Lo sfascio della sanità siciliana e le responsabilità di Beatrice Lorenzin e Lucia Borsellino 

Pubblicato: 14 marzo 2015 in Attualità
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di Giulio Ambrosetti

Com’era prevedibile, dopo i morti e le polemiche, il silenzio è calato inesorabile sulla sanità siciliana. Eppure si dovrebbe parlare di questo settore che, al pari dei rifiuti e dell’acqua, è amministrato in un modo che definire approssimativo è poco. Nello sfascio che oggi domina ampi settori del servizio sanitario pubblico della Sicilia ci sono precise e rintracciabili responsabilità che, però, non vengono fuori. Responsabilità della politica nazionale e regionale, del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e dell’Assessore regionale, Lucia Borsellino.

Di queste responsabilità non si parla. luciaborsellinoAnzi,tutt’e due le signore continuano a ‘sgovernare’ la sanità, facendo finta che i problemi degli ospedali dell’Isola siano dovuti a carenze mediche, quando, invece, sono i medici, gli infermieri e, in generale, il personale sanitario a pagare lo scotto di insufficienze strutturali e delle proprie inadeguatezze. Oggi il Ministro scopre che in Italia, tra i medici pubblici, c’è troppa “medicina difensiva” che, a suo dire, va combattuta, non abbiamo capito come.

Ricordiamo che per “medicina difensiva” s’intende un atteggiamento un po’ difensivo dei medici pubblici che, lavorando ogni giorno in un settore difficilissimo e in condizioni sempre più difficili (carenza di posti letto, turni massacranti a causa della riduzione del personale, per non parlare della carenza – talvolta – di presidi medici!), appena commettono qualche errore, anche il più lieve, vengono fatti oggetto di cause civili. Per essere precisi, esistono ormai delle vere e proprie organizzazioni – promuoventi la propria attività anche nelle radio – che incitano i cittadini a rivolgersi alla Giustizia contro la malasanità, vera o presunta.

Certo, i casi di malasanità esistono. Ma un conto è rivolgersi alla Giustizia per la morte di un congiunto dove è stato accertato l’errore medico, altra e ben diversa cosa è eccedere nelle cause civili contro i medici pubblici. Cosa fa il Ministro davanti a un tema così delicato? Invece di sollecitare una nuova legge per fare chiarezza e mettere, quindi, dei paletti alla proliferazione indiscriminata di cause civili (con relative richieste di risarcimenti), si propone di punire i medici pubblici che, a suo dire, esagererebbero con la richiesta di analisi cliniche.

Come i nostri lettori hanno capito, stiamo parlando del governo di Matteo Renzi, forse il peggiore esecutivo della storia della Repubblica italiana che, dopo aver penalizzato i lavoratori (Jobs act), la scuola (l’ultima folle legge che finirà di distruggere questo settore), l’agricoltura (la porcata dell’Imu agricola), dopo aver aumentato la pressione fiscale e fatto crescere ancora il debito pubblico (chissà perché nessuno scrive che dal governo Monti ad oggi il debito pubblico italiano è cresciuto al ritmo di quasi 80-100 miliardi di euro all’anno, se è vero che siamo passati da un debito pubblico di circa mille e 900 miliardi di euro del 2011 al debito pubblico odierno che “viaggia” sui 2 mila e 200 miliardi circa), si appresta, adesso a penalizzare i medici pubblici. Come? Con molta probabilità, costringendoli, pena ammende pecuniarie, a effettuare meno analisi cliniche e radiologiche.

Un provvedimento del genere è sbagliato e pericoloso, in quanto si mettono i medici pubblici tra due fuochi: da una parte i cittadini pronti a fare causa in caso di medici_ospedaleeventuali errori; dall’altra, il governo che farebbe pagare ai medici pubblici il ricorso ad analisi cliniche o radiologiche definite “inutili”. Ma chi stabilisce che un’analisi clinica o radiologica è “inutile”? Per definizione, un medico di Pronto Soccorso chiede una consulenza o degli accertamenti radiologici oppure, ancora, delle analisi cliniche anche per escludere la presenza di eventuali patologie. Mettiamo altre linea-guida per multare meglio un medico quando, per caso, una qualche analisi risulta negativa? Ciò significa che le linee-guida del Ministro Lorenzin sostituiranno la “scienza e la coscienza” del medico? E che davanti alla Giustizia andranno le linee-guida al posto delle persone? Siamo alla follia!

Questo non significa che non ci sono esami che si potrebbero evitare. Significa soltanto che, nell’ambito della ragionevolezza, il medico deve essere cosciente di dimettere un paziente con una giusta diagnosi ed una corretta terapia. Spetta, semmai, al Legislatore riflettere su come evitare eventuali speculazioni economiche da parte delle assicurazioni e di altri soggetti nei confronti della classe medica, come già si sta facendo negli Stati Uniti. Il Ministro Lorenzin Beatrice Lorenzinsta solo peggiorando il rapporto medico-paziente, già conflittuale. Quando questa conflittualità verrà spenta, si ripristinerà il giusto rapporto medico-paziente e scomparirà la “medicina difensiva”.

Il Ministro Lorenzin, che sulla Sicilia parla spesso a vanvera, è anche responsabile, insieme con i suoi predecessori, della mancanza di posti letto negli ospedali siciliani. Oggi, nei Pronto Soccorso dell’Isola i medici non sanno dove ricoverare i pazienti, perché i posti letto sono pochi. Ci sono Pronto Soccorso che ormai sono costretti ad assistere malati che dovrebbero essere dirottati nei reparti degli ospedali, perché non ci sono posti letto. Da qui il caos e, spesso, la violenza contro medici ed infermieri da parte di cittadini stanchi di aspettare sette, otto, dieci ore nei Pronto Soccorso.

In questi casi – sempre più frequenti nei Pronto Soccorso della Sicilia – i cittadini se la prendono con i medici, non sapendo che i medici sono pochi e, inoltre, costretti ad occuparsi di molti malati, che spesso non riescono a ricoverare per mancanza di posti letto.

Cosa propone il Ministro alla Sicilia davanti a questo disastro? Ridurre ulteriormente i posti letto! Tesi sciagurata che, per fortuna, anche se con notevole ritardo, perfino la signora Lucia Borsellino − bontà sua − comincia  contestare (era ora!). Detto questo, a noi l’Assessore Borsellino, con rispetto parlando, non ci sembra né un “tecnico” di questo settore (tecnico era l’ex assessore Roberto Lagalla, al quale la Sicilia deve il Piano di rientro dal deficit, non la signora Borsellino), né un bravo Assessore. Sorvoliamo sulla vicenda Humanitas, che è già penosa per le responsabilità dell’Assessore Borsellino e del governo regionale tutto, e soffermiamoci sulla vicenda di Nicole, la bimba che, non appena nata, è morta – così ci hanno detto – nel trasporto da Catania a Ragusa.

In tanti si sono stracciati le vesti, perché i medici degli ospedali pubblici di Catania hanno detto che non erano disponibili posti letto. Ma sarebbe interessante chiedersi se a Catania, quando è morta la piccola Nicole, era disponibile il Servizio di Trasporto d’Emergenza Neonatale (STEN), indispensabile per trasportare i neonati da un presidio sanitario all’altro. A noi risulta che avrebbe dovuto essere attivo dal 2012 e che quella sera non lo era. Sanno qualcosa, di questa storia, il Ministro Lorenzin e l’Assessore Borsellino? A noi risulta che tale servizio funzionava e funziona a Palermo, Trapani e Messina, ma non funzionava, quella sera, a Catania, Siracusa e Ragusa.

Funzionava, sempre quella sera, il Servizio di Trasporto ed Assistenza Materna (STAM)?

Sono domande alle quali dovrebbero rispondere il Ministro Lorenzin e l’Assessore Borsellino.

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