25 aprile: la Costituzione italiana sconfitta dall’euro (e dalla loggia P2)

Pubblicato: 25 aprile 2015 in Politica
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di Giulio Ambrosetti

Oggi, in Italia, è giorno di retorica: ed è in giornate come questa che il nostro Paese da il “meglio di sé”. Ci riempiranno la testa di libertà, di democrazia, di Repubblica italiana nata dalla Resistenza e bla bla bla. Chissà se qualcuno tra i tanti Soloni italici avrà il coraggio di dire come stanno, in realtà, le cose: e cioè che l’unica libertà rimasta ancora in piedi in Italia − e non sappiamo fino a quando − è quella della rete internet. E che quasi tutte le altre libertà − a cominciare dalla democrazia parlamentare − sono andate a farsi benedire.

crisi-economica-3Certe volte la storia, nel suo incedere, si prende gioco dei furbi (da distinguere nettamente dalle persone intelligenti). E i furbi – sempre per restare in tema di democrazia parlamentare – sono Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. I due, ignorando un pronunciamento della Corte Costituzionale che ha cassato la legge elettorale nota come Porcellum, stanno per convincere il Parlamento del nostro Paese ad approvare una nuova legge elettorale – già battezzata Italicum – che ricalca, in parte addirittura peggiorandolo, il Porcellum. Proprio nei giorni in cui “festeggiamo” la Liberazione, Renzi, nel nome di una democrazia nota solo a lui e ai suoi “giannizzeri”, ha sostituito nella commissione parlamentare i parlamentari riottosi, mettendoci i suoi sodali. Il messaggio è chiaro: l’Italicum deve passare in barba alla Corte Costituzionale e alla democrazia.

Oggi Renzi andrà in tutte le tv − con in testa quelle di Berlusconi − per celebrare un 25 aprile che, di fatto, sta calpestando, imponendo agli italiani una legge elettorale truffaldina e antidemocratica come il governo che presiede. In questa storia − al netto delle parole che pronuncerà oggi − ci piacerà osservare come si comporterà il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Che farà, Presidente Mattarella, quando le Camere “addomesticate” le presenteranno da come-distinguere-il-pignoramento-del-quinto-dello-stipendio-dalla-cessione-del-quinto_1d243934bf45b05fcf09a6a02632970dfirmare la legge sull’Italicum? Apporrà la sua firma o la rimanderà indietro alle Camere? Coraggio Presidente Mattarella, si ricordi che lei ha fatto parte della Corte Costituzionale che ha “bocciato” il Porcellum. Sia conseguente: sfoderi la pacifica, ma determinata, grinta di Fra Cristoforo e mandi a quel paese l’Italicum e i don Rodrighi di Palazzo Chigi e i tanti don Abbondi che le consigliano di attenersi alle “volontà” del Parlamento.  Coraggio, non la dia vinta ai Bravi dei Don Rodrighi!

Ma il 25 aprile, quest’anno, non coincide soltanto con il tentativo di calpestare il pronunciamento della Corte Costituzionale in materia di legge elettorale. Anche se pochi se ne occupano, questo è l’anno in cui assistiamo all’effetto combinato di Fiscal Compact e Two Pack. Il primo − il Fiscal Compact − è un trattato internazionale demenziale, in forza del quale il nostro Paese paga circa 50 miliardi all’anno all’Unione europea per tenere i “conti in ordine”: da qui la povertà del nostro Paese. Il secondo – il Two Pack – è un altro trattato internazionale, in base al quale il Parlamento del nostro Paese ha ceduto all’Unione europea dell’euro la sovranità sul Bilancio dello Stato. Di questi due trattati − che hanno vulnerato la Costituzione italiana del 1948 − dobbiamo dire grazie al governo Monti, al Parlamento della passata legislatura (eletto con il Porcellum), all’ex Presidente della Repubblica, l’europeista Giorgio Napolitano, e all’Unione europea dell’euro che ce li ha imposti.

Attenzione: se l’Italia avesse voluto, non avrebbe aderito all’euro e, di conseguenza, al Fiscal Compact e al Two Pack. Invece ha aderito, cedendo ad un’Unione europea di imbroglioni e massoni (nell’Unione europea queste due “categorie dello spirito” coincidono) sia la sovranità monetaria (euro), sia la sovranità sui conti dello Stato (Fiscal Compact e Two Pack).

Per capire il perché l’Italia ha ceduto una buona parte della propria sovranità ad un’Unione europea controllata, di fatto, dalla Germania, dobbiamo fare un ampio passo indietro e tornare agli anni della loggia P2 di Licio Gelli. Quando esplode lo scandalo della loggia P2 − una loggia segreta o “coperta”, che faceva capo alla Massoneria di Palazzo Giustiniani (Rito Scozzese antico ed accettato) −, in questa consorteria si ritrovano personaggi altolocati dello Stato: Ministri, leader di partiti politici, magistrati (c’era l’allora vice presidente del Csm!), medici, professionisti e persino alti prelati di Santa Madre Chiesa.

Licio Gelli, da allora ad oggi (è ancora vivo), non ha mai perso il suo sorriso. Perché sapeva chi aveva dietro di sé. Che non erano solo i potenti italiani (che alla fine contavano poco), ma i massoni europei. La storia ha dato ragione a Gelli. L’inchiesta penale sulla loggia P2 si è conclusa con un nulla di fatto. Agli atti restano i documenti prodotti dalla commissione parlamentare sulla loggia P2. A presiedere questa commissione venne chiamata Tina Anselmi. La sua nomina non fu casuale. Perché Tina Anselmi era stata una partigiana. E chi la volle, con molta probabilità, sapeva che dietro la consorteria massonica, che si era infiltrata in tutte le istituzioni italiane, c’erano gli stessi personaggi che lavoravano per la “Grande Unione europea”. Già allora era chiaro il disegno antidemocratico. Anche se la politica italiana dell’epoca s’illudeva di avere bloccato la P2.

Oggi la “Grande Unione europea” è una realtà. Parliamo dell’Unione europea dell’euro, della quale l’Italia fa parte. Convincere l’Italia ad entrare nella “trappola” dell’euro non è stato facile. I Tedeschi − che sono i veri gestori della moneta unica europea − hanno dovuto organizzare la stagione di Tangentopoli per fare fuori la classe dirigente che, alla fine degli anni ’70 e nei primi anni ’80, si era opposta alla P2 di Gelli. Fatta fuori la vecchia classe dirigente della cosiddetta Prima Repubblica − che aveva tante pecche, ma che non avrebbe mai infilato l’Italia nel tunnel dell’euro −, al governo dell’Italia sono rimasti, di fatto, anche tanti piduisti (non bisogna dimenticare che Berlusconi era affiliato alla loggia P2). Da qui, negli anni ’90, l’adesione dell’Italia all’euro. Sotto questo profilo, Tangentopoli è stata un’operazione perfettamente riuscita.

La storia è sempre maestra di vita. Ricordiamoci che Bettino Craxi, da Hammamet, in tempi non sospetti, affermava che la moneta unica avrebbe impoverito il sud Europa: il dramma della Grecia e l’Italia, con quasi 10 milioni di poveri e con le proprie grandi industrie vendute all’estero, ne sono una drammatica testimonianza. Craxi aveva ragione. Anche un’altra grande leader europea degli anni ’80 − Margaret Thatcher − era convinta che l’euro avrebbe portato povertà e disperazione. E non è un caso se l’Inghilterra (in verità assieme ad altri otto Paesi dell’Unione europea) non ha aderito all’euro. Anche la signora Thatcher aveva ragione.

Cosa vogliamo dire con questo? Che quel grande imbroglio massonico della moneta unica europea è la diretta conseguenza di quel filone massonico che in Italia, anticipando gli eventi, si chiamava, per l’appunto, loggia P2. Se avete la pazienza di andarvi a rileggere, tra i documenti della commissione parlamentare sulla loggia P2, i “programmi” di “rinascita” dell’Italia, ebbene, scoprirete parallelismi impressionanti tra alcuni scritti di allora e l’Unione europea dell’euro di oggi. Potenza della massoneria finanziaria!

Al di là di quello che ci diranno oggi con il diluvio di retorica, dobbiamo prendere atto che l’Italia della Resistenza ed i valori della Costituzione italiana del 1948 sono stati sconfitti. Altro che 25 aprile! Così come l’Italia, di fatto, è uscita sconfitta nella battaglia contro la P2. Il risultato è l’adesione del nostro Paese ad un’Unione europea non democratica. Ricordiamoci che la Commissione europea − che è l’esecutivo dell’Unione − non risponde al Parlamento europeo, ma alle consorterie massoniche e finanziarie. La stessa Chiesa cattolica oggi tace, ricattata con la storia dell’Imu.

Chiosa finale. Finora abbiamo sempre creduto che certi europeisti italiani erano persone serie. Il riferimento è − tanto per citare due nomi − ad Altiero Spinelli e Gaetano Martino. Ebbene, il ruolo di questi personaggi andrebbe approfondito, per capire se anche loro − come del resto Robert Schuman − sono riconducibili all’attuale Unione europea di massoni, o se esiste una cesura che separa i primi europeisti dai “briganti” e massoni che oggi controllano l’Europa dell’euro per conto di una Germania sempre più filiazione del “Secolo breve”…

P.S. 

Dimenticavo: oggi, 25 aprile, ricordiamo la lotta della Resistenza italiana contro i tedeschi. Solo che oggi lo facciamo con lo spread tedesco sul collo… Ci sarà qualcuno che farà notare anche tale anomalia?

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