Il Jobs Act, Renzi e le imprese stritolate dall’Unione Europea delle banche

Pubblicato: 21 febbraio 2015 in Attualità
Tag:, , , ,

di Giulio Ambrosetti

Ieri sera tutti i Tg del nostro Paese hanno celebrato in pompa magna la definitiva entrata in scena del Jobs Act, dipinto, in molti casi, come la panacea di tutti i mali. Non sono mancate le interviste ai due “geni” dell’attuale momento politico del nostro sempre più scombiccherato Paese: Matteo_Renzi_crop_newMatteo Renzi, capo del governo, e Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia. Grandi autocomplimenti per gli “immancabili destini” che attendono i lavoratori italiani: milioni di posti di lavoro in più, “tutele crescenti” al posto del lavoro precario e bla bla. In coda, breve breve, quasi per non farlo sentire, l’abolizione del diritto al reintegro nel posto di lavoro, sostituito con un “equo indennizzo”.
Ovviamente, nessuno ha detto che, da ieri, è entrato in vigore il licenziamento a norma di legge, degno proseguimento della “legge Biagi”, quella che avrebbe dovuto “rivoluzionare” il mercato del lavoro in Italia. Da segnalare, anche, le interviste “intelligenti” agli imprenditori che si sono rammaricati della non retroattività del Jobs Act: obiettivo, “purtroppo”, che Renzi e Berlusconi non sono riusciti a raggiungere nemmeno con un Parlamento di “nominati” figli del Porcellum. Che occasione persa!
Contemporaneamente, ieri, sono stati diffusi i dati sulle nuove povertà in Italia. Numeri che stridono con le celebrazioni da “Minculcop” del Jobs Act e, soprattutto, con le notizie diffuse l’altro ieri, in base alle quali in Italia sarebbe finita la recessione e sarebbe iniziata la “crescita”. Una crescita dello 0,4-0,5 per cento nel 2015, che diventerà dell’1,5-1,6 per cento il prossimo anno. Parola dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.
Invitiamo i nostri lettori a riflettere sulle contraddizioni tra linguaggio e realtà. Da un lato ci propinano il Jobs Act – una legge sul lavoro che serve alle imprese per licenziare i lavoratori – presentata come un’occasione di “sviluppo”, dall’altro lato l’Ocse che celebra la fine della crisi economica italiana e l’inizio della ripresa. Il tutto mentre nel nostro Paese aumenta spaventosamente la povertà. Il tutto mentre le uniche cose che sono aumentate per davvero sono le mense della Caritas. Com’è possibile tutto questo?
Quello che conta è sempre la realtà. E cosa ci dice la realtà? Che oggi, in Italia, una persona su quattro è alla fame. Alla fame, con difficoltà enormi nel mettere assieme pranzo e cena. E che una famiglia su due è in difficoltà e non arriva alla fine del mese. Ma ci dice anche altro, a proposito delle imprese. Renzi, ieri sera, in TV, prendendo ancora una volta in giro gli italiani in perfetto stile Berlusconi, ha detto di aver ridotto le tasse. Peccato che, appena due Photo-PCP-lightweight-1giorni fa, una trasmissione radiofonica ha riportato le testimonianze di decine di imprenditori della Lombardia e del Veneto, che dicevano a chiare lettere che stavano in tutti i modi cercando di andarsene dall’Italia.
Siamo rimasti impressionati dalla testimonianza di tre imprenditori che spiegavano che oggi, per spostarsi da Milano in Veneto, bisogna pagare 25 euro di autostrada all’andata e 25 euro al ritorno! “Ma il governo lo capisce che percorrere l’autostrada ci costa più della benzina?”, dicevano in coro gli imprenditori. “Se a questo aggiungiamo il costo della stessa benzina, già il trasporto dei nostri prodotti diventa quasi insopportabile per le nostre aziende”, ha detto un altro imprenditore. Che ha aggiunto: “E deve andare bene. Perché tutte le strade, sia quelle cittadine, sia quelle di collegamento con altre città, sono piene di autovelox che appioppano contravvenzioni a ritmo continuo”.
Insomma, mentre Renzi, Padoan e l’Ocse raccontano della ripresa economica si scopre che i piccoli imprenditori del Centro Nord Italia, oltre ad essere massacrati dalle tasse, sono costretti a pagare pedaggi autostradali onerosissimi e a lavorare, ogni giorno, facendo una gimkana tra gli autovolex. “Ormai siamo la periferia della Germania, da qui ce ne dobbiamo andare”.
Siamo arrivati al punto dolente: tasse insopportabili, pedaggi impossibili e trionfo degli autovelox. Il tutto perché lo Stato ha bisogno di entrate da portare in “dono” a quell’idrovora chiamata Unione Europea. Mentre Renzi e Padoan parlano di ripresa, gli imprenditori di quello che un tempo era il ricco Centro Nord vogliono andare via. “E se non siamo ancora andati via – spiegava uno di loro – è perché non abbiamo ancora trovato l’acquirente delle nostre aziende. Perché le offerte che ci arrivano sono ridicole. Da strozzinaggio”.
Così spunta un altro volto dell’Unione Europea dell’euro: ridurre in povertà alcuni Paesi – per ora tocca alla Grecia, all’Italia e, in prospettiva, alla Spagna – e rubargli, per pochi spiccioli, aziende e abitazioni. Non è un caso, insomma, se anche il mercato immobiliare è andato giù. Dietro c’è un disegno criminale, imperniato su una certa idea di “Europa unita” fatta di banche e finanza ladra, che è l’esatto contrario dell’Europa dei popoli.
Renzi, sempre quello del Jobs Act, si è vantato di aver messo a punto un pacchetto di sgravi fiscali per le imprese. Ovviamente per le imprese del Centro Nord Italia. Ma non ha detto dove ha preso i soldi, circa 5 miliardi di euro. Li ha presi dai fondi Pac, sigla che sta per Piano di azione e coesione. Sono i fondi europei e le risorse ex Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) destinati al Sud del Paese. Soldi che erano stati riprogrammati dall’ex Ministro, Fabrizio Barca, per essere utilizzati da quattro Regioni del Mezzogiorno d’Italia – Campania, Calabria, Puglia e Sicilia – da qui al 2017. Graziano-Delrio_980x571Ma il governo Renzi ha deciso che tre anni, per spendere questi soldi, erano troppi. “Bisogna accelerare!”, ha detto il sottosegretario Graziano Delrio. Così questi soldi andranno alle imprese del Centro Nord Italia sotto forma di sgravi contributivi per i prossimi tre anni. Lì si possono utilizzare in tre anni, al Sud si sarebbe perso troppo tempo!
Questo è il governo Renzi: un governo che utilizza due pesi e due misure, penalizzando il Sud. E questa è l’Unione Europea degli imbroglioni, che consente a Renzi e al suo degno “compare” Padoan di ricorrere a queste e ad altre porcherie. Già, porcherie. E sapete perché utilizziamo questo termine? Perché i fondi Pac che Renzi e Delrio hanno strappato al Sud (solo alla Sicilia un miliardo e 200 milioni di euro!) sarebbero serviti, al 70 per cento, per gli anziani, per l’infanzia, per i minori e per il disagio psichico. Uno scippo alle aree deboli della società meridionale, per erogare sgravi contributivi alle imprese del Centro Nord Italia. Questo è il governo Renzi e questa è l’Unione Europea che consente queste schifezze.
“Tra l’altro, a noi questi sgravi non servono”, diceva un imprenditore. “I nostri problemi sono legati ai costi di trasporto dei prodotti, che non sono più sostenibili. Perché, su venti giorni di lavoro, un paio di autovelox li becchiamo sempre. E questo fa saltare i nostri conti. Noi vogliamo vendere le nostre attività e andare via da questa Italia ormai impossibile”.
In chiusura, hanno intervistato un Assessore di un grande Comune lombardo, il quale ha detto che gli autovelox sono installati nell’interesse dei cittadini! Noi non abbiamo potuto fare a meno di pensare alla Sicilia, alle strade provinciali abbandonate da tre anni: abbandonate dalle Province commissariate, che non hanno nemmeno i soldi per pagare i dipendenti. Ma non abbandonate dai Comuni, che hanno riempito queste strade di autovelox, sempre nell’interesse dei cittadini! Le strade scassate con gli autovelox. Ma questa è un’altra storia: la storia della Sicilia di questi giorni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...