Forza Italia: il tradimento di Berlusconi e la ‘calata’ di Fitto in Sicilia

Pubblicato: 7 marzo 2015 da Sicilia più in Politica
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di Giulio Ambrosetti

Domani Raffaele Fitto sarà a Palermo per presentare, di fatto, la sua idea di centrodestra alternativa a quella di Silvio Berlusconi. Ufficialmente, Fitto è ancora dentro Forza Italia. Ma è ormai chiaro che la rottura con l’ex Cavaliere è nelle cose. E non è certo per caso che il grande dissidente azzurro abbia scelto la Sicilia: è nell’Isola che il centrodestra è sempre stato ed è ancora forte; è in Sicilia che un’alternativa a Berlusconi può trovare salde radici per una serie di motivi che ora proveremo a illustrare.

2015012281258-FittoPrima, però, va fatta una premessa sulla crisi del berlusconismo che ha radici a Milano, a Roma e, per certi versi, in Germania. Ricordiamo che, nel 2012, Berlusconi rischiava tantissimo sul piano giudiziario. Poi tutto è finito nella più classica delle bolle di sapone. Certo, ha dovuto lasciare il Parlamento in seguito a una condanna tutto sommato lieve, rispetto a tutto quello che ha combinato. E gli hanno dato anche la possibilità di continuare a fare politica. Perché? Qui potrebbe essere entrata in scena la Germania. Proviamo a raccontare il perché.

È fuor di dubbio che il governo di Matteo Renzi prenda ordini dalla Merkel. Non tanto e non soltanto perché la rete è piena di scritti e vignette che ritraggono l’attuale Presidente del Consiglio del nostro Paese accanto alla Cancelliera tedesca, quanto perché alcuni provvedimenti voluti dal governo, e che dovrebbero essere approvati da Camera e Senato, sembrano dettati dagli interessi della Germania (il Jobs Act, per esempio, che consentirà di licenziare i lavoratori senza tante storie). È chiaro che servirà a chi rileverà le imprese italiane o a chi verrà a fare impresa in Italia. E tra questi c’è la Germania (ma non soltanto).

Nel 2012 a Berlusconi è stato consentito di partecipare e gestire le elezioni politiche, nonché di raccogliere il 30 per cento circa di voti del centrodestra. Perché gli è stato concessa questa possibilità? Per organizzare un’opposizione al governo di centrosinistra? Non esattamente. Perché, se ci fate caso, fino ad oggi il centrodestra di Berlusconi, dentro e fuori dal Parlamento, ha puntellato il governo Renzi. Di fatto, l’ex Cavaliere utilizza i voti dell’elettorato del centrodestra per aiutare un governo di centrosinistra.

Il “gioco” sembra essersi interrotto con l’elezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica. Berlusconi si è adirato, ha detto che si è sentito tradito e bla bla. Ma questa potrebbe essere una sceneggiata. Se, come si presume, in Parlamento Berlusconi sosterrà il Jobs Act e altri provvedimenti del governo Renzi, si avrà la dimostrazione che Berlusconi non ha mai rotto con Renzi, del quale, anzi, condivide quasi tutte le scelte politiche, che, in buona parte, non sono affatto di sinistra, ma di centrodestra.

Perché Berlusconi sta appoggiando il governo Renzi? La risposta è facile: perché, da due anni a questa parte, l’ex Cavaliere sta utilizzando l’elettorato di centrodestra per tutelare le proprie aziende e non certo per costruire un’alternativa al governo Renzi. In pratica, Berlusconi sta tradendo il proprio elettorato. E lo sta facendo perché la Germania, se vuole, gli “mangia” le aziende nel giro di qualche settimana.

o.273892Oggi più di ieri tutti i mercati sono truccati. Lo spread è sceso sotto i 100 punti, non perché l’economia italiana è in ripresa (tutt’altro!), ma perché così vuole la Germania. In Borsa i titoli di Mediaset tengono, non perché gli investitori ci credono, ma perché le banche controllate dai potentati economici e finanziari che fanno sempre capo alla Germania per ora hanno deciso così. Ma se Berlusconi sgarra, gli mangiano le aziende in un solo colpo.

Berlusconi non è un uomo politico libero. Ammesso che qualche volta possa esserlo stato, oggi libero non lo è proprio. Deve tutelale le proprie aziende. E per farlo deve prendere per i fondelli l’elettorato italiano di centrodestra, sostenendo in Parlamento (possibilmente sottobanco per non fare scoprire il “gioco”) il governo Renzi.

Chi ha ‘sgamato’ Berlusconi è Fitto, il quale, infatti, sta dando vita a una battaglia politica dentro Forza Italia. In tanti si chiedono perché Fitto non abbia ancora lasciato gli azzurri. Chi se lo chiede non “mastica” molto la politica, perché è chiaro che Fitto, prima di venire fuori con un nuovo soggetto politico moderato, deve provare a conquistare Forza Italia mettendo in minoranza Berlusconi nel suo stesso partito. L’operazione è quasi impossibile, perché l’ex Cavaliere, grazie alla sue Tv, condiziona l’opinione pubblica.

Ma nonostante le sue Tv, Berlusconi è in crisi. Perché ormai il gioco politico sporco che conduce è sempre più chiaro. E più disinforma la gente, più si ‘sputtana’. D’altra parte, Fitto rimane dentro Forza Italia, perché più resta dentro il partito, più si rafforza, togliendo dirigenti e, soprattutto, elettori a Berlusconi e alle sue Tv. Come finirà? Non lo sappiamo. Ma sappiamo che Fitto è in crescita, mentre Berlusconi ha ormai iniziato la sua parabola discendente.

Che parte giocherà, in questa partita, la Sicilia? Un ruolo importante, perché l’elettorato siciliano è stanco di un centrosinistra che governa la Sicilia dal 2008 con risultati devastanti. Proprio in queste ore intere categorie sociali preparano scioperi contro i tagli che il governo Renzi sta imponendo al governo regionale di Rosario Crocetta. Tagli ai dipendenti regionali, tagli ai pensionati regionali, tagli ai precari della Regione, tagli ai precari dei Comuni. E ancora: tagli agli operai della Forestale, tagli agli addetti del Corpo forestale, tagli agli enti regionali, tagli alle Province regionali commissariate, tagli ai beni culturali, tagli all’agricoltura (incredibile l’introduzione dell’Imu sui terreni agricoli!), tagli alla gestione delle scuole (non era mai capitato di assistere a centinaia di Licei e scuole superiori di tutta la Sicilia senza i riscaldamenti: eppure quest’anno è successo anche questo!). Insomma, un disastro sociale.

In una Sicilia dove la Regione è governata dal centrosinistra, dove i Comuni sono in massima parte governati dal centrosinistra, dove le Province commissariate sono gestite dal centrosinistra, dove quasi tutti gli enti pubblici regionali, provinciali e comunali fanno capo al centrosinistra, un soggetto politico di centrodestra ha davanti a sé “autostrade” di elettorato. Lo ha capito anche la Lega di Salvini, che infatti sta mettendo incredibili radici nella nostra Isola.

È per questo che Fitto si sta catapultando in Sicilia. Per proporre quello che Forza Italia siciliana – cioè il partito di Vincenzo Gibiino, il poco credibile luogotenente di Berlusconi in Sicilia – non è riuscita a fare (e che forse non può fare): costruire un’alternativa all’attuale governo regionale di centrosinistra, che sarà la forte base di partenza per un vero centrodestra alternativo a Renzi a Roma. Un progetto, quello di Fitto in Sicilia, che passa inevitabilmente per lo svuotamento di Forza Italia nell’Isola. Idea intercettata subito dal PD siciliano, che non a caso ha intruppato i quattro deputati moderati di Articolo 4, nel timore che venissero calamitati dal progetto di una nuova area politica moderata.

Ma il tempo, in Sicilia, lavora in favore di Fitto. Lo svuotamento di Forza Italia siciliana, infatti, è già iniziato. Gli accordi che Forza Italia sta provando a stringere in tanti Comuni della Sicilia con il PD, in vista delle elezioni amministrative (vedi Agrigento) sono un segnale preciso di debolezza. Perché più Fitto si organizza nel territorio, più la Germania chiede conto e ragione a Berlusconi. Perché l’ex Cavaliere deve sì tenere in piedi un centrodestra, ma deve essere un finto centrodestra che deve appoggiare, sottobanco, Renzi, a Roma e in periferia. Ma gli elettori – soprattutto quelli siciliani – stanno capendo il gioco dell’ex Cavaliere, che alla fine di tutte queste contorsioni politiche trasformiste non salverà di certo Forza Italia. E, forse, non salverà nemmeno le sue care aziende…

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