Il governo Renzi si inventa le ZTL marine nelle isole minori per fare ‘cassa’: 5 Euro a testa nelle vulcaniche

Pubblicato: 27 dicembre 2015 in Attualità
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di Angelo Forgia

L’ultimo balzello introdotto dal governo Renzi è la tassa sui vulcani. Ne parla Liberoquotidiano.it. Stando a quello che leggiamo, si tratta di un contributo di sbarco nelle isole minori. A molti ricorderà la tassa sui viaggiatori: il balzello da 2 euro a carico dei passeggeri di aerei e navi che è stato sostituito dall’imposta di soggiorno. Insomma, una sorta di “ZTL marina” dove gli uomini in carne ed ossa vengono assimilati alle automobili. Un’idea tassaiuola a cui finora nessuno aveva pensato.

Il governo Renzi – sempre a caccia di soldi degl’italiani per pagare gli interessi sull’ ‘intelligente’ debito pubblico italiano, o per pagare le missioni di guerra in mezzo mondo ribattezzate “missioni di pace” – ha pensato bene di riformulare il testo della tassa sui viaggiatori e di circoscriverla agli “sbarchi nelle isole minori”, mediante “collegamenti di linea o vettori aeronavali abilitati al trasporto di persone. Il contributo sarà di 2,50 euro e potrà lievitare fino a 5 euro per le isole dove sono presenti vulcani attivi”.

“Il balzello – leggiamo sempre su Liberoquotidiamo.it – è contenuto nella legge che introduce misure per promuovere la green economy e il contenimento dell’uso eccessivo del suolo, e sarà dovuto da ogni singolo passeggero. La tassa verrà inserita nel prezzo del biglietto, e sarà riscosso dalle compagnie di navigazione o dalle compagnie aeree che operano nelle isole. Il contributo potrà essere alzato fino a 5 euro quando sull’isola in cui si sbarca saranno presenti fenomeni vulcanici attivi”.

La tassa colpirà tutte le isole minori italiane. E raddoppierà nelle isole dove sono presenti “fenomeni vulcanici attivi”.

“Il gettito – recita la legge – servirà a finanziare interventi di raccolta e smaltimento rifiuti, di recupero e salvaguardia ambientale nonché interventi in materia di turismo, cultura, polizia locale e mobilità nelle isole minori”.

Per un sito come il nostro – che punta a raccontare l’Italia vista dal Sud – risulta interessante scoprire gli ambiti di applicazione di questo nuovo balzello, soprattutto dal punto di vista ‘tasso-vulcanologico’. Intanto la ‘filosofia’ e la ‘prassi’ di questa tassa, che si riassume nel seguente quanto stringente ragionamento: l’Unione Europea dell’Euro non molla la presa sul rigore economico antikeynesiano, l’Italia è uno dei Paesi chiamato a pagare (a differenza della Germania, che è chiamata a incassare) e quindi a inventare nuove tasse per ‘svuotare le tasche dei cittadini.

Il governo Renzi, con grande abilità mediatica (grazie anche a chi gli va dietro disinformando) sta provando a far passare la notizia di una riduzione delle tasse. “Abbiamo abbassato le tasse”, gridano Renzi e i renziani. In realtà, non hanno abbassato le tasse, perché hanno lasciato Regioni e Comuni senza soldi. Le Regioni saranno costretta a tagliare servizi. mentre i Comuni aumenteranno le tasse e le imposte locali. Renzi, come avviene da quando governo l’Italia, sta solo prendendo per i fondelli gl’italiani.

In più ha inventato la già citata “ZTL marina”. Una tassa non esosa, ma di sistema, che colpirà tante persone. Quante? Intanto, come già accennato, tutti coloro i quali si recheranno nelle isole minori: 2,5 Euro. Che raddoppierà nelle isole minori dove sono presenti “fenomeni vulcanici attivi”.

Ma cosa s’intende per “isole minori’? Due parole infelici, da sempre contestate – e a ragione – da chi vive negli arcipelaghi italiani. Perché chiamarle “isole minori”? E poi minori rispetto a chi?

Di certo il nuovo balzello da 5 Euro – cioè raddoppiato – si applicherà in tutte le isole Eolie. Perché le isole Eolie sono la testimonianza scientifica di “fenomeni vulcanici attivi”. Insomma, Stromboli a Vulcano, ma non solo Stromboli e Vulcano, perché i fenomeni vulcanici attivi riguardano tutto l’arcipelago eoliano (il mare che si snoda attorno a Panarea è pieno di fenomeni vulcanici secondari visibili).

Anche Pantelleria è piena di fenomeni vulcanici attivi: quindi la tassa raddoppiata a 5 Euro la pagheranno sia coloro i quali si recheranno in quest’isola con l’aereo, sia coloro i quali opteranno per le navi (che in realtà sono in pessime condizioni).

Lampedusa dovrebbe essere esclusa dal balzello, perché è un’isola di origine calcarea, emersa dopo l’ultima deglaciazione (era un pezzo di continente africano). Ma Linosa è un’isola di origine vulcanica: è se ci sono fenomeni vulcanici attivi il Comune di Linosa (che è tutt’uno con il Comune di Lampedusa) avrà diritto ad incassare la tassa. Lo stesso discorso vale per Ustica, isola di origine vulcanica: se si ritroveranno fenomeni vulcanici secondari, la tassa sarà raddoppiata: 5 Euro a ‘cranio’.

E la Sicilia? Qui il tema è delicato. Gli arcipelaghi che circondano l’Isola – le Eolie, Ustica, le Egadi, Pantelleria, le Pelagie – danno vita alle “isole minori” della Sicilia. Ma la Sicilia, volendo, potrebbe essere considerata una grande “isola minore” d’Italia con dentro l’Etna, il più grande vulcano attivo d’Europa. Poiché l’Italia di Renzi è più che “europeista”, l’Etna, perché no?, potrebbe essere considerato un vulcano attivo di una grande “Isola minore” d’Europa…

Considerato che il Comune di Catania ha un bilancio con i ‘buchi’ – grazie anche ai tagli operati dal governo Renzi (e dai mancati trasferimenti della Regione siciliana massacrata sempre dal governo Renzi, che solo quest’anno ha scippato alla Sicilia circa 10 miliardi di Euro) – si potrebbe pensare di ‘girare’ una quota di questa tassa al Comune di Catania, che potrebbe iniziare a risollevare le sorti economiche e finanziarie della Città Etnea.

Non solo. Tra la Sicilia e la Calabria, in mezzo al mare, esiste il più esteso vulcano sottomarino d’Europa: il Marsili.E’un vulcano attivo che potrebbe dare vita a maremoti di grande intensità. Il Marsili presenta una lunghezza di circa 70 chilometri e una lunghezza pari a circa 30 chilometri. Il tutto per una superficie pari a 2 mila e 100 chilometri quadrati. Questo enorme vulcano si eleva per circa 3 mila metri dai fondali marini di Sicilia e Calabria, raggiungendo con la sommità la quota di circa 450 metri al di sotto della superficie del mare.

Sopra il Marsili – che, lo ricordiamo, è un vulcano attivo – passano tante navi: anche ai passeggeri di queste navi potrebbe essere chiesto il pagamento della tassa, magari a metà, visto si passa sopra il Marsili (alla fine il Marsili potrebbe essere assimilato a un’isoa di origine vulcanica non emersa…). In questo caso, estendendo la ZTL sperimentata in queste ore dal Comune di Palermo – dove il Consiglio comunale ha introdotto una ZTL non più per non inquinare, ma per fare ‘cassa’, consentendo agli automobilisti di passare da una grande area della città pagando oltre 100 Euro all’anno – si potrebbe pensare a una cosa simile pure in mezzo al mare.

Dimenticavamo: il Comune di Sciacca potrebbe far pagare la ZTL marina ai pescatori che passano sopra l’Isola Ferdinandea: in questo caso si tratta di un’isola di origine vulcanica già comparsa nel 1831: era alta quasi 70 metri con una superficie di circa 4 chilometri. L’isola diede vita a una disputa internazionale: e proprio mentre stava per scoppiare una mezza guerra s’inabissò..

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