: “Anch’io sono convinto che SEL abbia intenzione di dare vita a un soggetto di Sinistra autonomo dal PD. Certo, se SEL si sciogliesse sarebbe tutto più semplice e nessuno porrebbe più certe domande”.

Qualche domanda sulla Sicilia non può mancare. Ovviamente sulla politica siciliana. Inutile chiedere ai due dell’esperienza di Crocetta: “Per noi – dicono in coro Tommaso Lima e Angelo Forgia – Crocetta non esiste più. Del resto, la Regione governata da lui e da chi l’appoggia è fallita. Politicamente, economicamente, finanziariamente e, soprattutto, culturalmente”.

E del PD siciliano che ne dite?

Angelo Forgia: “Perché esiste un PD siciliano?”.

Tommaso Lima: “E’ una formazione politica con il più alto tasso di trasformismo della politica italiana. L’immagine che dà di sé il PD siciliano è una continua transumanza  di ceti politici sena popolo”.

E la Palermo di Leoluca Orlando? Quando Fassina ha lasciato il PD alcuni consiglieri comunali orlandiani si sono mossi, dando l’impressione che Orlando si sarebbe orientato a sinistra. Del resto, il PD, nel capoluogo siciliano, è all’opposizione. Sembrava cosa fatta. Invece, nelle scorse settimane, Orlando ha scavalcato il PD siciliano – che per lui non ha mai contato molto – e ha intavolato una trattativa con il PD romano. E oggi il Comune di palermo è gestito all’insegna del renzismo più sfrenato: tasse per i cittadini a più non posso e servizi che fanno pena.  

Il sindaco era in difficoltà, per la storia del Tram: un progetto costato 320 milioni di Euro. Una somma enorme, peraltro con progetto e lavori contestati dall’Anticorruzione nazionale.

In effetti, 15 chilometri, o giù di lì, di Tram, al costo di 20 milioni di Euro a chilometro sembrano eccessivi. Solo in un Paese di ‘banditi’ una cosa del genere può passare inosservata. Per fortuna che Palermo non è più la ‘Capitale’ mondiale della mafia, altrimenti sarebbe stato un problema…

Intanto la magistratura penale di Palermo ha detto che è tutto regolare. A parte 80 milioni di Euro in più sui quali dovrà indagare la Corte dei Conti. Vedremo come andrà a finire. La speranza che non finisca a tarallucci e vino c’è, se è vero che è stata smantellata (in verità senza morti & feriti) la vecchia gestione della Sezione per le misure di prevenzione del Tribunale di Palermo ed è finito sotto inchiesta il presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, considerato fino a qualche tempo fa un paladino dell’antimafia.

Tommaso Lima sorride: “Se dobbiamo costruire un soggetto di sinistra in Sicilia, che ci piaccia o no, con Orlando dobbiamo parlare”.

Angelo Forgia: “Sarà perché sono socialista, ma oggi quando penso a Orlando mi viene in mente una frase che Ciriaco De Mita ha pronunciato di recente a Caltanissetta: Orlando ha sempre parlato di me come maestro. Ma io non sono d’accordo”. E in merito alla sua candidatura alle amministrative di Palermo che fosse una sua creatura “Veramente il suo nome mi fu fatto per primo da Salvo Lima”. Beh, ricordi a parte, credo che Tommaso Lima abbia ragione. Anche se io penso che, più che con Orlando, che ormai mi sembra all’ultimo giro, dobbiamo provare a dialogare con i tanti palermitani che hanno votato Orlando, che sono molto interessati a un soggetto di sinistra alternativo al PD”.

  

                                                             “CARTA DI ENNA”

il contributo del“Comitato Futuro a Sinistra Sicilia”per il processo costituente della SinistraItaliana

Preso atto della radicale mutazione genetica che connota oramai in modo visibile e marcato la parabola del PD di Renzi, l’esigenza di dar vita a un ampio, plurale e ricco processo costituente in grado di ridare forza, consistenza organizzativa ed una chiara identità politico-culturale alla Sinistra Italiana, radicandola fortemente nel tessuto sociale e civile del Paese, è un compito urgente e ineludibile. Ripopolare e rivitalizzare lo spazio politico della Sinistra per riaffermarne le sue ragioni è il tema e l’obiettivo improcrastinabile che è richiesto per rivitalizzare la democrazia italiana. La peculiarità della situazione italiana è data dal fatto che, di fronte al tracollo della destra berlusconiana, il PD sta progressivamente occupando il centro del sistema, interpretando in autonomia il ruolo di garante delle politiche di austerità e del progetto di ristrutturazione neoliberista in atto. Puntando ad attrarre l’elettorato deluso della destra, esso rinuncia a rappresentare l’interesse del lavoro e della parte più debole della popolazione, che cerca altrove, spesso in proposte politiche populiste, una propria rappresentanza, o si ritira nell’astensione. Il Pd si fa inoltre promotore del restringimento degli spazi di partecipazione democratica e di un pericoloso indebolimento delle istituzioni di garanzia con il “pacchetto” Italicum-riforma costituzionale”. Inoltre, l’idea di dar vita ad un “partito della nazione” –  approdato ad una fisionomia volutamente indefinita da partito “pigliatutto”, che sotto il mantra della modernizzazione cela la riproposizione di politiche moderate già ipotizzate dalla destra (dai provvedimenti sul jobs act a quelli sulla “Buona scuola” alle riforme costituzionali, dal filo rosso del verticismo “decisionista” e dell’impoverimento dei luoghi della discussione collettiva, dal parlamento allo stesso partito) – costituisce prova della radicale trasformazione della cultura politica della nuova classe dirigente, espressa da Renzi e dal “renzismo”. Sinistra-Italiana

Risiedono anche in queste intenzioni di posizionarsi al “centro”, da parte del PD le ragioni dell’indebolimento di una “SINISTRA” in grado di corrispondere agli attuali e inevitabili processi di globalizzazione. Eppure di una sinistra si sente, oggi più che mai, il bisogno. Una Sinistra Italiana plurale e popolare che sappia intercettare e rappresentare gli interessi di quella maggioranza della popolazione che negli ultimi anni, per effetto dei processi in atto, ha visto aumentare la propria insicurezza e ridurre le condizioni di benessere e prosciugato il ventaglio di opportunità in grado di dare senso al futuro per le nuove generazioni. Una Sinistra Italiana che sappia attrarre e coordinare verso un progetto politico comune quelle risorse intellettuali e di riflessione che pure sono presenti nella società italiana. Nel Pd non c’è spazio per sviluppare un’iniziativa politica e una visione all’altezza della sfida”. Non è un caso che un simile partito raccolga sempre più spesso adesioni di ceto politico e classe dirigente proveniente dal centrodestra: non si tratta solo del ritorno dell’opportunismo e del trasformismo che è parte della storia profonda d’Italia, ma di una ancor più inquietante effettiva sintonia politica, ormai del tutto metabolizzata da un partito permeabile, senza identità, leaderista a Roma e notabilare in periferia.

Da qui dunque le ragioni dell’avvio di un processo politico costituente in grado di riaffermare le ragioni di una politica di sinistra. Tale esigenza trova la sua urgenza anche, e in special modo, in Sicilia, stretta nella morsa di una crisi sociale, occupazionale, di progressivo impoverimento, di mancanza di chiare prospettive di sviluppo e opportunità civili, mentre il quadro politico-istituzionale dell’isola continua a offrire la propria drammatica incapacità e inadeguatezza, con un Governo Crocetta giunto alla sua quarta composizione, avvitato nel suo pressappochismo legislativo e in processi di preoccupante trasformismo politico, causa principale della decennale permanenza di un gelatinoso e vischioso reticolo di connessioni e intrecci burocratico-istituzionali, da cui emergono ed esplodono i molti casi di illegalità, corruzione, scandali e malaffare che mortificano e impediscono la possibilità di un rinnovamento della politica e l’affermazione di una classe dirigente, finalmente libera da condizionamenti e dalle paludi di consorterie presenti nei partiti e nelle Istituzioni.

Con LA CARTA DI ENNA s’intende dar vita e inaugurare, anche in Sicilia, un “processo politico costituente” – aperto, fortemente inclusivo, plurale ed ospitale, fatto di donne, uomini, giovani, lavoratori, studenti, professionisti, intellettuali, ecc.. – verso la ricomposizione organizzativa e radicata, presente in tutti i Comuni dell’Isola, della Sinistra Siciliana, che, guardando positivamente i percorsi avviati in sede nazionale con la costituzione diFuturo a Sinistra all’assemblea di Roma del quattro luglio, con le sue diramazioni locali in tutto il Paese e anche in Sicilia quasi un tutte le province attiva da tempo sotto forma di comitati provinciali ed oggi organizzata come “Comitato Regionale di Futuro a Sinistra Sicilia”, e la più recente costituzione del gruppo parlamentare di Sinistra Italiana attraverso i percorsi politici in atto aperti dall’Assise del 7 novembre, al Teatro Quirino a Roma, dagli esponenti e parlamentari di SEL e Futuro a Sinistra, il nostro comitato regionale auspica e intende contribuire, anchedalla Sicilia, alla costituzione di un partito che, rifuggendo dalla connotazione “liquida” che Renzi ha inteso conferire al suo PD, sappia dar vita a una forza organizzata e strutturata, ripensata nelle sue forme rispetto alla tradizione irrecuperabile del partito di massa novecentesco, pertanto lontana da nostalgie e passatismi, con meccanismi moderni di partecipazione e comunicazione, consapevole della necessità di “rappresentare” il proprio messaggio politico attraverso personalità autorevoli e “forti” ma non subalterna al leaderismo dilagante, ispirata da cultura di governo, dalla capacità di individuare una propria agenda di priorità che non si limiti a denunciare problemi ma sappia indicare soluzioni politiche praticabili ed efficaci, e perciò lontana tanto dalla pura amministrazione dell’esistente quanto dalla protesta vociante e sterile; consapevole della necessità del consenso ma non prigioniera di populismi e semplificazioni di questioni complesse; che immetta principi e valori antichi (lavoro, diritti, garanzie, partecipazione, europeismo) in un alveo politico e programmatico che ne valorizzi l’attualità e la necessità con un linguaggio nuovo e una cornice di riferimento ispirata ad un moderno umanesimo sociale.

La Sinistra Siciliana è pronta a dare il proprio contributo al consolidamento di tale processo politico, ideale e organizzativo nel quadro nazionale.

                                            Enna, 19 dicembre 2015.

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