Archivio per ottobre, 2015

Riforme: Lauricella, “cambiare il sistema che lega consigli a sindaci”

A Roma come in Sicilia, quando i governi vanno male non c’è modo di cambiarli: chi governa non si dimette e chi dovrebbe sfiduciare non sfiducia (o non si dimette la maggioranza). fotoLa regola del “simul stabunt simul cadent” blocca il sistema.

Forse e’ giunto il momento di riflettere sulla opportunità di tale sistema e di pensare ad una modifica nel senso del Tatarellum ad ogni livello periferico, regionale e locale: il primo della lista regionale o comunale assume la carica di presidente regionale o di sindaco. Ma se le cose non funzionano, devono poter essere cambiati nel corso della consiliatura. Fino a quando si manterrà la regola che lega inscindibilmente la “vita” dei consiglieri alla “vita” del presidente o del sindaco, il sistema rischia sempre di rimanere bloccato a danno dei cittadini e del territorio”. Lo dichiara il deputato Pd Giuseppe Lauricella.

La Festa dei racconti e dei doni prende il via il 30 ottobre nel quartere di Ballarò, a Palermo, con una serie di appuntamenti tra il mercato e l’oratorio di Santa Chiara per celebrare la tradizionale “Festa dei morti”.

Il quinto appuntamento di Ballarò d’autunno 2015 _15092015085218guarda alla tradizione della “Festa dei morti” come  un momento di passaggio tra le generazioni, che si realizza con il dono e con la narrazione. Al mercato di Ballarò dal 30 ottobre al 2 novembre i commercianti doneranno una poesia ai propri clienti al momento dell”acquisto della spesa, mentre altri doni saranno creati e messi in esposizione nei laboratori della Sartoria sociale previsti a Santa Chiara. Gli appuntamenti con i racconti sono previsti Venerdi 30, alle 17:30, all’Oratorio di Santa Chiara con il convolgimento di autori, narratori, giornalisti ed operatori culturali e vedono al centro dell’attenzione Luca Scarlini, giornalista e noto saggista, drammaturgo, storyteller, professore all’Accademia di Brera,  che parlerà di Storytelling e narrazione nelle dinamiche sociali di oggi a Ballarò e Palermo insieme a Roberto Puglisi giornalista, Donatella Natoli operatrice culturale e sociale, Amelia Bucalo Triglia esperta di comunicazione,  Massimo Castiglia operatore sociale e consigliere della 1° Circoscrizione.

Sempre Venerdi 30 all’Oratorio di Santa Chiara, alle ore 21:00, Luca Scarlini è interprete dello spettacolo di narrazioneL’anima di stucco: un racconto sui fantasmi” di Giacomo Serpotta.

Giacomo Serpotta, maestro di un’arte bianca, amava dare corpo a figurazioni complesse, strepitose visioni di barocca bellezza, bianche distese di allegorie dove sempre trovavano posto i “carusi” della città e, come vuole la leggenda, le belle signore della notte posavano per le sue immagini più stregonesche, come la Lussuria, in abiti moderni, che sta nell’Oratorio di San Lorenzo. L’anima di stucco è un racconto su un grande artista, che ha sedotto scrittori, artisti, fotografi: un “cunto” sulla metafisica seduzione di uno scultore appartato, che riecheggia nelle parole di Ernesto Basile, Franco Fortini, Vincenzo Consolo, Roger Peyrefitte, come nei quadri di Fabrizio Clerici.Mercato_Ballarò

Domenica 1 novembre all’Oratorio di Santa Chiara, alle 19:00, Beatrice Monroy racconta Demoni e centauri la straordinaria vicenda, piena di colpi di scena, di demoni, centauri e altri eventi tra il fatato e la disperata realtà del presente di un gruppo di eremiti che più di mille anni fa decise di abitare il deserto. Come e con quali armi combatterono il demonio e cosa succederebbe adesso se, uscendo dalle loro celle, incontrassero decine e decine di passi di gente in fuga? La narrazione si snoda tra il racconto più classico dalla mitologia degli Padri del deserto e il salto nell’immaginario  che ci dà il presente. È la prima versione di un lento lavoro verso la stesura di un romanzo dal titolo “Storie di noi, una cura per l’irrimediabile”.

Per info: ballaroeventi.com

Pagina Facebook: Ballarò significa Palermo

Il programma

Venerdì 30 ottobre

Mercato di Ballarò

Ore 8:00-18:00. Ballarò dona poesia. I negozianti aderenti doneranno ai propri clienti, insieme al coppo o al sacchetto della spesa, una poesia (fino ad esaurimento scorte). In collaborazione con Centro Studi Narrazione Le Città Invisibili.

Oratorio di Santa Chiara – piazza Santa Chiara

Ore 17:30. Conversazione a più voci: Storytelling e narrazione nelle dinamiche sociali di oggi a Ballarò e Palermo con Luca Scarlini storyteller, Amelia Bucalo Triglia esperta di comunicazione, Roberto Puglisi giornalista, Donatella Natoli operatrice sociale e culturale, Massimo Castiglia operatore sociale e consigliere della 1° Circoscrizione.

Ore 21:00. Spettacolo di narrazione “L’anima di stucco”: un racconto sui fantasmi di Giacomo Serpotta di e con Luca Scarlini.

Sabato 31 ottobre

Mercato di Ballarò

Ore 8:00-18:00. Ballarò dona poesia.

Oratorio di Santa Chiara – Piazza Santa Chiara

ore 10:30-13:00 e 16:30-18:30. Laboratorio di Cucito creativo a cura della cooperativa Al Revés Sartoria Sociale.

16:30-18:30. Laboratorio di narrazione e scrittura autobiografica sul tema del dono, condotto da Leonora Cupane, a cura del Centro Studi Narrazione Le Città Invisibili.

Ore 16:30 – 18:30. Racconti letture alternative su eventi del vissuto collettivo e fatti di cronaca raccontate dagli stessi autori, a cura di Apertura a Strappo, un collettivo di autori, lettori, musicisti, performer che movimentano un blog letterario fondato sulla condivisione di idee, passione per la scrittura e per la lettura, ma non solo.

Domenica 1 novembre

Mercato di Ballarò

Ore 8:00-18:00. Ballarò dona poesia.

Oratorio di Santa Chiara – piazza Santa Chiara

Ore 19.00.  Demoni e centauri. Un racconto di e con Beatrice Monroy.

Lunedì 2 novembre

Mercato di Ballarò

Ore 8:00-18:00. Ballarò dona poesia.

Oratorio di Santa Chiara – Piazza Santa Chiara

Ore 16:30-18:30. Laboratorio di Cucito creativo a cura della cooperativa Al Revés Sartoria Sociale.

Ore 16:30 – 18:30. Racconti a cura di Apertura a Strappo.

n.b. Per la partecipazione al laboratorio de “Le Città Invisibili” è necessario portare un dono. Con i doni raccolti verranno premiati bambini e ragazzi meritevoli a cura dell’Oratorio S. Chiara e dell’Istituto comprensivo “Nuccio”.

Informazioni: 347.122.52.66

di Antonio Malafarina

Oggi riflettevo sul post di Crocetta, che ricorda la citazione di un personaggio de “Il berretto a sonagli”, dove il signor Ciampa in un dialogo con la signora Beatrice parla delle corde che regolano la mente umana: quella civile, quella seria e quella pazza, come a dire che le convenzioni regolano la vita della società nel contrasto tra la finzione e la realtà.

La commedia di Pirandello sfocia poi nel dramma: Beatrice fa arrestare il marito per una tresca con la moglie di Ciampa, ma quest’ultimo non può sopportare l’onta delle corna e pensa al delitto della bellissima moglie per riscattare il proprio onore.IMG_20151028_055828

Amaro lo sfogo di Ciampa: in questa società, governata da convenzioni soltanto i pazzi possono osare di dire la verità. E così tutto finisce in farsa: Beatrice si finge pazza ed afferma di essersi inventata tutto. L’onore è salvo ed il marito pure.

Però in tutto questo non vorrei che Pirandello – e Crocetta – abbiano dimenticato di citare tra le corde anche quella dell’impiccato: quella che le forze politiche, a furia di tirarla, stanno spezzando e, non sapendo come riannodarla, hanno pensato di utilizzare per un suicidio.
In fondo non sarebbe un gran male: spero solo che non decidano di impiccare a quella corda solo la Sicilia.

palazzonormanni

di Giulio Ambrosetti

Dicono che sia una “manovrina” per l’assestamento del Bilancio. In realtà, come proveremo a illustrare, quello che il Parlamento siciliano si accinge ad approvare è una “manovrona” che culminerà nel “furto con destrezza” di circa 10 miliardi di Euro dal Bilancio della Regione siciliana. Questo nuovo scippo messo a punto non soltanto dall’assessore all’Economia, Alessandro Baccei,
ma anche da alcuni dirigenti regionali che gli reggono il gioco, si somma ai circa 5,4 miliardi di Euro ai quali il presidente della Regione, Rosario Crocetta, ha rinunciato nell’estate dello scorso anno, firmando il celebre accordo-capestro con il governo nazionale di Matteo Renzi (vero è che Crocetta, a nome di 5 milioni di Siciliani, ha rinunciato per quattro anni agli effetti di una sentenza della Corte Costituzionale favorevole alla Sicilia in materia di Crocetta e Bacceiterritorializzazione delle imposte, ma i 5,4 miliardi di Euro persi in questi quattro anni nessuno li restituirà più alla Sicilia: se ne deduce che, in circa un anno, governo Crocetta e Parlamento siciliano stanno regalando al governo Renzi circa 15 miliardi di Euro!).

Nella vita politica, nonostante i tentativi di rendere difficile la lettura dei conti economici per nascondere la verità ai cittadini, non è impossibile leggere i dati di Bilancio. Basta un po’ di pazienza. Per interpretare alcuni dati non c’è nemmeno bisogno di scomodare la matematica finanziaria: basta conoscere le addizioni e, nel caso di quello che sta succedendo nel Bilancio della Regione siciliana, le sottrazioni. Seguiteci in questo piccolo “viaggio”.

Cominciamo con una delibera della Giunta regionale siciliana del 10 agosto scorso. Tema: il riaccertamento dei residui attivi e passivi previsto dal decreto legislativo n. 118 del 2011. Questa delibera avrebbe dovuto essere spedita al Parlamento dell’Isola. Cosa che non è stata fatta. Solo un cretino può pensare che la presidenza del Parlamento siciliano non sia a conoscenza di questa delibera. Anche perché è pubblicata sul sito ufficiale della Regione. La “notizia” è che il Parlamento siciliano non ha preso atto di questa delibera. E questa è solo la prima scorrettezza istituzionale ai danni dei cittadini siciliani.

Proseguiamo. I residui attivi sono le somme di difficile esigibilità (che, come vedremo, almeno in parte, non sarebbe affatto difficile riscuotere). I residui passivi sono invece le somme impegnate, ma non spese. Contrariamente a quello che è stato detto in modo confuso, ieri, nella seduta del Parlamento siciliano, il decreto legislativo 118 non dice che i residui attivi debbono essere cancellati: al contrario, dice che va accertata la loro natura per verificare se sono esigibili o meno. Possono essere cancellati dal Bilancio – nel nostro caso, dal Bilancio della Regione siciliana – solo se viene accertata l’impossibilità di riscuoterli. Per essere ancora più chiari: la Regione, o meglio, i dirigenti regionali (questo è un compito tecnico che spetta a loro e non all’assessore Baccei) debbono accertare se chi deve soldi alla Regione può pagare o non può pagare. Se l’accertamento viene fatto male, i dirigenti che hanno detto che quei soldi non erano più esigibili potrebbero anche commettere un reato che, in quanto tale, è penalmente perseguibile.

Questa precisazione è necessaria e importante perché, come vedremo, ci sono dirigenti regionali che hanno messo per iscritto di aver chiesto più volte ai creditori – e tra questi creditori ci sono anche alcuni uffici dello Stato italiano – “notizie” sui soldi che lo stesso Stato deve alla Regione siciliana. Ma tali uffici non hanno mai risposto. Questi uffici dello Stato non hanno mai detto, per iscritto, che non possono pagare perché non hanno soldi: cosa che non potrebbero mai dire, perché lo Stato che ha un debito con una Regione non può decidere di non onorare il debito: al massimo, serve una legge con la quale si stabilisce che il debito non c’è più. Ma questa legge non può approvarla il creditore, sennò sarebbe troppo comodo e bello. Questa legge la deve approvare il debitore. Ed è quello che sta facendo il Parlamento siciliano, stabilendo, con una legge di assestamento di Bilancio truffaldina e “ascara” (una legge che può essere approvata solo da deputati “venduti” agli interessi delle burocrazia), che alcuni debiti dello Stato verso la Regione sono inesigibili.

Ma il guaio, a nostro modesto avviso, è che l’amministrazione regionale – e ci riferiamo a qualche alto dirigente regionale – lo sta facendo sulla base di dichiarazioni incomplete, perché lo Stato, come già ricordato, non ha mai messo, per iscritto, che non onorerà il debito perché non ha soldi: lo Stato si è limitato a non rispondere, come hanno giustamente fatto rilevare alcuni dirigenti corretti in un documento che è stato inviato all’assessore, Alessandro Baccei, e al dirigente generale dell’assessorato all’Economia (che in Sicilia si chiama anche Ragioniere generale della Regione), Salvatore Sammartano.

Cosa vogliamo dire con questa premessa? Che a nostro avviso, in questa brutta storia dei residui attivi dichiarati precipitosamente inesigibili qualcuno rischia di finire in galera (se vi interessa scoprire quali sono i debiti che gli uffici dell’assessorato regionale all’Economia hanno dichiarato “inesigibili” leggete qui: scoprirete che, tra i beneficiari di questi 5 miliardi di Euro che la Regione siciliana sta regalando c’è anche lo Stato: soldi che lo Stato deve alla Regione e che, con l’approvazione della Legge di assestamento di Bilancio 2015, la Regione non vedrà mai più; il tutto, è il caso di dirlo, a norma di legge).

Ma questa volta, come già ricordato, qualcuno rischia. Sempre che in Italia – e in particolare a Palermo – ci sia ancora uno Stato di diritto: cosa di cui cominciamo a dubitare, sia alla luce di questa incredibile legge regionale di assestamento di Bilancio contrassegnata da dichiarazioni incomplete, sia alla luce dei fatti e dei misfatti in materia di gestione dei beni sequestrati alla mafia, se è vero che le altrettanto incredibili denunce di Pino Maniaci, nei fatti, non hanno sortito gli effetti che tutti si attendevano. Ma questa è un’altra storia.

Torniamo alla legge di assestamento di Bilancio “ascara”. Lo scippo di oltre 10 miliardi di Euro ai danni della Regione si evidenza in una pagina di questa futura legge. Dove, a chiare lettere, si legge che, al 31 dicembre 2014, la Regione siciliana presenta un avanzo di amministrazione pari a circa 6 miliardi e 400 milioni di Euro. L’avanzo di amministrazione non è altro che il dato di sintesi dell’intera gestione finanziaria dell’Ente pubblico in questione, nel nostro caso della Regione siciliana. Se, considerando tutte le partite di dare e avere, scaturisce un risultato positivo si parla, per l’appunto, di avanzo di amministrazione; se il risultato è negativo, si parla invece di disavanzo di amministrazione. Questa breve digressione ci serve per illustrare ai nostri lettori che la Regione siciliana, al 31 dicembre dello scorso anno, considerati i crediti che vanta, aveva un attivo di 6 miliardi e 400 milioni di Euro.

Cosa stanno facendo Baccei, i dirigenti regionali che reggono il gioco all’assessore – a cominciare dal Ragioniere generale – e il Parlamento che approverà questa legge? Stanno cancellando dal Bilancio regionale 2015, in un solo colpo, 10 miliardi e 795 milioni di Euro di residui attivi. Con questa mossa si passa da un avanzo di amministrazione di 6 miliardi e 400 milioni di Euro circa a un disavanzo di amministrazione di 4 miliardi e mezzo. A questo disavanzo vanno sommati i soldi recuperati dai residui passivi (le somme che erano impegnate, ma non spese): circa 2 miliardi e mezzo di Euro recuperati. Che portano il disavanzo a un miliardo e 900 mila Euro.

Come potete notare, siamo passati da un avanzo a un disavanzo di amministrazione di quasi 2 miliardi di Euro. Se a tale disavanzo sommiamo la parte di fondi da accantonare (circa 540 solo per pagare i mutui), 4,4 miliardi di Euro per la parte di spesa vincolata (le spese che la Regione, almeno sulla carta, dovrebbe pagare obbligatoriamente: scriviamo “sulla carta” perché, da qualche anno, la Regione, ad esempio, non paga per intero le Aziende sanitarie provinciali e le Aziende ospedaliere) e 53 milioni di Euro circa per gli investimenti, il disavanzo 2015 vola a 6 miliardi e 900 milioni di Euro.

Come i nostri lettori possono notare – l’abbiamo scritto all’inizio e ora lo ribadiamo – non siamo davanti a una “manovrina”, ma a una “manovrona”. Se avete seguito il dibattito di questi giorni al Parlamento siciliano dedicato a tale tema (le sedute del Parlamento siciliano sono in diretta on line), vi sarete accorti che nessuno vi ha illustrato questi dati: né l’assessore Baccei, né i deputati. In pratica, stanno rubando dal Bilancio regionale 2015 circa 10 miliardi e 800 milioni di Euro circa e nessuno dice nulla.

A questo punto dobbiamo dire perché, i nostri colleghi scrivono che l’eliminazione dei residui attivi ammonta a circa 5 miliardi di Euro e non a 10 miliardi di Euro. Hanno ragione i nostri colleghi, ma abbiamo anche ragione noi. Noi, infatti, abbiamo scritto che Baccei e la sua allegra combriccola stanno eliminando 10 miliardi e 800 milioni di Euro dal Bilancio regionale 2015. Con grande astuzia, Baccei e Sammartano, dei 10 miliardi e 800 milioni di Euro che stanno facendo sparire hanno inseriti solo circa 5 miliardi di residui attivi da eliminare. Gli altri 5 miliardi e 800 milioni di Euro circa li hanno inseriti fra le entrate del 2016 e del 2017. Bisogna capirli: fare sparire 10 miliardi e 800 milioni di Euro sarebbe stato troppo pesante. Così ci dicono – con accertamenti incompleti da parte di alcuni dirigenti, come abbiamo già sottolineato – che di questi 10 miliardi e 800 milioni di Euro, solo 5 miliardi circa sono “inesigibili” e vanno eliminati. Gli altri la Regione li “recupererà” tra le entrate nel 2016 e nel 2017. Scommettiamo che, il prossimo anno, diranno che anche i 5 miliardi e 800 milioni di Euro circa sono “inesigibili” e li inseriranno tra i residui attivi da eliminare?

Quali saranno gli effetti di questa “manovrina”? Li abbiamo già sotto gli occhi in queste ore. Migliaia di studenti disabili non possono recarsi a scuola perché non ci sono i soldi per il trasporto. Se dovessero trovare il modo di arrivarci potrebbero non trovare l’insegnate di sostegno. Perché il governo Renzi – quello che “l’Italia ha svoltato” – ha scoperto che la competenza sulla scuola è della Regione (in realtà non è così per le scuole superiori) e quindi il servizio lo deve pagare la Regione: quella Regione alla quale ha tolto i soldi calpestando l’Autonomia siciliana. Matteo_Renzi_crop_newRenzi è così: quando gli conviene la Sicilia è “autonoma”; quando non gli conviene gli ruba i soldi.

Poi ci pensano la Regione di Crocetta e i Comuni a trovare i soldi. Come sta facendo a Palermo il sindaco Leoluca Orlando: non ha i soldi per far partire il Tram? Ecco il prelievo di 120 Euro a testa per i palermitani con le Ztl. 120 Euro che vanno a sommarsi alla TARI e alla TASI più care d’Italia, alle aliquote IRPEF e IRAP ai massimi livelli.

Fa tutto il centrosinistra: il governo nazionale di centrosinistra toglie 10 miliardi e 800 milioni di Euro dal Bilancio regionale 2015; il Parlamento siciliano – a maggioranza di centrosinistra – si appresta a votare una legge che regolarizza questo scippo; il governo di centrosinistra di Crocetta ha già regalato a Renzi, come già ricordato, 5 miliardi e 400 milioni di Euro. E il Comune di Palermo si appresta a scippare ai cittadini altri 120 Euro.

In più il PD – che è al centro di questi scippi – celebra, sempre a Palermo, la Festa dell’Unità renziana. Avendo cura, ovviamente, di far partecipare solo quelli che nascondono ai cittadini tutte le schifezze contro 5 milioni di Siciliani delle quali sono responsabili deputati e dirigenti del PD siciliano in combutta con Renzi.

da La Voce di New York

La vara “L’ultima Cena”, a Milano, sarà in esposizione nell’area del Cluster Biomediterraneo per la settimana conclusiva dell’Esposizione universale. La splendida opera del Biangardi ieri, infatti, è stata imballata per essere trasportata in sicurezza e raggiungerà il capoluogo lombardo dove da domenica sarà esposta nel Cluster Biomediterraneo per essere ammirata dalle migliaia di visitatori che stanno affollando anche in questi ultimi giorni l’esposizione universale, che rimarrà aperta fino al 31 Ottobre. La vara “Ultima Cena” è una delle sedici che sfilano per la processione dei Misteri che si svolge il giovedì della Settimana Santa di Caltanissetta. DSC_1903 Ultima Cena Foto Salvatore Vancheri-1L’esposizione dell’Ultima Cena all’Expo sarà occasione di rilancio turistico per il Comune di Caltanissetta che presenterà, mercoledi 28 Ottobre, il concorso “Taste, Selfie & Win Sicily” alla presenza del sindaco Giovanni Ruvolo con l’offerta ai visitatori della Vara di quindici soggiorni gratuiti nella città nissena per la prossima Settimana Santa.

”Superando numerosi ostacoli – ha commentato il sindaco Giovanni Ruvolo – è stato raggiunto un traguardo importante e significativo per la città di Caltanissetta, che abbiamo fortemente voluto malgrado le difficoltà. Ringrazio in particolare l’assessore regionale Antonio Purpura, che ha lottato insieme a noi per raggiungere l’obiettivo, nella consapevolezza che si trattasse di una straordinaria opportunità per valorizzare uno dei simboli più ammirati della Settimana Santa e più in generale di tutti i gruppi sacri, che con la Vara potranno essere conosciuti e apprezzati da una platea universale”.

“Entro domani – ha reso noto l’assessore comunale alla Cultura Marina Castiglione – verrà completato il montaggio della Vara, che sarà esposta a Milano secondo le rigide raccomandazioni della soprintendenza nissena, fino alla conclusione dell’Expo. Ringrazio quanti hanno dato un contributo di rigore e serietà per superare anche gli ultimi passaggi: ancora una volta ha vinto Caltanissetta nel segno dell’innovazione e del cambiamento”.

Tra le manifestazioni religiose siciliane, la Settimana Santa di Caltanissetta, è un evento tradizionale con un’atmosfera carica di suggestione che si svolge da secoli e funge da richiamo turistico per la complessità dei riti connessi, le processioni e le feste; rappresenta la stratificazione di memorie, mestieri, usi, canti, relazioni ed arte di Caltanissetta e conserva particolari sfumature che la rendono di rilevante valore antropologico e culturale. Il Comune ha deciso di puntare sulla vara ”dell’Ultima Cena”, quale emblema della Settimana Santa di Pasqua, per incentivare il turismo a Caltanissetta, intercettando i visitatori all’Esposizione Universale.

La processione dei Misteri IMG_4837si svolge il giovedì della Settimana Santa a Caltanissetta, città nota per essere stata capitale mondiale dello zolfo, ed ha origini nella prima metà del XIX secolo, quando la Congregazione di San Filippo Neri diede vita ad una processione per le vie cittadine con cinque piccole Vare che rappresentavano i principali Misteri della Vita, Passione e Morte di Gesù Cristo. Nel 1881, i minatori di Gessolungo, avendo fatto voto a seguito di un disastro che investì la miniera, organizzarono la processione, affidando la realizzazione delle nuove Vare in cartapesta a Vincenzo e Francesco Biangardi, che s’ispirarono ad opere di grandi artisti come Rubens e Leonardo da Vinci. I gruppi di Vare vengono esposti lungo le vie cittadine per poi sfilare in processione dalle ore 20:00 fino alle prime ore del giorno dopo. Le Vare di cartapesta sfilano per le vie cittadine portate a spalla ed accompagnate dagli esponenti degli antichi ceti, dal suono delle bande musicali e da giochi pirotecnici, che conferiscono ulteriore colore alla manifestazione.

L’evento si svolgerà domani, sabato 24 Ottobre, e partirà alle ore 9:00 da “Cantunera”, in piazza Monte Santa Rosalia, 12 (accanto Palazzo Branciforte), dove i partecipanti saranno accolti con un buon caffè e delle fresche bevande che consentiranno loro di cominciare con energia la mattinata. E’ “Cantunera racconta Palermo: dalla Kalsa alla Vucciria”, il primo percorso culturale narrato e teatralizzato alla scoperta della città, dei suoi monumenti e dei tanti racconti che nei secoli hanno visto come protagonisti fatti e storie della bella “Panormus”.

Da questo giovane teatro del centro storico si procederà in direzione della Cala per raggiungere Porta Felice, cominciando così un viaggio nel cuore del centro storico, accompagnati dalla guida turistica Daniela Lo Secco, mentre la cantastorie Sara Cappello9 farà rivivere i personaggi delle tante storie grazie e attraverso la sua voce.

Si visiterà l’antico quartiere arabo della Kalsa con i suoi splendidi monumenti, le chiese, le fontane e i rigogliosi giardini. Verranno ricordate storie come quelle di Marcantonio Colonna, della bella Eufrosina, delle avvelenatrici come Francesca La Sarda. E ancora le vicende dei personaggi dell’Inquisizione, i rivoltosi della Gancia e le “curtigghiare” della Kalsa, Piazza Rivoluzione con il Genio di Palermo e Garibaldi. Si concluderà con la visita al mercato della Vucciria e del suo Genio, per tornare subito dopo “a Cantunera” per la degustazione di vini siciliani e per fermarsi, qualora si vorrà, a pranzo (su prenotazione) per gustare alcune specialità tipiche siciliane.

Tappe: Cantunera, Cala, Porta Felice, Mura delle Cattive, piazza Marina, chiesa della Catena, Steri (fuori), via Alloro, chiesa della Gancia (fuori), buca della salvezza, vicoli di via Alloro, piazza Rivoluzione con Genio, Mercato della Vucciria, Cantunera.

Il costo è di 15 euro a persona e comprende: caffè e succhi frutta di benvenuto, visita guidata, spettacolo lungo il percorso, degustazione di vino a fine percorso.

Prenotazione obbligatoria al cell. 389.2158948. Il ticket si potrà acquistare “a Cantunera”, in piazza Monte Santa Rosalia, 12 (accanto Palazzo Branciforte), anche prima dell’inizio del percorso, lo stesso sabato 24 ottobre.

Uno spettacolo appassionato, un viaggio nella storia e nell’universo del tango che coinvolgerà il pubblico fuori dai sentieri comunemente battuti, in una convivialità condivisa e partecipata pienamente. Lo offrirà al pubblico, alle 21.30 di domani, sabato 24 Ottobre, “a Cantunera”, fucina culturale dell’associazione “Città dell’Arte”, in piazza Monte Santa Rosalia, 12 (vicino Palazzo Branciforte), il Tango Trio con “Palermo Buenos Aires”TANGO TRIO, serata piena di energia, magia e ritmo travolgente.

Elementi che si fonderanno in un affascinante cammino tra le note del Tango Argentino, affrontando un viaggio a ritroso, per restituire a questa danza la sua forte radice di musica popolare, scaturita dall”incontro dei ritmi tribali, portati dagli schiavi in catene, con la marcia e la musica europea. In programma una serata piena di energia, magia e ritmo travolgente.

Sul palco:

Alejandra Bertolino Garcia (voce & cajon), Silvio Natoli (chitarra classica) e Francesco La Bruna (violino).

All’evento è associato un aperitivo con buffet, dalle 20.30 alle 21.30, al costo di 15,00 euro (comprensivo di bevanda analcolica). Per il solo spettacolo, invece, sarà 10,00 euro (anche in questo caso con bevanda analcolica). Prenotazioni al cell. 389.2158948.

Locandina Cefalù Fashion Night

Una sfilata di moda scenografica presentata da Patrizia Pellegrino. Testimonial la “pupa” Francesca Cipriani

Giochi di luci di mille colori ed il volto della soubrette e attrice Patrizia Pellegrino, illumineranno, sabato 24 ottobre, dalle ore 20,00 il Duomo di Cefalù, patrimonio dell’umanità per l’Unesco. La “Cefalù Fashion Night”, organizzata dalla Duerre Regia Eventi, patrocinata dal sindaco Rosario La Punzina e da Confcommercio Palermo, vedrà accanto alla bionda presentatrice, anche la statuaria bellezza delle due testimonial Francesca Cipriani, nota al grande pubblico per le partecipazioni a “La Pupa e il secchione”. Intrattenimento del gruppo Skruscio e selezione musicale di Mauriziotto dj. Ingresso gratuito, con inviti distribuiti dalle aziende aderenti.

Patrizia Pellegrino

Patrizia Pellegrino

Venti modelle, e sei “boys”, già dal venerdì movimenteranno il corso Ruggero e le principali arterie, incrociandosi per i fitting ed il cambio di abiti tra le boutique che hanno aderito all’iniziativa, Caposerio, De.be.pel., Desigual, Sapia, Ottica Vision di Paolo D’Alia, Kosmos, Sposà di Laura Vitale. Presente anche l’atelier Ester Guarneri pellicceria di Villabate. Sponsor della manifestazione gli albergatori del borgo medievale, che fa parte dell’itinerario arabo-normanno Palermo, Cefalù, Monreale, in particolare Costa Verde, See Palace, Astro Suite, Baia del Capitano, Villa Gaia, Malik Beach e Lido Peter Pan, «ma anche gli stessi commercianti che, com’è nello spirito di Confcommercio Palermo, si autofinanziano per promuovere eventi come questo», aggiunge la presidente Patrizia Di Dio.

La regia dell’evento è la stessa di Palermo Collezioni e della scorsa Palermo Fashion Night a piazza Bologni, e porta la firma di Roberto Capone, con producer Rosi De Simone. La scenografia, che prevede anche una passerella lunga venti metri, tempestata da migliaia di luci a led e, sul palco e sulla scalinata, inserimenti di luminarie che richiamano la tradizione siciliana, è stata progettata da C&C consulenza eventi di Maurizio Cosentino e allestita da Idock.

Link del video con saluto di Patrizia Pellegrino.

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di Vea Carpi

Senza tanti preamboli: Expo è una gigantesca operazione commerciale, che sfrutta il trend dell’argomentocibo” per portare soldi e affari alle solite 3-4 multinazionali che apparecchiano le nostre tavole tutti i giorni. E le apparecchiano nutrendoci di schifezze prodotte in totale spregio dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori agricoli e non.

Ricordo a me stessa e ai miei figli che io produco e mangio e compro consapevolmente, non solo per la mia e la loro salute, ma anche e soprattutto perché penso che questo sia il mio atto politico.

E penso che oggi la questione dell’accessibilità al cibo e alla terra sia il campo su cui si giocano le più importanti battaglie politiche. Ci credo davvero, e tutto quello che faticosamente cerco di tenere in piedi ruota intorno a questo convincimento.

Non sono per la coerenza a tutti i costi: non ci credo e non è il mio obiettivo. E non sono fighetta radical-chic (lo so che è la prima cosa che pensate!). Non chiamatemi “talebana”. Ma Expo, no.

Una gigantesca operazione commerciale per portare soldi e affari alle solite multinazionali che apparecchiano le nostre tavole tutti i giorni, nutrendoci di schifezze. Mi avrebbe fatto meno schifo se gli obiettivi fossero stati evidenti. Che so, una cosa del tipo: “Expo, devastare il pianeta, arricchendo l’agribusiness…” ma temo che non ci sarebbe andato nessuno.

Forse io sì, ci sarei andata. Avrei portato via molto di più, li avrei visti in faccia. Invece, hanno creato una gigantesca Gardaland, infarcita di buoni sentimenti ecologisti (così ci sentiamo buoni e partecipativi delle sorti del mondo). Vi ricordate Matrix? Solo che lì per risvegliarsi la faccenda era complessa…

Alla Nestlé o alla MacDonald costa molto meno una bella campagna di marketing pesante improntata all’ecologia, che rivedere le politiche di sfruttamento di terre e uomini che fanno sì che noi mangiamo schifezze a costi bassissimi, e loro si arricchiscono. Perché è questo che accade.

Chiariamo: non è che penso che il mio non andare abbia un qualche effetto sulla questione. Ma almeno mi ha dato l’occasione di spiegare ai miei figli (Mamma, ci andiamo anche noi?!? Daiiii!”) perché non facciamo una cosa.

E poi, via, il campo di grano in centro a Milano!

Sarà un’anteprima, quella che “Cantunera” proporrà alle 21.30 di giovedì 22 ottobre nel suo teatro di piazza Monte Santa Rosalia, 12 (accanto Palazzo Branciforte), regalando al suo pubblico una serata come poche.Il Mare della Vita

Il mare della vita” è il titolo dello spettacolo scritto e diretto da Anna Mauro, che l’autrice ha deciso di presentare in questo giovane spazio culturale del centro storico di Palermo, registrando già il sold out per l’appuntamento di giovedì prossimo. Si replica, infatti, martedì 27 ottobre.

Si tratta di un lavoro di assoluta novità, dal testo molto diverso dagli altri, intimo eppure suggestivo, dove il mare racchiude, rispecchia e richiama ogni sfumatura dell’uomo (il genere umano è maschile, ma anche femminile), vedendo entrambi i sessi incarnare aspetti contrastanti e modi quanto mai variegati di affrontare la stessa tempestosa avventura della vita con tutti i suoi incontri, le sue esitazioni, i suoi amori.

«Proibito chiedersi che vuol dire e di cosa parla. Se, infatti, vorrete saperne di più – scrive Simonetta Genova, una delle attrici in scena – bisognerà che vi abbandoniate all’immaginazione e seguire le onde del mare delle emozioni: in poche parole, il mare della vita».

In scena con le loro voci, i loro corpi, la luce e la loro musica: Giovanni Mattaliano, Sandra Zerilli e Simonetta Genova. Musiche originali scritte e interpretate dallo stesso Mattaliano, eclettico e frizzante clarinettista.

All’evento è associato un buffet, dalle 20.30 alle 21.30, al costo di euro 15,00 (compresa bevanda). Per il solo spettacolo, invece, euro 9,00 (compresa bevanda). Per prenotazioni, chiamare al cell. 389.2158948.