Il fallimento del PSE di Hollande e Schultz arriva in Sicilia con la Leopolda sicula

Pubblicato: 27 febbraio 2015 da Sicilia più in Politica
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di Giulio Ambrosetti

Certe riflessioni possono nascere dal caso. Ieri sera, ad esempio, a Palermo, dalle parti di Piazza Castelnuovo (Piazza Politeama per i Palermitani) abbiamo incontrato, per caso, Fabrizio Ferrandelli, il bravo parlamentare regionale del Pd, uno dei pochi politici siciliani che prova a pensare – e spesso a sbagliare – con la propria testa. E sempre per caso la discussione è caduta sui socialisti italiani, o meglio, su quello che resta (poco, molto poco!) del socialismo italiano. Guarda caso, poco prima di uscire da casa, avevamo letto su vari giornali on line dell’atteggiamento acquiescente del PSE – sigla che sta per Partito Socialista Europeo – verso la solita Unione Europea dell’euro che sta ricattando, in modo più o meno mafioso, la Grecia di Tsiprasapertura-socialisti-europeiDa vecchio socialista deluso ho provato un senso di vergogna, di vomito e (perché no?) anche di schifo nel vedere i socialisti, o presunti tali, schierati contro un leader socialista che sta provando a difendere il proprio Paese dall’aggressione di un’Unione Europea governata da massoni fottuti e, forse, anche da esponenti della criminalità finanziaria.

Ho abbracciato la fede socialista, chiamiamola così, da ragazzo. Nella seconda metà degli anni ’70 il socialismo italiano faceva i conti con l’allora astro nascente Bettino Craxi. Un tipo che a me non è mai piaciuto, vuoi perché, avendo conosciuto Riccardo Lombardi ad un convegno, non potevo che essere lombardiano, vuoi perché Craxi era un prepotente, anche se non raggiungeva i livelli di Matteo Renzi, che comunque con il socialismo non c’entra nulla. Di quegli anni – e dei primi anni ’80 – ricordo l’arroganza dei craxiani, a tutti i livelli, ma anche le cose belle di Craxi: per esempio, le dicerie, che giravano in provincia di Agrigento (che mi verranno confermate anni dopo da un parlamentare dell’allora Pci), stando alle quali il segretario del Psi inviava soldi e “sostegno” all’Olp di Arafat, anche con imbarcazioni che partivano dal mio paese di origine: Sciacca. Non mi sono mai vergognato di essere socialista nemmeno negli anni di Tangentopoli. Non ho ancora letto il libro di Claudio Martelli (“Ricordati di vivere”), ma su Tangentopoli ho maturato un’idea precisa legata ai disastri dell’Italia, portata nell’euro da una classe dirigente, o presunta tale, di bassa lega.

Oggi, però, nel vedere il PSE che appoggia l’attuale esecutivo dell’Unione Europea e, soprattutto, nel vedere i socialisti europei che appoggiano i carnefici della Grecia, mi vergogno di essere socialista. E’ una doppia vergogna: legata al passato e al presente. Perché, oggi, osservando e ragionando sul fallimento culturale prima che politico del PSE, mi vengono in mente tanti ricordi che nel passato ho sempre sottovalutato. Quando da giovane socialista – tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80 – chiedevo ai dirigenti del partito come mai non prendevano posizione contro la massoneria, le risposte erano sempre evasive. A me i massoni non sono mai andati a genio: non mi piace il loro modo di fare, non mi piace la segretezza, non mi piacciono i secondi fini e non ho mai creduto che il progresso dell’uomo possa essere legato a sette che agiscono nell’ombra. E, se proprio la debbo dire tutta, non capisco tutt’oggi come mai non siano ancora venute fuori le responsabilità della massoneria nelle stragi pre-naziste operate nel Sud dai generali piemontesi, negli anni successivi alla truffaldina unificazione italiana, frutto di quel grande imbroglio che è stato il risorgimento (con la erre rigorosamente minuscola!).

Ricordo lo stupore mio e di altri giovani socialisti come me, quando venne fuori la notizia che Fabrizio Cicchitto – allora responsabile dei problemi economici del PSI, personaggio che i giovani della sinistra come me guardavano con orgoglio, visto che era un lombardiano – faceva parte della loggia massonica P2 di Licio Gelli. Io non ci volevo credere. E invece era vero: Cicchitto era un massone e della peggiore specie. Ed era socialista. Che tristezza!

maxresdefaultOggi, osservando il fallimento del PSE – il pessimo governo di Hollande in Francia e quella tragedia umana e politica che si chiama Martin Schulz, il Presidente del Parlamento europeo che sta avallando il massacro della Grecia, supponiamo nel nome di quel PSE di cui è “autorevole” esponente – mi rendo contro che l’inquinamento massonico nel PSI di quegli anni non era casuale: certe “malattie” politiche sono spesso “genetiche”.

Ad avallare quello che penso – perdonatemi il gioco di parole – ha pensato ieri sera involontariamente (il caso di cui parlavamo all’inizio) Fabrizio Ferrandelli, quando mi ha detto che oggi Salvo Andò pensa di aver trovato la vera “casa” nel PSE. Salvo Andò, siciliano di Giarre, era un craxiano di ferro, in quegli anni responsabile dei problemi dello Stato nel PSI. Insomma, se i socialisti – soprattutto quelli di marca craxiana (un “marchio” e una garanzia, dicevano di loro nei primi anni ‘80 i lombardiani. E non sbagliavano!) – si trovano, oggi, a proprio agio nel PSE, beh, un motivo, anche storico, se non massonico, ci sarà.

In effetti, se ripenso a tutto lo schifo che ho visto dal 1993 ad oggi, tante cose mi appaiono più chiare. Ammetto che, tra il 1994 e il 2001, non trovano molte spiegazioni, a parte l’arrivismo, nel vedere tanti socialisti “accasarsi” con Forza Italia. Dopo il 2001, quando il gruppo di Bilderberg versione italiana, cioè il gruppo Aspen, ha preso il potere, utilizzando il governo Berlusconi, molte cose mi sono sembrate più chiare. Per esempio, la presenza di Giulio Tremonti al Ministero dell’Economia e i servigi che questo signore ha reso alla “causa” europeista con la riforma delle esattorie e la creazione di Equitalia e dell’Agenzia delle Entrate. Chissà perché Berlusconi e le sue gloriose tv non parlano mai di queste due “invenzioni”! Eppure sono “invenzioni” del governo dell’ex Cavaliere: il governo del “Contratto con gli italiani”, delle “due aliquote fiscali”, del “milione di posti di lavoro” e di altre prese per il culo mediatiche.

Insomma, con Tremonti chiamato a fare il lavoro sporco (l’unico che ha cercato di ostacolare questo disegno è stato Gianfranco Fini: ma alla fine ha perso), molte presenze “socialiste” tra i berlusconiani – a cominciare dallo stesso Tremonti, (una sorta di degenerazione politica dell’esperienza di Franco Reviglio) – sono apparse nella giusta luce. Così come oggi rivedo con maggiore chiarezza quei “gran signori” del PSI che, già nel 1993, iniziavano ad abbandonare la nave craxiana che affondava: mi riferisco a Giuliano Amato, a Gino Giugni, a Giorgio Ruffolo, per citare i più noti, che passavano, armi e bagagli, con gli ex comunisti.

Oggi – e qui siamo all’apologo finale – i socialisti transfughi verso Forza Italia e i socialisti transfughi verso gli ex comunisti prima del PDS, poi dei DS e adesso del PD, si ritrovano finalmente insieme nella “casa comune”: a Bruxelles e a Strasburgo con il PSE di Schulz e Hollande a massacrare i Greci che lottano contro le mafie finanziarie che oggi controllano la “presunta” Unione Europea; in Italia nel PD di Renzi che sta massacrando i lavoratori, la scuola, con la mafia sempre più forte.

«È in atto una scissione tra il lavoro e i diritti di chi lavora – ha detto il leader Matteo_Renzi_crop_newdella Fiom-Cgil, Maurizio Landini, a Repubblica -. E chi lavora è povero. Dall’altra parte aumenta la corruzione, l’evasione, il controllo di settori dell’attività economica da parte della criminalità organizzata. Il governo di Renzi sta facendo politiche che favoriscono questi processi. Dice che si ha diritto a licenziare sempre e che si può evadere».

Benvenuti nella Leopolda sicula che si apre domani a Palermo, dove si ritroveranno insieme – suppongo appassionatamente – anche i socialisti che nel 1994 emigrarono in Forza Italia e quelli che si sono riciclati tra gli ex comunisti. Forza “compagni socialisti”, con Renzi e Faraone, per dirla con Sergio Caputo, “il futuro vi aspetta con le cosce di fuori!”.

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