Immigrazione, diffamazione a mezzo stampa, le rivalutazioni delle pensioni

Pubblicato: 26 giugno 2015 in Politica
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di Giuseppe Lauricella 

Immigrazione: trovato il compromesso con l’UE

Sul tema dell’immigrazione il nostro Paese e il nostro Governo, da alcuni mesi, stanno combattendo una battaglia quasi solitaria. Proprio giovedì il Premier Renzi è intervenuto alla Camera alla vigilia del Consiglio europeo per delineare la linea dell’Italia sul tema dell’immigrazione e del ruolo che l’Unione Europea deve giocare nelle prossime settimane. Linea preannunciata da Matteo Renzi con una lettera inviata al quotidiano transalpino Le Monde e pubblicato in Italia da La Stampa. “Se costretti a far da soli non ci tireremo indietro” – ha scritto Renzi – “Non rinunceremo a salvare nemmeno una vita, perché abbiamo alle spalle secoli di civiltà ai quali non rinunciamo per un punto di gradimento, la vita vale più di un sondaggio”.

Oltre all’aspetto emergenziale, rappresentato dai barconi alla deriva nel Mediterraneo, le altre grande questioni sul tavolo sono due: i rimpatri e la solidarietà degli altri Paesi membri nella redistribuzione delle quote.

Sul primo il Governo ha già annunciato che chi non avrà i requisiti per restare in Europa sarà riaccompagnato nei Paesi d’origine. Porte aperte ai chi ha diritto all’asilo, rimpatrio per i migranti economici, anche se vista l’ampiezza del fenomeno non si tratta di una misura risolutiva. La seconda questione è in queste ore sul tavolo del summit di Bruxelles e riguarda i 40 mila richiedenti asilo approdati sulle nostre coste e su quelle greche da aprile in poi. È in corso una trattativa sulla redistribuzione delle quote di migranti su base volontaria o su base obbligatoria come propone il nostro Governo. Federica Mogherini, Alto rappresentate UE per le politiche estere, ha preannunciato un compromesso traducibile nel principio della volontarietà vincolante ma diversi Stati membri sono contrari.

La prima novità è stata annunciata dal Presidente del Consiglio fotosu Facebook alle tre di notte di oggi: “L’Europa accetta la redistribuzione di 40mila donne e uomini arrivati sulle coste nostre e greche. Un primo passo, certo. Non sufficiente a mio giudizio. Ma superiamo il principio del trattato di Dublino, sciaguratamente firmato in passato anche dall’Italia.”

A quanto pare l’apertura c’è stata, con molti distinguo e alcune defezioni. Ora la partita si sposta sul tema delle quote che sarà affrontato dai Ministri degli Interni nel mese di luglio e si prevede una redistribuzione dei 40 mila migranti entro il biennio.

Approvata alla Camera la riforma del reato di diffamazione a mezzo stampa

Oggi alla Camera abbiamo approvato la riforma della disciplina della diffamazione a mezzo stampa. Il testo interviene sulla legge sulla stampa, sul codice penale di procedura penale, sul codice civile e di procedura civile. Si tratta di un provvedimento innovativo ed efficace, che da una parte tutela i cittadini e dall’altra garantisce la libertà dei giornalisti e dei giornali. L’aspetto centrale della riforma è l’eliminazione del carcere per i giornalisti, un principio di civiltà che andava reintrodotto. Nello specifico il testo apporta delle modifiche alla legge sulla stampa, cambiamenti ormai resi necessari visti i grandi cambiamenti che hanno investito il mondo dell’informazione. In particolare si è estesa la definizione di stampa o stampato che risaliva alla legge sulla stampa del 1948, estendendo l’ambito di applicazione anche alle testate giornalistiche online iscritte ai tribunali. Sono riviste le norme che disciplinano il diritto di rettifica della persona che sia ritenuta lesa nella dignità, nella reputazione o nell’onore che dovranno essere pubblicate entro 2 giorni senza commento, senza risposta e senza titolo; stesse caratteristiche dovrà avere la rettifica online. Previste sanzioni per chi non ottempera alle richieste ed è previsto anche l’intervento del giudice.

Pensioni: in arrivo le rivalutazioni

Sta per arrivare alla Camera la discussione del decreto legge n.65 del 21 maggio 2015, contente misure urgenti in materie molto importanti e delicate quali le pensioni, gli ammortizzatori sociali e le garanzie legate al TFR. Il Governo è intervenuto in maniera tempestiva per risolvere il vulnus prodotto dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimi alcuni articoli del DL n.201 del 2011, che prevedeva il blocco delle indicizzazioni delle pensioni “in considerazione della contingente situazione finanziaria”. Il nuovo provvedimento individua una rivalutazione per fasce: per il 2012 e il 2013 saranno rivalutate al 100% le pensioni fino a tre volte il minimo, al 40% quelle tra tre e quattro volte il minimo, al 20% quelle tra quattro e cinque volte il minimo, al 10% infine quelle tra cinque e sei volte il minimo. Per gli assegni complessivamente superiori a sei volte il minimo non ci sarà alcun adeguamento. Per il 2014 e il 2015 la rivalutazione è stabilita invece al 20% e, a decorrere dall’anno 2016, al 50 per cento.

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