La scelta!

Pubblicato: 2 giugno 2015 in Attualità
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di Margherita Tomasello

Oggi giornata memorabile, 2 giugno, festa della Repubblica. Splende il sole e sono tutti al mare. Si ha la sensazione che forse non sono tanti quelli che la ricordano o che comunque vogliono spendere un solo loro pensiero per questa nostra Repubblica. Finalmente sono finite anche le elezioni e, a parte le pagine dei giornali ed i fiumi di commenti dei telegiornali, sono rimaste nell’aria parole ormai prive di significato: ”Ho vinto io” dice il centro destra; “Ho vinto io” dice il centro sinistra. Come dei dischi rotti continuiamo a sentire la stessa cantilena: Renzi che esulta; Salvini che brinda; Grillo che gioisce; Berlusconi che resuscita.IMG_0063

Ci sono, piuttosto, silenzi più pesanti, che fanno più male. I silenzi di milioni di persone che non sono andate a votare; le stesse che oggi, andando al mare, sono passate davanti agli altari della patria indifferenti, ormai senza più speranza e fiducia nel futuro; sostenitori del pensiero: “tanto non cambia niente”. E queste rappresentano ormai la maggioranza del nostro paese; il partito che potrebbe veramente governare. Mi piace, invece, pensare che possa essere il partito che tutti noi sogniamo, fatto di amore, solidarietà, legalità, onestà, meritocrazia. Purtroppo, oggi sono quelli che hanno scelto l’immobilismo.

Ma perché, mi chiedo, è tanto difficile il cambiamento? Forse perché siamo imprigionati ormai da regole che non ci consentono più di andare oltre la nostra quotidianità? Siamo legati ad un’esistenza che, piuttosto di vivere, ci basta sopravvivere. Siamo diventati delle ombre, inerti, pavidi, che per vigliaccheria non agiamo, ma sopportiamo, lamentandoci ogni tanto per mantenere le coscienze vive al ricordo dell’amore, della solidarietà, della legalità, dell’onestà e della meritocrazia.

E allora! Continuiamo a lamentarci credendo che i nostri piagnistei ci possano dare qualche opportunità concreta di cambiamento? Non siamo migliori dei nostri politici, perché anche noi diciamo sempre le stesse cose e siamo diventanti dei dischi rotti. La differenza è che loro ci comandano e noi subiamo.

Da quanto detto dovrebbe uscire fuori una soluzione, o almeno è quello che un lettore si aspetta. Più che una soluzione mi piacerebbe che ci fosse una presa di coscienza, incominciare ad essere protagonisti, ognuno di noi, con le proprie idee, con la propria cultura. festa-della-repubblicaIniziare ad essere cittadini e dare un senso alle parole che oggi inneggiamo, ma che forse non sono realmente mature dentro di noi. E’ per la mancanza di convinzione che perdiamo e perderemo sempre di più. Diventiamo coraggiosi, modelli virtuosi di una società che vuole migliorare, che deve cambiare! Basta essere ombre, basta tacere il nostro pensiero, basta non essere protagonisti. Da domani riprendiamoci di nuovo quello che ci hanno tolto e che ci ha fatto diventare schiavi del nostro immobilismo: la speranza che tutto, grazie ad ognuno di noi, può cambiare. Ed allora, buona festa della Repubblica a tutti quei cittadini che hanno dato la loro vita per costituirla e a quelli che oggi vogliono un futuro da protagonisti!

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