D’Attorre (PD): Renzi cadrà con l’euro

Pubblicato: 16 marzo 2015 da Sicilia più in Politica
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di Pietro Vernizzi (ilsussidiario.net)

“Sono d’accordo con Landini quando afferma che il tema non è la realizzazione a tavolino di un nuovo soggetto politico. Mentre può essere interessante costruire su temi concreti battaglie comuni per correggere la rotta del governo. Si tratta di battaglie che possono unire aree politiche rappresentate in Parlamento, soggetti sindacali, settori della società civile. Il tema fondamentale per me è contrastare e correggere una linea del governo che in questo momento appare di subalternità all’ortodossia europea e a una politica economica imposta da Bruxelles”. 

Dopo avere fatto dichiarazioni molto forti contro la Troika, Tsipras è tornato nei ranghi. Per Renzi il rispetto dell’ortodossia europea è un percorso obbligato? 

“La pressione esercitata sulla Grecia da parte della Germania, con la sostanziale accondiscendenza dello stesso governo italiano, è un fatto molto grave che induce a riflettere in termini molto rigorosi sulla compatibilità tra l’attuale assetto dell’euro e la democrazia. Se un governo che riceve un mandato popolare su un programma ben preciso è costretto dalle istituzioni UE a rinunciare a una parte fondamentale di quello stesso programma, siamo di fronte non soltanto a un fatto economico, ma anche a un enorme problema di democrazia e di sovranità popolare. Su questo preoccupa il silenzio di Renzi e di buona parte dei socialisti europei”.

Perché lo ritiene preoccupante? 

“La difesa del tema della democrazia e della sovranità popolare è un fatto fondamentale. Gli spazi di autonomia decisionale devono, inoltre, essere riconosciuti ai singoli Stati. Se la sinistra abbandonerà questo tema, il rischio è che sia travolta non soltanto dal crollo dell’unione monetaria, ma anche da un’ondata di destra regressiva e xenofoba che gestirà una fase di rinazionalizzazione delle politiche a livello europeo”.

In che modo farete valere il vostro peso sui temi che ritenete più importanti? 

“Ci sono passaggi che dovranno ancora essere consumati in Parlamento. Ci sarà, inoltre, uno spazio di proposta e di mobilitazione che va fatto vivere nel Paese. Bisognerà praticare entrambi per provare a correggere la linea di politica economica del governo. Come sinistra PD, nel mese di marzo, terremo inoltre una convention aperta per indicare le nostre idee e priorità. Priorità che vogliamo innanzitutto portare in una discussione dentro al PD”.

Che cosa farete infine per quanto riguarda l’Italicum? 

“Ci sono tre punti su cui intervenire: la riduzione del numero di deputati nominati; la possibilità di apparentamenti tra liste al secondo turno di ballottaggio; il collegamento tra l’entrata in vigore della legge elettorale e quella della riforma costituzionale. Questo collegamento è necessario, in quanto il meccanismo del ballottaggio può funzionare soltanto in un sistema in cui a votare la fiducia al governo sia una sola camera”.

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