MODESTA PROPOSTA PER I BENI CULTURALI: CHIUDIAMO L’ASSESSORATO REGIONALE

Pubblicato: 9 febbraio 2015 da Sicilia più in Arte e Cultura
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tratto da La Repubblica Palermo 7 febbraio 2015

di Letizia Palagonia

Mille e più voci ci hanno raccontato della bellezza del nostro patrimonio culturale e artistico; mille e più voci, allo stesso tempo, ci hanno raccontato della disfatta quotidiana di questo stesso patrimonio svilito, offeso, abbandonato. Sappiamo dello spreco di risorse, dei furti, della mancata o scellerata gestione del patrimonio, della programmazione inesistente. E ancora, chiunque metta piede in Sicilia si sente in diritto di dire la sua, di indignarsi, di protestare. E fa bene. Rumore assordante quello che si alza dalle penne, dalla carta, dai monitor. La risposta è sempre uguale: silenzio assoluto. L’unica voce che non si sente mai è quella dell’assessore ai Beni Culturali di turno. Le aree archeologiche versano in condizioni disastrose? Silenzio. I turisti restano fuori dai siti perché non c’è personale? Silenzio. La spazzatura ammanta le piazze e le strade? Silenzio. I teatri stanno morendo? Silenzio. Sprechiamo i fondi europei stanziati ad hoc e li rimandiamo indietro? Silenzio.Valle_dei_Templi,_Agrigento,_Sicily,_Italy
Pare che tutto ciò che arrivi tra le maglie dell’assessorato ai Beni Culturali siciliani sia destinato a perdersi nel nulla. Ci sono regioni come la Liguria in piena rivoluzione del settore. In attesa del nuovo “segretario regionale” individuato con bando pubblico, non esistono già più le soprintendenze, né il direttore regionale e l’intero «sistema-cultura» è rimaneggiato. E la Sicilia? Ancora una volta: silenzio. Ma la Sicilia è Regione a Statuto Speciale con l’esclusività sui Beni Culturali, lo sanno tutti. Uno statuto specialissimo direi, mi si passi il termine. Talmente speciale ed esclusivista che quando cerchiamo di capirci qualcosa sui nostri siti culturali non si trova nulla. A questo punto, direbbe qualcuno, “… la domanda sorge spontanea”: ha ancora senso tenere in vita una struttura amministrativa praticamente inesistente? Visto questo silenzio, vista l’assoluta mancanza di risposte a tutto questo sfacelo, perché non chiudere l’assessorato Regionale ai Beni Culturali della Sicilia? Il patrimonio non subirebbe alcun contraccolpo e i cittadini non se ne accorgerebbero neanche. L’amministrazione risparmierebbe di sicuro. Non cambiategli il nome, però. Chiudetelo e basta. Chissà che così almeno qualcuno possa avere la possibilità di occuparsi davvero del nostro patrimonio culturale, di promuoverlo, di adottare soluzioni innovative per la fruizione, di collegarsi ai grandi circuiti turistici, di formare personale specializzato, di importare qualche modello gestionale funzionante. E se qualcuno dovesse protestare, per favore, almeno ci usi la cortesia di farlo in silenzio. Questa volta sì, in silenzio assoluto.

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