Archivio per maggio, 2015

palermo

Un excursus personale, un insieme di sensazioni e di emozioni che raccontano una città piena di contraddizioni, ma sempre splendida e pronta a regalare emozioni.
E’ un insieme di descrizioni letterarie di monumenti, vie cibi di strada, panorami…a firma di viaggiatori dal medioevo arabo alla contemporaneità, quelle contenute nel libro di Augusto Cavadi, dal titolo “Palermo. Guida insolita alla scoperta di una città indecifrabile” (Di Girolamo, Trapani 2014), che verrà presentato alle ore 19:00 di mercoledì 3 giugno “a Cantunera”.

Grazie alle voci recitanti di Margot Pucci e di Armando Caccamo, insieme alla voce cantante di Sara Cappello, sarà possibile rivivere l’itinerario affrontato dall’autore attraverso citazioni raffinate o perlomeno rare, intrecciate con indirizzi di gelaterie o di trattorie economiche. Una Palermo nella quale la sublime pasticceria si unisce alla Palermo bagnata dal mare, come anche alla Palermo dalle specialità culinarie capaci di muovere curiosità da tutto il mondo.

All’evento è associato una degustazione dei cibi evocati nel libro, accompagnati da del buon vino, al costo di 12 euro (20 euro per ogni coppia).

Per prenotare, chiamare al 329.5670724 (Sara Cappello) o al 389.2158948 (Gilda Sciortino).

Su Facebook: Cantunera fucina culturale.

 

L’opinione. La Grecia non uscirà dall’euro. Perché la sua uscita dalla moneta unica provocherebbe contraccolpi in tutta l’Unione europea. Al contrario, potrebbe essere arrivato il momento per mettere in discussione il rigore della Ue che fino ad oggi ha creato solo problemi.

di Angelo Forgia*

In queste ore nei giornali e nella rete si discetta della sorte della Grecia. Il capo del governo di questo Paese, Tsipras, e il Ministro dell’Economia, Yanis Varoufakis, hanno fatto sapere che non hanno alcuna intenzione di pagare la “rata” del prestito ricevuto dal Fondo monetario internazionale (Fmi). E hanno aggiunto che, con questi soldi, pagheranno gli stipendi e le pensioni al popolo greco.

In questo articolo proveremo a ragionare con pacatezza. Partendo dal presupposto che a noi la tesi che la Grecia uscirà dall’euro non ci convince affatto. Anche perché non riusciamo a capire, sul piano della logica economica e monetaria, che cosa ci guadagnerebbe l’Unione europea dell’euro lasciando la Grecia fuori dalla moneta unica (la precisazione sull’Unione europea dell’euro è indispensabile, perché ci sono dieci Paesi dell’Unione che non hanno aderito all’euro).

Purtroppo il dibattito su questo tema è viziato da un’informazione non sempre corretta. L’Unione europea e l’euro sono l’espressione di tanti Paesi del Vecchio Continente che si mettono insieme per crescere insieme all’insegna della solidarietà e dello sviluppo economico, sociale e culturale. Non è vero che la Grecia ha “truccato” i conti per entrare nell’euro. E’ vero, invece, che la Grecia è stata invitata ad entrare nell’euro. Ed è altrettanto vero che gli altri Paesi dell’Unione europea conoscevano benissimo la situazione economica greca. Così come conoscevano benissimo i conti dell’Italia.

La verità è che, da Maastricht in poi, l’Unione europea ha perso una parte dello “spirito” europeista che abbiamo conosciuto nel secolo passato, per votarsi a un rigore che sta avvantaggiando una parte dell’Unione europea e svantaggiando il Sud Europa, Grecia e Italia in testa, ma anche Spagna e Portogallo. L’errore, con molta probabilità, parte dalla Germania. Ma è un errore che è stato fatto proprio dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo, dal Partito popolare europeo e dal Partito socialista europeo. Perché prendersela solo con la Germania della signora Merkel, rimproverando ai soli tedeschi la politica del rigore, se poi queste scelte politiche vengono fatte proprie dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dalle due forze politiche che oggi governano l’Unione europea, il Ppe e il Pse?

Al contrario di quello che scrivono in tanti in queste ore, noi siamo convinti che la Grecia non uscirà dall’euro. A chi, oggi, con grande leggerezza, parla di un’Europa unita dell’euro senza la Grecia ricordiamo due cose. La prima si sostanzia in una domanda: che senso avrebbe un’Europa unita senza la Grecia, che della cultura occidentale è la culla? La seconda è che la Grecia, già lo scorso mese, non aveva i 700 milioni per pagare la “rata” del prestito al Fondo monetario internazionale. Ed è stato proprio lo stesso Fmi a pagare, in massima parte, la “rata” della Grecia con un nuovo prestito (i particolari del prestito del Fondo monetario internazionale alla Grecia pagato dallo stesso Fmi li trovate in questo articolo).

Che cosa intendiamo dire? Altre due cose. Primo: che sarà lo stesso Fmi che, con molta probabilità, interverrà in favore della Grecia. Secondo: che la linea politica tenuta da Tsipras e dal suo Ministro dell’Economia, alla fine, potrebbe rivelarsi vincente. Che senso avrebbe, infatti, lasciare senza stipendi e senza pensioni il popolo greco per pagare il debito all’Fmi? Sarebbe un atto economicamente demenziale, perché toglierebbe moneta dalla circolazione, provocherebbe guasti sociali ed economici terribili al popolo greco e ridurrebbe la domanda al consumo in Europa, aumentando disoccupazione, povertà e instabilità. E’ questo che vuole l’Unione europea?

Chi, sui giornali e sulla rete, propugna l’uscita della Grecia dall’Europa dell’euro, “castigando” gli ellenici sciuponi dovrebbe riflettere un po’ di più, perché la “punizione” alla Grecia avrebbe effetti negativi in tutta l’area dell’euro e rischierebbe di mettere in discussione la stessa tenuta della moneta unica europea. Invece di ipotizzare demenziali “vendette”, dovremmo tutti augurarci che la vicenda greca faccia riflettere di più chi, oggi, ha gestito male l’euro e la Banca centrale europea (Bce) con politiche economiche e monetarie restrittive. Chissà che la crisi greca non sia invece la volta buona per rivedere una politica del rigore che, fino ad oggi, ha soltanto minato dalle basi l’economia europea e (perché non dirlo?) della stessa Unione europea.

*L’autore di questo intervento nella vita si occupa di agricoltura. Da sempre coltiva la passione per la politica siciliana, nazionale ed europea. Oggi inizia la sua collaborazione al nostro giornale con una riflessione sulla crisi della Grecia.

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Sabato 23 Maggio, per non dimenticare, a vele spiegate nel Golfo di Mondello: questa l’idea della Regata della Legalità della Lega Navale Italiana in collaborazione con i Circoli Riuniti di Palermo e l’Associazione “Comitato Addiopizzo” abbinata alla quarta prova del 25° Campionato di Primavera della Società Canottieri di Palermo.

La competizione velica è stata molto partecipata, Military_World_Games_regattaanche nella sola forma della veleggiata, il che ha consentito una partecipazione massiccia di imbarcazioni e si respirava una reale atmosfera di legalità molto sentita. Il percorso di circa 6 miglia è partito dall’Acquasanta, con uno stacchetto, passato il quale il vento in poppa ha fatto aprire tutti gli Spi e passare così il gate obbligatorio posizionato di fronte la villa all’Addaura di Giovanni Falcone osservando simbolicamente quattro secondi di silenzio. Spingendosi verso Punta Torre Mondello, dal gran lasco si è passati alla bolina stretta con un ponente sostenuto e rafficato di circa 25 nodi che ha permesso alle barche in testa di flotta di allungarsi fino all’arrivo nella baia di Mondello.

Le barche che partecipavano in veleggiata sono partite alle ore 12 tutte insieme (vele bianche, Meteor, Azzurre), mentre la flotta iscritta in regata ha avuto una partenza differita con i compensi già calcolati a monte. Arrivate dunque in reale: prima Alvarosky, il Gran Soleil di F. Siculiana, seconda Cochina di P.G. Fabbri e terza Wireless il comet 45 di F. Denaro. Prima assoluta in reale, taglia il traguardo 50 secondi prima di Alvarosky, Regina di Nino Ciccia benché partecipante in veleggiata e dunque partita quasi 15 minuti prima.

Ad attendere l’arrivo delle imbarcazioni, alcune delle quali avevano a bordo alcuni studenti in rappresentanza delle scuole di Palermo, vi erano i rappresentanti del movimento antimafia di Palermo che hanno presentato il progetto “Addiopizzocard per investimento collettivo”, uno strumento di raccolta fondi per la riqualificazione di Piazza Magione o della Pepiniera del Parco della Favorita di Palermo. La collaborazione tra la Lega Navale Italiana Sezione Palermo Centro e Addiopizzo prevede anche l’allestimento di un punto fisso per la distribuzione di materiale informativo e delle AddiopizzoCard presso l’ufficio L.N.I. alla Cala di Palermo.

Infine, durante la premiazione, tenutasi a fine giornata, a 1-DSC_0140tutti gli armatori sono state omaggiate delle magliette di AddioPizzo e i circoli hanno utilizzato dei fondi, generalmente destinati ai trofei, per l’acquisto di 50 AddioPizzoCard per ciascun circolo da distribuire ai soci e con l’impegno di diffondere il messaggio di legalità.

Si terrà Sabato 23 Maggio, nello specchio di mare che costeggia Palermo, l’Addaura e Mondello, la Regata della Legalità, competizione abbinata alla quarta prova del 25° Campionato di Primavera organizzata dalla Società Canottieri di Palermo in collaborazione con i Circoli Riuniti di Palermo e l’Associazione “Comitato Addiopizzo”.Military_World_Games_regatta

La competizione velica è molto sentita e, pertanto, i circoli riuniti in collaborazione con Addiopizzo hanno organizzato diverse attività sociali che intratterranno piacevolmente anche le famiglie dei velisti, al termine della regata. Il percorso di circa 5/6 miglia sarà delimitato da boe costituite da galleggianti colorati e partirà dall’Acquasanta, passerà da un gate obbligatorio zona Addaura segnalato da due boe di colore Giallo e posizionate di fronte la casa di Giovanni Falcone, per poi spingersi fino a Punta Torre Mondello, con arrivo nella baia di Mondello.

Ad attendere l’arrivo delle imbarcazioni, alcune delle quali avranno a bordo alcuni studenti in rappresentanza delle scuole di Palermo, saranno i rappresentanti del movimento antimafia di Palermo che presenteranno il progetto “Addiopizzocard per investimento collettivo”, che è un nuovo strumento di raccolta fondi per un investimento collettivo per la riqualificazione di Piazza Magione o della Pepiniera della Parco della Favorita di Palermo (www.addiopizzo.org). È prevista la presenza di oltre una trentina di imbarcazioni.

La collaborazione tra la Lega Navale Italiana – Sezione Palermo Centro e Addiopizzo prevede anche l’allestimento, presso l’ufficio L.N.I. alla Cala di Palermo, di un punto fisso per la distribuzione di materiale informativo e delle AddiopizzoCard.

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Sesta edizione 2015, Aidone, 22 Maggio, ore 10,00, Museo Archeologico Regionale

Palermo 20 maggio 2015. Nino Caleca, Assessore Regionale dell’Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea : “Nell’anno in cui il mondo – attraverso una vetrina internazionale qual’è EXPO 2015 – si interroga sul valore del cibo per l’equilibrata crescita del pianeta, assumono un significato molto pregnante iniziative come “Morgantinon”, per la capacità di educare al gusto e far conoscere il potenziale nutraceutico della produzione olivicola siciliana. Elemento caratterizzante della Dieta Mediterranea, l’olio di oliva siciliano infatti, presente nelle nostre campagne con il più alto spettro di biodiversità al mondo, è oggi, con i 6 DOP riconosciuti e l’IGP Sicilia un elemento importante e fortemente caratterizzante della nostra produzione agricola. Educare al gusto insegnando ai giovani ed agli operatori del food il valore dell’olio extravergine di oliva nelle sue molteplici sfumature è un passo indispensabile verso la valorizzazione – anche commerciale – di un prodotto fino ad oggi non apprezzato nella giusta misura. L’Assessorato Regionale dell’Agricoltura anche attraverso il PSR 2014/2020 punta a proteggere il patrimonio olivicolo siciliano, valorizzare il prodotto e sostenere le aziende che avvieranno iniziative di certificazione, miglioramento qualitativo e commercializzazione dell’olio”.

Il Commissario dell’ESA, On.le Francesco Calanna: “Arriva alla sesta edizione il premio “Morgantinon”. Premio molto importante, che seleziona gli oli siciliani, è oggi reso di grande attualità da EXPO. L’Ente di Sviluppo Agricolo ritiene che debba essere non solo contenitore di eccellenza, ma anche strumento di coinvolgimento degli operatori della ristorazione: penso alla carta degli oli, che questi ultimi dovrebbero fornire unitamente a quella dei vini . A ciò si aggiunga, inoltre, il messaggio salutistico relativo alla dieta mediterranea che il premio lancia ai consumatori, in sintonia con quello di EXPO 2015 ‘nutrire il pianeta’”.

Dott.ssa Serena Schillirò, Vicesindaco ed Assessore alle Attività Produttive eolive all’ Agricoltura del Comune di Aidone :“Esprimo grande soddisfazione per l’evento e mi inorgoglisce che Aidone, ancora una volta, possa ospitare all’interno del Museo Archeologico, la fase conclusiva del prestigioso concorso regionale “Morgantinon”. Il nostro territorio deve mirare a valorizzare ed implementare le eccellenze del settore agroalimentare, che insieme al turismo, possono costituire un importante volano di un sistema di turismo-relazione integrato, che possa mirare allo sviluppo locale. Quest’anno, inoltre, il concorso si conclude in concomitanza con la fase iniziale dell’Expo 2015 di Milano, che verte sul tema “nutrire il pianeta, Energia per la vita”, in cui i nostri Acroliti Demetra e Kore, per il loro alto valore simbolico, rappresentano la Sicilia, a pochi metri da Palazzo Italia e dall’Albero della vita (Rilascio la mia dichiarazione proprio dall’Expo)”.

Dott. Andrea Scoto, Responsabile Servizio Agricoltura ex Provincia di Enna: “Il concorso, oltre a rappresentare una opportunità per la valorizzazione dell’olio prodotto in Sicilia, ha favorito negli anni lo sviluppo sinergico tra i diversi soggetti impegnati nell’organizzazione delle attività che hanno contribuito concretamente a fare crescere la consapevolezza del valore nutrizionale, salutistico,sociale ed economico legato al consumo dell’olio extravergine di oliva siciliano. In occasione dell’evento conclusivo del concorso verrà presentato l’olio prodotto dalla molitura delle olive provenienti dal campo di raccolta e conservazione della biodiversità olivicola Zagaria di Pergusa (Enna), con la finalità di promuovere il patrimonio culturale, ambientale, ed economico riconducibile alla filiera olivicola siciliana”.

Dott. Pietro Maria Di Miceli, Commissario ad acta della Camera di Commercio di Enna: “Anche quest’anno si svolge il Concorso regionale degli olii di oliva “Morgantinon”, il quale rappresenta un riconoscimento al lavoro e alla dedizione degli olivicoltori siciliani che negli ultimi anni, nonostante la perdurante crisi economica che colpisce soprattutto l’agricoltura, si sono impegnati nel miglioramento della qualità del prodotto, come-piantare-un-ulivo-secolare_44dd1c8879537a21633f6ca2d56a33c7che sempre più spesso raggiunge livelli di eccellenza. Il Concorso premia anche una formula di collaborazione tra le Istituzioni (Regione, Camera di Commercio, Provincia, Comune di Aidone), che da anni produce risultati costantemente in crescita e generale apprezzamento da parte degli operatori partecipanti.

Dichiarazione del Museo Archeologico Regionale di Aidone. La direttrice, Laura Maniscalco: “L’utilizzo dell’olio presso gli antichi era molteplice e la presenza dell’ulivo in contesti archeologici è documentata da numerosi reperti databili fin dalla preistoria. Sappiamo che i Greci utilizzarono l’olio come unguento e come combustibile per le lucerne e che già Ippocrate lo considerava un farmaco. Per i Romani era uno dei condimenti più comuni da utilizzare in cucina (abbinato spesso con l’aceto). L’adesione a questa iniziativa da parte dell’Assessorato ai Beni Culturali e dell’Identità siciliana non è quindi casuale, soprattutto perché rientra in un contesto generalizzato di sviluppo integrato del territorio, che vede protagonisti i diversi settori del contesto sociale uniti in un fine comune. Il Museo regionale di Aidone ospita numerosi reperti connessi in vario modo con l’olio. Una diretta testimonianza della produzione di olio a Morgantina nel III sec.a.C. si ricava dall’orlo di un pithos proveniente dal santuario nord di Demetra e Kore, che riporta: “IEPOΣ EΛAIEΛINOY: Sacro contenitore dell’olio dall’Elinos”. Forse il nome di una contrada del territorio di Morgantina. Anche adesso il sito di Morgantina è immerso in una natura rigogliosa caratterizzata da numerosi alberi di ulivo.

Programma e aggiornamenti  sul portale www.morgantinon.it

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Mostra permanente di eco gioielli e design in via Pizzetti. E musica con strumenti riciclati

Un atelier di moda e creatività, dove la parola d’ordine è riciclo, sarà inaugurato a Palermo, venerdì 22 maggio, alle ore 18,00, in via Ildebrando Pizzetti, 34. Aperitivo e musica dal vivo, con strumenti realizzati con materiali di riciclo, della band di percussionisti Jambo Sana. Ingresso libero. «Un salotto dove sarà possibile chiacchierare fra amiche, confrontarsi  e cercare sempre nuove  idee per un mondo più pulito», spiega l’ideatrice Nunzia Ogliormino, nota al suo pubblico come la “vigilessa riclessa”.

Nunzia Ogliormino, creatrice di Siria Eco design con la amica e musa Alda Deusanio

Nunzia Ogliormino, creatrice di Siria Eco design, con la sua amica Alda Deusanio

La Ogliormino che fa parte della Polizia municipale di Palermo, infatti, alcuni anni fa ha scoperto la passione per la manualità, dando vita a monili e gioielli realizzati con materiali di riuso. Ha fondato il marchio Siria Eco Design, e ha debuttato con una mostra che si è tenuta lo scorso febbraio a Villa Niscemi a Palermo.

Lo stesso atelier “Siria Eco Design” è arredato con materiali riciclati e avanzi di produzioni industriali, realizzati senza l’utilizzo di macchinari, «per dimostrare che si può osare, andare oltre i limiti, viaggiare con la fantasia, creare bellezza con poco − sottolinea la Ogliormino – e, nello stesso tempo, invogliare i non creativi a provarci, perché farlo dona una gioia infinita».

Rossella Palermo indossa Siria Eco Design_collana Etnica in spago e cartapesta

Rossella Palermo indossa Siria Eco Design, collana Etnica in spago e cartapesta

Tra le creazioni della “vigilessa riciclessa” ci cono: sedie realizzate con i fondi di bottiglia di plastica e l’anima di cartone utilizzata per creare le cialde per il caffè; tende con riccioli di plastica fusa, e tanti ecogioielli, collane, orecchini e pendenti, nati dalla lavorazione e colorazione di sacchetti e bottiglie di plastica, reti e tubi da giardino o medicali, tappi di sughero, cartapesta ad effetto metallo martellato e iuta. Anche le cravatte sono fatte con bottiglie di plastica e carta di giornale.

Siria è presente su Fb (“Siria-creazioni-artigianali”) e sul web all’indirizzo www.siriaecodesign.it

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di Riccardo Nencini*

Se la sinistra socialista europea fa della consuetudine la sua bussola è destinata a uno spazio marginale. Parlo dell’elettorato riformista, conteso da movimenti radicali e da forze populiste e attratto dall’astensione. L’ultimo caso in ordine di tempo è il voto inglese. Sostiene Tony Blair che i confini tradizionali tra destra e sinistra sono cambiati. Ha ragione. Si tratta della riflessione che abbiamo avviato al Congresso di Venezia e che lo scorso anno abbiamo affidato ai lavori del congresso del Pse a Roma. Confini cambiati non significa assenza di confini. Affatto. I cambiamenti profondi che tagliano le società obbligano la politica a mettersi in discussione. La rapidità dei cambiamenti dovuta alla scienza, alla tecnologia, al potere della finanza globale, alla complessità delle relazioni economiche inducono la sinistra a ripensarsi lasciando integri i tre pilastri che ancora oggi la rendono diversa dalla destra: redistribuzione della ricchezza, estensione dei diritti fondamentali e delle responsabilità civiche, allargamento degli spazi di libertà e di democrazia. In concreto.

L’Europa dei padri fondatori e di Maastricht non basta più. È zoppa. A disagio nello scenario internazionale in cui è immersa. Troppo burocratica, poco coesa nelle scelte di politica estera e di politica fiscale, troppo squilibrata a vantaggio del fronte settentrionale, carente di emozioni. O c’è un nuovo patto fondativo che rilanci le ragioni di una storia plurisecolare nel secolo nascente e ne faccia un soggetto competitivo nel mondo o in un paio di generazioni diventeremo come la Confederazione degli stati tedeschi prima di Bismarck. Senza futuro. Un peso piuma nella categoria massimi.

Emigrazione e migrazioni hanno significati diversi. Le migrazioni del nostro tempo non sono in nulla uguali all’emigrazione del novecento. Prima ci si spostava in cerca di lavoro e ci si integrava nelle comunità di approdo. Oggi chi arriva aggiunge il proprio disagio ad una diffusa disintegrazione sociale. Il Mediterraneo è frontiera europea. Ne discendono due effetti. Ogni nazione dell’Unione deve fare la sua parte verso i profughi. Chi vive tra di noi deve rispettare le leggi, godere dei diritti fondamentali, condividere i principi di libertà e di democrazia. La meta è il multiculturalismo attivo non la difesa di costumi lesivi di valori fondanti: nessun tribunale della sharia, nessuna infibulazione imposta alle bambine, nessun obbligo matrimoniale per la donna, piena parità tra i generi. Insomma, libertà, condivisione, responsabilità. Se entro in una moschea mi tolgo le scarpe. Se vivi nel nostro Stato adotti il nostro canone, figlio di conquiste civili lunghe almeno tre secoli.

La democrazia rappresentativa si è avvalsa in Italia soprattutto del ruolo decisivo dei partiti. La prima è fragile, i secondi sono scomparsi e la società di mezzo è in crisi. Servirebbe un’imponente spinta riformatrice, né più né meno di quanto avvenne all’indomani del secondo conflitto mondiale. Respinta l’ipotesi di un’Assemblea Costituente, alcune priorità’ in ordine sparso: “dibattito pubblico” quando si discute di grandi opere; regolamentazione dei gruppi di pressione; accorpamento dei piccoli comuni; sfoltimento degli enti intermedi, oggi almeno il doppio dei vizi capitali; un bilanciamento piu’ armonioso tra i poteri dello Stato; sostegno alle fondazioni che educano alla politica. Misure, tutte, indispensabili per riconciliare i cittadini con il Palazzo.

In ultimo, lo stato sociale. Ripensarlo. Rifondarlo. Sostenendo chi è nella condizione del bisogno e chi ha merito, ma non ha ne’ l’opportunità ne’ le condizioni sociali per emergere. Tutto a tutti non è giusto ne’ piu’ possibile.

La nostalgia è un pessimo sentimento. Ottunde i cinque sensi. Se la sinistra confida nella nostalgia, si preclude la capacità di specchiarsi nel futuro. Deve essere strabica. Un occhio qui, l’altro oltre i confini quotidiani. Meglio, dunque, l’ambizione dei pionieri. Eretici per non morire nel passato.

*Segretario Psi, Senatore e Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

di Giulio Ambrosetti

Renzi è un demagogo da quattro soldi. Davanti a una sentenza della Corte Costituzionale, invece di applicarla subito, temporeggia. Dice che pagherà una parte del mal tolto (leggere i soldi che Monti ha tolto abusivamente ai pensionati) ad agosto, e solo a una parte dei pensionati.583129FC-D198-11 Di fatto, il capo del governo sta oltraggiando il pronunciamento di un organo di rilevanza costituzionale (leggere la Corte Costituzionale), riscrivendo unilateralmente le regole del gioco.

Questa non è democrazia, ma dispotismo. Nell’Italia repubblicana, prima di lui, solo Monti (regalo di Napolitano) ha travolto la Costituzione. Dovrebbe intervenire il Parlamento. Ma è fatto di “nominati”, in buona parte al soldo dello stesso Renzi. Quello che sta succedendo è incredibile. Di fatto, l’unico potere che si sta opponendo alla prepotenza di un Presidente del Consiglio che si rifiuta di applicare una sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni sono la magistratura e la Consulta.

I parlamentari e i dirigenti del Pd si dovrebbero vergognare! Tra l’altro, la restituzione dei soldi ad agosto potrebbe essere una presa in giro, perché l’Unione europea pretende, entro dicembre, una manovra correttiva che oscilla da 16 a 25 miliardi di euro. Tutte nuove tasse che dovranno pagare gli italiani. Renzi vuole prendere in giro 4 milioni di pensionati, per poi fregarli dopo il voto delle elezioni amministrative. Gli italiani hanno un mezzo per impedirglielo: non votare Pd.

di Roberto Ciccarelli

Alfredo D’Attorre, Fassina sostiene che senza cambi radicali al Ddl scuola uscirà dal Pd. Lei?

Siamo impegnati in questa battaglia politica e parlamentare. Credo sia giusto aspettarne l’esito sia per la rilevanza di merito, sia per il significato che ha sul futuro politico del Pd. Il problema non è quello che decide Civati, Fassina, io o altri. Il vero problema è la diaspora silenziosa di un mondo vasto di sinistra e di tessuto diffuso di militanza che non si riconosce più in questo partito. Questi abbandoni fanno meno rumore sui giornali, ma costituiscono il dato politico più grave sul quale ci si dovrebbe interrogare.

Al Senato le minoranze Pd voteranno contro il governo, anche se ci sarà la fiducia?

Francamente non lo so. Siamo agli inizi dell’iter parlamentare. Per quanto mi riguarda, senza correzioni profonde sulla chiamata dei docenti da parte del preside e sui suoi poteri, sulle modalità delle assunzioni dei docenti precari e sul finanziamento alle scuole da parte dei privati, non credo che potrà esserci il mio voto favorevole.

Lei è anche un ricercatore universitario. Qual è il suo giudizio sulla riforma della scuola voluta dal Pd di Renzi?

Mi pare la traduzione nella scuola della sua posizione sull’università. Renzi ha dichirato che non è solo normale, ma perfino giusto, che ci siano università di serie A e di serie B. Si vuole aprire una competizione tra gli istituti sulla capacità di raccogliere fondi privati, di attrarre gli studenti delle famiglie benestanti e quindi il 5 per mille dei loro genitori, di reclutare i docenti più bravi. È un modello che amplifica le disuguaglianze e scardina una sistema nazionale di formazione su base universalistica, in cui l’autonomia dei singoli istituti deve servire a raggiungere obiettivi condivisi.

Quale modello si vuole invece creare?

La competizione tra istituti e l’apertura al privato nascono da due idee di fondo: in primo luogo, la verticalizzazione del potere, per la quale c’è un capo che decide per tutti in una comunità, sia essa un’azienda, una scuola, un partito o la Rai, con la convinzione che le cose «così funzionano meglio». In secondo luogo, si amplia il dato delle diseguaglianze tra scuole, università o studenti sulla base del reddito delle famiglie, attraverso una subdola retorica del merito. Così il merito non è più il modo con il quale viene data la possibilità a chi è privo di mezzi di avere una formazione di qualità. Diventa l’artificio retorico per legittimare e ampliare le diseguaglianze disegnate dalle condizioni economiche familiari di partenza.

Come ci si sente in un partito che intende realizzare questa idea di società?

Il mio disagio è molto profondo. Stiamo toccando i fondamenti di una visione della società ispirata all’uguaglianza, alla partecipazione, al lavoro. Ciò che in questi mesi il governo ha fatto su questi temi è difficilmente compatibile con le idee di fondo con cui tanti di noi sono arrivati all’impegno politico. Nelle prossime settimane dovremo capire se il progetto di una sinistra popolare e di governo, non subalterna come talvolta è stato nell’ultimo ventennio, possa vivere nel Pd o debba trovare altre strade. Finché vedrò uno spiraglio, continuerò a battermi nel Pd. È evidente però che un partito è, e deve restare, uno strumento al servizio di alcuni principi e non può mai essere sovraordinato ad essi.

Il Manifesto