LE RAGIONI DEL SEN. GIUSEPPE LUMIA ALLA CANDIDATURA DI SERGIO MATTARELLA A PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Pubblicato: 29 gennaio 2015 da Sicilia più in Politica
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Inizia oggi il cammino verso l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Naturalmente in queste ore si sta entrando nel vivo dei nomi. Sergio Mattarella su tutti. Bene, mi convince!Sergio Mattarella

Ci sono buone ragioni per condividere questa scelta. Mattarella ha avuto sempre un profilo istituzionale, non per ipocrisia o tatticismo ma per cultura e modo di essere. Nella sue esperienze di uomo delle istituzioni non ha mai rinunciato a dire la sua e a fare scelte in modo libero, come quando si dimise da ministro per protestare contro il voto di fiducia posto dal governo sulla legge Mammì. Mattarella, inoltre, fu l’estensore della legge elettorale uninominale cosiddetta “Mattarellum”, approvata all’indomani dello scandalo “Mani Pulite”. E  da ministro della Difesa sostenne l’abolizione del servizio di leva.
Per me conta molto anche un altro profilo, quello del contrasto alle mafie e alla corruzione. È inutile commentare quest’aspetto ed è facile capirne tutte le implicazioni positive e tutte le proiezioni virtuose sul piano nazionale ed internazionale.

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Parliamo adesso del cammino politico compiuto dal Pd per motivare questa scelta. Il Pd non può rinunciare al diritto, e ancor più al dovere, di proporre un nome. Sono circa 460 i grandi elettori di area. Il Partito democratico, quindi, ha il dovere di esercitare questa responsabilità, evitando di commettere gli stessi errori commessi due anni fa. Sembra che sul nome di Mattarella sia possibile raggiungere l’unità dentro il Partito, così come un’ampia convergenza con le altre forze parlamentari. Naturalmente bisogna essere molto cauti, anche perché le ultime divisioni interne bruciano ancora.
Allo stesso tempo il Pd non può usare questa sua funzione di guida della scelta in modo arrogante e autoreferenziale. Il Presidente della Repubblica deve svolgere una funzione di arbitro, deve legarsi alla Costituzione, deve favorirne una sua evoluzione capace di metterla al passo con i tempi.

Il Pd ha fatto una scelta  al servizio delle istituzioni e del Paese per raggiungere un consenso ampio. Forza Italia non va esclusa, ma neanche può porre veti. Anche il Movimento 5 Stelle non deve tirarsi fuori. Non può, per principio, continuare a ritagliarsi il ruolo di bastian contrario. Se fosse un partitino con un consenso estremista lo capirei, perché in questo modo manterrebbe la sua nicchia, ma si tratta di un movimento che ha la fiducia di milioni di italiani. Ha, pertanto, il dovere di prendere parte al confronto con il Pd e gli altri partiti.

Quattro considerazioni mi premono nella scelta del Presidente della Repubblica: che abbia un’attitudine alle questioni internazionali e capace di proiettare un’immagine positiva del nostro Paese nel mondo; che sia un punto di riferimento per le istituzioni, la politica ed i cittadini; che sappia accompagnare il cambiamento di cui ha bisogno l’Italia; che abbia una spiccata sensibilità antimafia e anticorruzione.

Con Sergio Mattarella questi quattro aspetti sono ben rappresentati.

Giuseppe Lumia

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