Imprenditoria femminile: volano per il rilancio economico del Paese

Pubblicato: 4 marzo 2015 in Lavoro
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di Evelina Gianoli

Si è svolto ieri mattina, presso la sede della Camera di Commercio di Palermo, il seminario sull’imprenditoria femminile “Donne al lavoro: misure a sostegno”, coordinato da Rosanna Montalto, vicepresidente vicario Terziario donna di Confcommercio Palermo.Logo Confcommercio - standard colore-2

Un incontro per stimolare le donne, in particolare quelle giovani, a investire per realizzare i propri sogni chiedendo finanziamenti per le start up. Si sono susseguiti numerosi e autorevoli interventi, da Fabrizio Escheri, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti, a Patrizia Di Dio, Presidente nazionale terziario Confcommercio Palermo. Dalla responsabile degli incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo Economico, Maria Lustrì, alla referente nazionale dell’ABI in merito al protocollo, Francesca Macioci, e a Steni Di Piazza, referente di Banca Etica.

Quella di ieri è stata una giornata di approfondimento sugli strumenti attualmente a disposizione nel campo del credito, dei finanziamenti agevolati e a fondo perduto, degli incentivi all’occupazione, a sostegno del lavoro femminile, per le donne che desiderano inserirsi nel mondo dell’imprenditoria e delle professioni. Perché in questo momento di crisi economica, il valore aggiunto del lavoro femminile è una risorsa fondamentale, che in molti casi ha dato slancio ed energia sia all’imprenditorialità stessa che ai livelli occupazionali.

“Sono tanti gli strumenti a sostegno per il lavoro femminile – dice Patrizia Di Dio, Presidente nazionale di Terziario Donna Confcommercio – ed è fondamentale conoscerle e farne il giusto uso. Come il protocollo che abbiamo siglato con l’ABI grazie al quale le banche  hanno messo a disposizione delle donne imprenditrici 1 miliardo e 400 milioni di Euro“.

Nel corso del seminario è stato evidenziato come l’Italia stia attraversando un momento difficile e delicato. Tuttavia, diversi studi individuano alcune dinamiche interessanti, che potrebbero con gli anni permettere al Bel Paese di andare oltre la sopravvivenza. Una di queste dinamiche va individuata nel consolidamento del lavoro femminile, quale fattore di rilancio dell’impresa e delle professioni. Le donne costituiscono, infatti, il prezioso capitale sommerso che va valorizzato per restituire all’Italia e al nostro territorio una nuova chance. 2015-03-03 09.42.06La componente femminile sta mostrando capacità di affrontare e gestire l’attuale e difficile fase economica con intelligenza, lungimiranza e determinazione. Molte donne coraggiose che, a dispetto della crisi, hanno scelto la strada dell’impegno imprenditoriale e professionale perché convinte di poterla percorrere dando il meglio di sé. Tant’è vero che dal 2011 si è assistito ad una prima inversione di marcia positiva: le imprese femminili reagiscono meglio alla crisi. In Sicilia il tasso di femminilizzazione è sorprendentemente più alto (23,90%) rispetto a quello nazionale (21,55%). Donne portatrici di una fiduciosa volontà di cambiamento sia personale che economico-sociale, esattamente ciò di cui il nostro Paese ha oggi soprattutto bisogno.

Ad evidenziare, tuttavia, la difficoltà delle donne nel fare impresa è intervenuto il Dott. Steni di Piazza, referente della Banca Etica, Progetto Jeremy – Microcredito, il quale ha affermato: «Banca Etica è l’unica banca in Sicilia che fa microcredito». Inoltre, lo stesso Di Piazza ha dichiarato: «le donne sono troppo spesso “ospiti e straniere” nel mondo di un’ imprenditoria a vocazione prevalentemente maschile». Ancora: «oggi si può uscire dalla crisi, se il mondo dell’economia viene restituito al genio femminile».

Del resto, risalendo all’etimologia della parola “economia”, scopriamo che la stessa deriva dal greco oikos, che in italiano significa “casa”, la cui cura e gestione nell’antica Grecia erano totalmente affidate alle donne. Possiamo, pertanto, affermare che le donne sin dalle origini sono state le “madri” dell’economia.

IMG_0564Intervistata, nel corso del seminario da Sicilia più, Gea Turco, Presidente regionale di “Donne in Campo Sicilia”, l’associazione femminile della Cia-Confederazione italiana agricoltori, ha dichiarato: «nell’attuale contesto economico-produttivo, in molte donne continua a permanere la paura dell’incipit imprenditoriale». A testimonianza di ciò: «ci sono aziende, tra cui anche le banche che, nonostante riconoscano l’inventiva e la creatività delle donne,  danno più spazio agli uomini, solo perché più liberi e sgravati dal peso della famiglia, la cui gestione è prevalentemente a carico del sesso femminile». In ultimo: «molte donne, oggi, anche in età non più giovanissima, si trovano innanzi alla difficile scelta tra la realizzazione professionale e quella familiare: o si rinuncia alla prima o si sacrifica la propria sfera privata».

L’evento, dunque, ha avuto come obiettivo quello di valorizzare adeguatamente sia il capitale umano e professionale rappresentato dalle donne, che l’enorme potenziale di idee, talento, creatività, energia femminili. Potenziale che rappresenta una fonte straordinaria di crescita e di sviluppo occupazionale, di benessere familiare e di coesione sociale, senza sottovalutare il rafforzamento del gettito fiscale e previdenziale.

In occasione dell’iniziativa di ieri, Confcommercio ha promosso uno sportello di orientamento a favore dell’imprenditoria femminile e per le libere professioniste, dal nome “Confcommercio è donna”, avente lo scopo di fornire chiarimenti ed assistenza alle donne che fanno impresa o che intendono cimentarsi in tal senso.

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