«Agriturismo, chance concreta per i giovani»

Pubblicato: 21 marzo 2015 in Agricoltura
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L’intervista. Ci sono spazi pure per operatori da impiegare nei mercatini di prodotti agricoli o esperti contabili

di Aurora Fiorenza

«La terra siciliana ha molte opportunità lavorative da offrire ai giovani». Parola del segretario regionale dei giovani imprenditori della Confederazione italiana agricoltori (Cia), Angelo Forgia, che ieri mattina è stato ospite alla trasmissione Ditelo a Rgs e ha sottolineato le possibilità di impiego in un settore come quello agricolo.

Quali sono le figure professionali che le aziende agricole richiedono oggi in Sicilia?

«C’è molto lavoro nell’ambito della campagna. Le aziende cercano 10325372_10204140788946398_5829905810390208713_ncollaboratori per agriturismi, per i mercatini degli agricoltori che facciamo nelle varie città siciliane, operatori per i servizi fiscali e di patronato, soprattutto come assistenza agli anziani. Ma in particolare cerchiamo chi ha voglia di scommettere sulla terra: siamo a caccia di nuovi imprenditori agricoli. Ed è proprio su questo che si basa il Piano di sviluppo rurale, che partirà nei prossimi sei anni. L’obiettivo è far insediare nel mondo del lavoro il maggior numero di aziende che operano in questo settore. Settore che per fortuna ha tanto da offrire».

Quali sono le città siciliane che offrono maggiore spazio a chi ha voglia di fare nuova impresa agricola?

«In realtà un po’ tutte. Il motivo? Nelle città c’è un risveglio poiché la crisi ha impoverito le famiglie e, quindi, oggi il ritorno alla terra è forte. Il territorio siciliano è ottimo per essere coltivato. Noi abbiamo molte occasioni all’interno delle nostre aziende, nei nostri patronati, nei nostri centri fiscali. Su questo vogliamo puntare: sui giovani che credono nella terra e nel benessere. Le superfici terrene ci sono, spesso vengono abbandonate o trasformate in insediamenti. Invece, noi vogliamo che la campagna rimanga tale e torni a essere protetta e produttiva. Dalle nostre terre  siciliane devono venire alla luce prodotti salutari, biologici, non inquinanti. Tutta merce che già adesso viene venduta, durante la settimana  e in particolare nel week-end, all’interno dei mercati del contadino. Ed è proprio in questi mercati che mettiamo in contatto diretto il produttore con il consumatore. Oggi chi consuma è molto più attento rispetto al passato e cerca la qualità in un mondo fatto di globalizzazione che spesso mira, invece, alla qualità».

Voi siete tra i partner del progetto europeo Garanzia Giovani. Che tipo di opportunità state mettendo a disposizione per i ragazzi siciliani?

«Abbiamo aperto tutte le nostre aziende ai giovani. In primis gli agriturismi che sono dei luoghi dove spesso le nuove generazioni non vanno e, quindi, non conoscono. Allora cerchiamo di avvicinarli alla campagna, facendogli  fare dei giri  e toccando con mano la terra. Ma non solo. Li facciamo incontrare anche con gli animali che vivono in agriturismo. Un rapporto, quello tra i ragazzi  e gli animali, che spesso nei centri  urbani non si crea. Vivere nelle metropoli significa anche stare lontani dalla realtà verde, fatta principalmente di sola natura e bellezza. Ecco, con questi tirocini, con queste esperienze lavorative rivolte ai ragazzi  vogliamo portare la città in campagna. Il lavoro nel campo dell’agricoltura esiste, mancano purtroppo le specializzazioni. Servirebbe una politica che indirizzi i giovani a queste opportunità reali. Quindi, bisogna guidare i ragazzi verso i mondi in cui ancora c’è spazio per costruire un futuro. Le nuove generazioni non vanno demoralizzate. Noi abbiamo occasioni lavorative da offrire, con il nuovo piano di sviluppo rurale abbiamo la possibilità di far nascere nuovi imprenditori agricoli. Però, spesso ci troviamo davanti a un burocrazia che ci ostacola, che non facilita le occasioni che rivolgiamo ai giovani. Basta pensare che in Sicilia ci sono delle proprietà terriere della Regione e dell’ente di Sviluppo Agricolo, potenzialmente coltivabili che potrebbero essere utilizzate, messe a disposizione di chi ha intenzione di fare azienda con la terra. Ma che purtroppo sono inutilizzate. Così, quando chiediamo di poter avviare, proprio in questi appezzamenti, un’impresa agricola giovane e fresca, scopriamo sempre che per ottenere quei terreni bisogna passare da mille permessi e superare altrettanti vincoli».

Questa difficoltà e questa pesantezza burocratica che affrontate quotidianamente, l’avete sottoposta all’attenzione dell’amministrazione regionale?

«Si. Tanto che proprio all’assessore regionale all’Agricoltura, Nino Caleca, qualche settimana fa durante un incontro, abbiamo chiesto di dare il capitale terra ai giovani, affinché questi possano connettersi, insediarsi e fare impresa sana. Solo questo chiediamo: tempi certi. Con tutta sincerità devo dire che sono davvero moltissimi i giovani che vogliono tornare alle radici. I ragazzi siciliani vogliono creare delle imprese agricole legate al biologico, alla salute, al pulito. Lo scopo di queste aziende che vogliono nascere e svilupparsi è di puntare sulla qualità. L’entusiasmo e le idee dei giovani non mancano. Anzi, spesso partono euforici, ma poi si demoralizzano quando vogliono trasformare in concretezza ciò che avevano pianificato sulla carta. Purtroppo davanti a loro non trovano delle modalità semplici per poter mettere in piedi un’azienda. Quindi, noi abbiamo un obbligo morale, che è quello di accompagnarli nel loro sogno e non ci stancheremo mai di farlo».

Giornale di Sicilia 

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