Sul piede di guerra gli abitanti del centro storico di Palermo. Sabato sera in piazza per protestare contro i locali di via Bottai

Pubblicato: 11 settembre 2015 in Attualità
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Le ultime notizie di stampa che parlano dello stop alle misure antimovida da parte del Tar li fanno ancora di più infuriare e promettere guerra. Sono stanchi i residenti di Piazza Marina, soprattutto quelli i cui balconi si affacciano su via Bottai, dove insistono locali come “I Bottai” e il “Kuè”, solo per fare un paio di esempi, da sempre indifferenti all’ordinanza che prevedeva il divieto di proporre musica amplificata all’esterno, limitando i decibel dopo la mezzanotte. L’inosservanza delle regole è del resto sempre stata sotto le orecchie di tutti, anche solo passando per caso da piazza Marina.

movidaCosì, stanchi di non essere ascoltati e soprattutto del fatto che, così come già avvenuto a piazza Magione, in estate è impossibile sopravvivere a tale scempio per i canali uditivi, alle 22.30 di domani, sabato 12 settembre, il “Comitato degli abitanti di piazza Marina” si ritroverà nutrito e battagliero davanti Palazzo Fatta, pronto a dire la sua e a chiedere conto e ragione.

Mai rispettato l’ordinanza – spiegano alcuni componenti del Comitato – nonostante tante discussioni e proteste da parte nostra. “I Bottai”, per esempio, hanno chiuso solo per una settimana, senza che a ciò seguisse un cambio di rotta. Ora, però, viste le novità, comincia il vero Far West, in balia degli Unni. Non ce la facciamo più, non possiamo più vivere. Neanche i vigili intervengono”.

I residenti di questa zona del centro storico non ce la fanno veramente più e chiedono di essere tutelati, garantendo la loro vivibilità.

Vogliamo capire che é un problema che riguarda la collettività? Oggi noi ma domani, dal momento che l’inosservanza delle regole è ovunque, può succedere in qualunque zona delln città. Noi, poi, in modo particolare abbiamo anche affrontato innumerevoli spese per mettere nuovi infissi e insonorizzare le finestre. Senza questo problema, non ne avremmo avuto bisogno. E’ ora di dire basta, chiedendo a quanti abitano nel centro storico di unirsi e di far sentire la loro voce”.

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