Il caso della piccola Nicole: siamo sicuri che abbia ragione la Ministra Lorenzin?

Pubblicato: 19 febbraio 2015 da Sicilia più in Attualità
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di Giulio Ambrosetti

Perché quasi tutti i commentatori, su un punto cruciale della vicenda che è costata la vita alla piccola Nicole, stanno dando ragione alla Ministra Beatrice Lorenzin “quasi a prescindere”, per dirla con il grande Totò? Si dà assiomaticamente per scontato che il numero dei posti letto nelle Unità di terapia intensiva neonatale individuati dal Ministero per la Sicilia sia giusto. Ma chi l’ha stabilito? Un governo nazionale – quello di Matteo Renzi – che fino ad oggi, su temi fondamentali come economia e salute, ha fallito sotto tutti i punti di vista?Lorenzin,governo non decide su stop fumo in auto
Proviamo a ripercorrere, per grandi linee, la vicenda di Nicole. La piccola viene al mondo in un clinica privata di Catania, nella quale non sono in grado di fronteggiare le emergenze. Questo lo sanno benissimo la Ministra Lorenzin e l’Assessore Regionale alla Sanità, Lucia Borsellino, che non sono certo all’oscuro delle regole di accreditamento delle cliniche private in questo particolare settore della sanità. Tant’è vero che, per questi casi, si prevede il trasporto dei neonati con particolari attrezzature e personale specializzato (che, a quanto pare, in questo caso, sarebbero state inadeguate). Sarebbe più corretto pretendere dalle cliniche private accreditate per far partorire le donne la presenza obbligatoria dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN). In alternativa, le donne dovrebbero partorire solo dove questo servizio sanitario è presente, cioè negli ospedali pubblici. Ma – lo ribadiamo – sia il Ministero che la Regione adottano regole diverse, forse perché dietro le cliniche private ci sono interessi politici.
Morale: quando la notte tra l’11 e il 12 febbraio la piccola Nicole viene al mondo e sorgono subito problemi, la clinica Gibiino di Catania – direttamente e tramite il Servizio 118 – chiede agli ospedali di Catania (Policlinico, Cannizzaro e Garibaldi) un posto per ricoverare la bimba appena nata. Ma i posti letto di terapia intensiva neonatale, a Catania, risultano tutti occupati. Nicole viene dirottata all’ospedale di Ragusa e muore durante il tragitto in ambulanza.
Tre, almeno, le questioni. Primo: è normale utilizzare un’ambulanza per il trasporto di una bimba appena nata in crisi respiratoria? No. Sarebbe stato più corretto ricorrere al servizio di Elisoccorso. Ma a Catania, dalle nove di sera in poi, non c’è elisoccorso. Perché? Perché, a quanto pare, bisogna garantire l’elicottero a Pantelleria. Quindi per Catania – una delle province più popolose della Sicilia – il servizio di elisoccorso opera di giorno e non di notte (tecnicamente, servizio H 12). Tutto questo è normale? No. Ma i fatti erano noti al Ministero e all’Assessorato Regionale alla Salute che, per risparmiare, lasciano senza servizio di elisoccorso Catania dalle nove di sera all’indomani mattina.
Seconda questione: i posti letto nelle Unità di terapia intensiva neonatale. La signora Ministra e i suoi dotti consulenti sostengono che i posti letto non potevano essere tutti occupati e che ci sono stati casi di “inappropriatezza”, ovvero neonati ricoverati in terapia intensiva che avrebbero dovuto trovare posto in altri reparti. Quella del Ministro Lorenzin e dei suoi collaboratori è solo arroganza e presunzione. Quella sera non erano a Catania e già hanno “sentenziato” che i medici di Catania hanno sbagliato. Senza essere stati presenti negli ospedali catanesi, hanno deciso che a sbagliare sono stati i medici.
Nessuno, però, fa notare che il Ministero, con la scusa dei risparmi imposti da una fallimentare e truffaldina Unione Europea, abbia ridotto i posti letto in tutta la sanità italiana e non soltanto nelle Unità di Terapia Intensiva Neonatale. Questi sono i frutti dei tagli sconsiderati imposti al nostro Paese da un’Unione Europea della quale ci dovremmo vergognare e chiamare fuori. Un’Unione Europea che salva le banche e i “pirati” della finanza ladri e mafiosi, tagliando anche i servizi sanitari. E’ da lì, dai tagli imposti alla sanità italiana da Bruxelles, per esigenze di bilancio (o meglio, per pagare gli interessi sul debito pubblico) che bisogna partire. Perché la sanità non può essere considerata un servizio da misurare con logiche aziendali. E, invece, nell’Unione Europea di oggi lo è.
Ora la Ministra Lorenzin cerca di rivoltare la frittata, scaricando la propria acquiescenza a Bruxelles sui medici siciliani. Così, per giustificare gli incredibili tagli alla sanità siciliana operati dai governi nazionali – con la complicità dei governi regionali – dal 2009 ad oggi, proveranno a dare la colpa ai medici. Proveranno a dire che alcuni posti dei reparti di Unità di Terapia Intensiva Neonatale erano occupati, come abbiamo ricordato all’inizio, da bimbi che avrebbero dovuto essere ricoverati in altri reparti (in quali reparti la ministra Lorenzin non lo dirà, visto che tutti gli altri reparti della sanità siciliana, dal 2009 ad oggi, hanno subito tagli di medici, infermieri, posti letto e, in generale, presidi sanitari).
Vogliamo fare notare la profonda disonestà intellettuale di chi ha messo su questo sistema sanitario folle. Se uno medici_ospedaledei bimbi ricoverati in terapia intensiva fosse stato trattato diversamente e fosse morto, le stesse “autorità” avrebbero messo sotto inchiesta i medici, che sarebbero stati accusati di non aver ricoverato il bimbo in terapia intensiva! Oggi vanno sotto inchiesta per aver ricoverato troppi bimbi in terapia intensiva! Insomma: se le cose vanno male, o da una parte o dall’altra, a pagare debbono essere sempre i medici. Il tutto per salvaguardare una politica “europeista” che, per far ingrassare banche e finanza ladra e mafiosa, pretende che paghino i cittadini con tasse sempre più esose e con servizi sempre più carenti.
Terza questione: la politica siciliana. Dal 2009 ad oggi, prima il governo di Raffaele Lombardo e poi il governo di Rosario Crocetta, in materia di sanità, si sono limitati a prendere ordini da Roma. E questi sono i risultati: quando sorge un problema – che Roma ha provocato con i tagli dei servizi – la responsabilità è sempre della Sicilia. Oggi tutti gli ospedali pubblici siciliani sono in grande sofferenza per i tagli voluti da Roma e accettati dai governi regionali. I Pronto Soccorsi dell’Isola sono nel caos. La medicina del territorio – la cui presenza avrebbe dovuto giustificare i tagli operati dal 2009 ad oggi – tranne rari casi, o non c’è o è insufficiente. I medici del servizio pubblico vanno avanti con le retribuzioni bloccate da oltre 5 anni. I turni sono massacranti. Idem per gli infermieri.
In questo scenario, appena qualche settimana fa, l’Assessore Lucia Borsellino, su input del Ministero, ha presentato un Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera che prevede altri tagli! Un Piano folle che è stato approvato dalla Commissione Sanità dell’Ars.
Attenzione: sta facendo tutto il governo di centrosinistra. E’ di centrosinistra il governo nazionale che propone i tagli ed è di centrosinistra il governo regionale che li accetta. Il tutto per accontentare un’Unione Europea sbagliata. Poi, è chiaro, taglia di qua e taglia di là, qualcuno ci lascia la pelle. E la colpa è dei medici…

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