Il 19 gennaio è diventata operativa l’anagrafe delle api

Pubblicato: 15 febbraio 2015 da Sicilia più in Agricoltura
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di an_fo

La produzione Made in Italy di miele di acacia, castagno, agrumi e mille fiori è quasi dimezzata (-50 per cento) e si moltiplicano i furti nelle campagne, dove ad essere sottratti sono addirittura gli alveari. A ridurre drasticamente il raccolto è stato il clima, ma anche l’arrivo in Italia dell’insetto killer delle api, Aethina Tumida, che mangia il miele, il polline e, soprattutto la covata, annientando la popolazione di api o costringendola ad abbandonare l’alveare.

img1024-700_dettaglio2_mieleIl furto degli alveari, oltre a provocare un grave danno economico, rischia di alimentare attività illegali che mettono in pericolo l`agricoltura e la salute pubblica. Un problema che purtroppo, a seguito di una annata di raccolti scarsi, quest’anno ha riguardato anche altri prodotti dell’agricoltura, come l’olio di oliva, con campi sotto controllo e carichi che viaggiavano scortati.

Anche per combattere questi fenomeni, il 19 gennaio e’ diventata operativa l’anagrafe delle api, con la possibilità per gli apicoltori di registrarsi sul portale del Sistema informativo veterinario. Quest’ultimo è raggiungibile attraverso il sito internet del Ministero della Salute e vi potranno accedere gli operatori delle Asl, nonché le aziende e gli allevatori per registrare la propria attività, comunicare una nuova apertura, specificare la consistenza degli apiari e il numero di arnie o le movimentazioni per compravendite.

L’anagrafe delle api risponde alla necessità di garantire DSCF4481trasparenza in una situazione in cui, al crollo dei raccolti nazionali, ha fatto seguito l’aumento del 17 per cento delle importazioni dall’estero di miele naturale (dati Istat relativi ai primi 9 mesi del 2014). Il risultato è che in Italia due barattoli di miele su tre venduti nei negozi e supermercati contengono in realtà miele straniero. A preoccupare è, inoltre, il fatto che più di 1/3 del miele importato proviene dall’Ungheria e quasi il 15 per cento dalla Cina, ma anche da Romania, Argentina e Spagna, dove sono permesse coltivazioni OGM che possono contaminare il polline senza alcuna indicazione in etichetta. Il miele prodotto sul territorio nazionale, dove non sono ammesse coltivazioni OGM, è tuttavia riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria. Per acquistare miele italiano è bene verificare sempre l’etichettatura. La parola Italia deve essere obbligatoriamente presente sulle confezioni di miele raccolto interamente sul territorio nazionale. Nel caso in cui il miele provenga da più Paesi dell’Unione Europea, l’etichetta deve riportare l’indicazione “miscela di mieli originari della CE”; se proviene da Paesi extracomunitari, deve esserci la scritta “miscela di mieli non originari della CE“; se, infine, si tratta di un mix, va scritto “miscela di mieli originari e non originari della CE”.

L’apicoltura italiana conta 75mila apicoltori, con 1,1 milioni di alveari e un giro d’affari stimato di 70 milioni di euro. Per non parlare del servizio di impollinazione reso all’agricoltura, valutato da 3,5 a 3 miliardi di euro.

commenti
  1. giordano bertossio ha detto:

    sono d’accodo con quanto scritto sopra.però io sapere come e a chi devo fare la denuncia degli alveari.ù

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