Corona “IGP” per l’olio extravergine di Sicilia. Svolta “storica”

Pubblicato: 3 febbraio 2015 in Agricoltura
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Dopo la Toscana, la Sicilia è la seconda regione in Italia ad aver ottenuto questo importantissimo riconoscimento. Le olive dovranno essere raccolte e lavorate nell’Isola. 
E’ una svolta “storica” per l’olio extra vergine siciliano. In Sicilia esistono 150mila ettari di superficie olivetata.
di Giorgio Petta
Palermo. La IGP Sicilia dell’olio extravergine d’oliva è una realtà. Il decreto che riconosce l’Indicazione Geografica Protetta è stato firmato ieri dal Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Una svolta “storica” per i produttori olivicoli isolani e una garanzia per i consumatori.
«Sono particolarmente soddisfatto per questo prestigioso riconoscimento che riguarda una delle produzioni più importanti della Sicilia e l’alimento principe della dieta mediterranea» dichiara Maurizio Lunetta, presidente del comitato promotore. lunetta  «Un risultato – aggiunge – che corona un lungo e difficile lavoro per il quale ringrazio tutti coloro che insieme con il comitato promotore si sono impegnati per ottenere l’IGP Sicilia dell’olio extravergine d’oliva: dall’assessorato regionale dell’Agricoltura ai Consorzi di tutela siciliani dell’olio DOP».
L’olio extravergine è un prodotto simbolo della Sicilia che rappresenta più di 100mila aziende, 500 frantoi, 150mila ettari di superficie olivetata con 18 milioni di piante, e una produzione media di 500mila quintali di olio annui. «È la seconda IGP, dopo quella della Toscana, di un olio extravergine riconosciuta in Italia e certamente – continua Lunetta – la prima per estensione e produzione. L’olio della prossima campagna potrà, quindi, fregiarsi delle denominazione “Sicilia”, se si seguono le regole dettate dal disciplinare di produzione, regole decise prima dall’intera filiera produttiva e poi approvate dal Ministero. La protezione provvisoria diventerà definitiva con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea».
L’olio extravergine IGP Sicilia potrà essere prodotto con le olive delle 27 varietà isolane: dalle più note Biancolilla, Nocellara del Belice e Nocellara Etnea, Tonda Iblea, Cerasuola, Moresca, Ogliarola Messinese, alle meno conosciute, ma localmente presenti, come Brandofino, Minuta, Santagatese, Piricuddara, Verdello, Aitana, Bottone di gallo, Cavalieri, Erbano, Lumiaru, Nerba, Olivo di Mandanici, Vaddarica, Verdese, Marmorigna. Le olive dovranno essere raccolte e lavorate esclusivamente in Sicilia e l’olio dovrà essere imbottigliato entro i confini della regione. Il disciplinare di produzione è pronto ed è all’esame del Comitato di controllo prescelto, cioè l’Irvos, l’Istituto regionale vini e oli di Sicilia. L’Indicazione Geografica Protetta Sicilia in etichetta garantirà il consumatore sulla origine certa dell’olio extravergine di oliva e sulle principali caratteristiche qualitative controllate. La protezione transitoria permetterà di imbottigliare sin dalla prossima raccolta l’olio extravergine d’oliva con l’etichetta IGP Sicilia, olio che potrà essere venduto entro i confini nazionali. La protezione definitiva si avrà dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Ue, che consentirà la vendita anche all’estero.
«Per l’olio extravergine d’oliva siciliano – dice l’Assessore regionale dell’Agricoltura, Nino Caleca – il riconoscimento dell’IGP è un fatto assai importante. Chi sceglie la certificazione della qualità sarà, infatti, premiato non solo dai consumatori e dal mercato, ma anche dall’assessorato perché, come politica di produzione, puntiamo a privilegiare gli agricoltori siciliani che scelgono la via della certificazione e della qualità».
«La IGP Sicilia dell’olio extravergine d’oliva – prosegue Lunetta – è anche il riconoscimento del grande valore delle nostre produzioni e rappresenta un altro importante passo nel percorso di valorizzazione e identificazione dei prodotti agricoli e agroalimentari “made in Sicily”».
L’olivicoltura siciliana è caratterizzata da una notevole diversificazione varietale di specie autoctone localizzate all’interno di estese aree vocate e in grado di fornire elevate qualità e quantità di prodotti in tutte le categorie di fruttato. La ricchezza dell’olivicoltura isolana è attestata dalle numerose varietà presenti, sia nella Sicilia occidentale (Cerasuola, Nocellara del Belice, Biancolilla, ecc.) che orientale (Moresca, Tonda Iblea, Nocellara Etnea, ecc.), nonché dagli importanti riconoscimenti ottenuti dagli oli siciliani nei principali concorsi nazionali ed internazionali. Attualmente la Sicilia conta sei Denominazioni di Origine Protetta per la produzione di olio distribuite sull’intero territorio regionale. Le DOP riconosciute dalla Comunità europea sono “Monti Iblei”, “Valli Trapanesi”, “Val di Mazara”, “Monte Etna”, “Valle del Belice”e “Valdemone”.
«La IGP Sicilia – conclude Lunetta – è uno strumento che contribuirà a fare ottenere valore aggiunto all’olio extravergine prodotto nell’isola e potrà limitare gli effetti della disaggregazione tra le imprese del settore, che finora ha posto ai margini della redditività le nostre produzioni».
tratto da La Sicilia

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