Archivio per gennaio, 2015

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Oggi il Parlamento ha scritto una nuova pagina nella storia d’Italia, eleggendo Sergio Mattarella dodicesimo Presidente della Repubblica

di Evelina Gianoli

Primo siciliano ad approdare al Colle, uomo di indiscussa onestà intellettuale ed integrità morale, Mattarella ha avuto 665 voti, solo otto sotto il quorum dei 673, sfiorando il quorum dei due terzi, necessario nelle prime tre votazioni.

Nella sua prima dichiarazione rilasciata in veste di nuovo Capo dello Stato, sono state queste le sue parole: “Il pensiero va soprattutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini. E’ sufficiente questo”.

A congratularsi con Mattarella sono stati, tra gli altri, il Presidente del Senato Pietro Grasso, che gli ha detto: “Sarai un grande presidente”. Matteo Renzi su Twitter gli ha augurato un buon lavoro. Anche Papa Francesco ha inviato un telegramma a Sergio Mattarella, rivolgendogli “deferenti espressioni augurali per la sua elezione” e auspicando che “Ella possa esercitare il suo alto compito specialmente al servizio dell’unità”.

Nato a Palermo il 23 luglio del 1941, docente di Diritto parlamentare all’Università di Palermo, è stato più volte ministro, deputato per venticinque anni (dal 1983 al 2008), attualmente è giudice costituzionale. Proviene da una famiglia che si è sempre occupata di politica: il padre Bernardo, politico democristiano, fu più volte ministro tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Il fratello, invece, era Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Siciliana, perché la mafia capì che quel presidente non si sarebbe mai piegato alle sue richieste.

Deputato dal 1983 al 2008, prima per la Democrazia Cristiana e poi per il Partito Popolare Italiano e la Margherita, e più volte ministro, dal 2011 è giudice costituzionale di nomina parlamentare. Tutti lo conosco per la legge elettorale che il politologo Giovanni Sartori ha ribattezzato «Mattarellum».

Si dimette dall’incarico di ministro della Pubblica Istruzione il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC, per protestare contro l’approvazione della legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo che avrebbe legittimato la posizione dominante del gruppo televisivo di Silvio Berlusconi.

Mai sfiorato dalle inchieste su Tangentopoli, Mattarella è uno dei protagonisti del rinnovamento della DC che avrebbe condotto nel gennaio 1994 alla fondazione del Partito Popolare Italiano. Nel 1995, al culmine dello scontro interno al PPI, apostrofa l’allora segretario Rocco Buttiglione, che cercava l’alleanza con la destra, «el general golpista Roquito Butillone…» e definisce «un incubo irrazionale» l’ipotesi che Forza Italia potesse essere accolta nel Partito Popolare Europeo. Nel 1996, con l’affermazione elettorale de L’Ulivo, è di nuovo deputato e viene eletto capogruppo dei popolari alla Camera. Durante il governo D’Alema I assume la carica di vicepresidente del Consiglio, mentre nei successivi Governo D’Alema II e Governo Amato II è Ministro della Difesa. Già nel 2013 il suo nome era stato proposto dall’ex segretario Pier Luigi Bersani come candidato alla presidenza della Repubblica.

“Mettiamo da parte i giochetti politici, può aiutare molto il Sud”

di sa_fe

Una lettera-appello al di là delle appartenenze politiche a tutti i grandi elettori siciliani affinché votino per Sergio Mattarella. E’ questa l’iniziativa che prenderà l’inquilino di Palazzo d’Orléans Rosario Crocetta in omaggio a quello che, domani, a partire dalla quarta votazione, potrebbe diventare il primo Presidente della Repubblica nato in Sicilia.Rosario Crocetta

Intervistato dall’agenzia Dire, Crocetta spiega: “Io mi auguro che ci possa essere una condivisione più ampia attorno a Mattarella, perché ci sono tutte le condizioni. Sinceramente non riesco a capire come dietro ci possano essere giochetti di partito. Non ha senso perché è chiaro che quando si sceglie un Presidente della Repubblica non si sceglie un uomo del proprio partito ma si sceglie un uomo che può essere condiviso da tutti. Credo che Mattarella abbia queste caratteristiche. E’ un uomo di dialogo, di grande capacità di collaborazione con tutti e, soprattutto, è un garante della Costituzione. Io farò oggi un appello, più tardi lo formalizzerò in una lettera, a tutti i delegati e i grandi elettori siciliani di votare Mattarella. E’ molto importante, in un momento in cui l’isola è in grande difficoltà, che ci sia un uomo che conosce profondamente la regione, la conosce negli aspetti positivi ma anche negli aspetti negativi”.

“L’elezione di Mattarella”, continua Crocetta, “può aiutare il Sud profondamente perché c’è una vicenda ancora irrisolta nel rapporto Nord-Mezzogiorno. Se il Sud non decolla, non decolla nemmeno il Paese”. “Mi auguro – conclude Crocetta – che tutti i delegati siciliani domani votino Mattarella perché non si può scegliere il Presidente della Repubblica in base alle appartenenze politiche. Ci sono tutti gli estremi affinché Mattarella sia il candidato ideale di tutti. Ripeto: di fronte al Quirinale, mettiamo da parte i giochetti della politica”.

Il video dell’intervista al Presidente Crocetta.

di Corrado Vigo

venerdì 30 gennaio 2015

Devo necessariamente fare un comunicato di tipo “Istituzionale”, nella qualità di Presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Sicilia.

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Leggo sul web sempre più spesso “proclami” e “promesse” di finanziamenti, o “studi di fattibilità” scaturenti dalla nuova Programmazione Europea, il PSR 2014/2020.

Attualmente:

non è operativa nessuna Misura della nuova Programmazione Europea;

– gli Uffici della Regione Siciliana devono rispondere alle Osservazioni mosse dall’unione Europea al PSR regionale;

– i Piani di Sviluppo Rurale verranno probabilmente approvati nel mese di marzo.
Stante quanto sopra, ad oggi tutte le notizie veicolate sul web sono frutto di “copia/incolla” di bozze di programma, e di fatto ancora non attuabili e non definitive.
Tutelerò, nella qualità di Presidente, tutti i miei colleghi dottori Agronomi e dottori Forestali che vedano in qualsiasi modo sminuita la propria professionalità a causa di messaggi e pubblicazioni fuorvianti.
Il Presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Sicilia.
dott. agr. Corrado Vigo

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LINK N.1: Segui la diretta su GDS.
LINK N.2: Segui la diretta su RAI NEWS.
LINK N.3: Segui la diretta su RAI PARLAMENTO.

di an_fo

La CIA PALERMO intende promuovere corsi di CAPO AZIENDA in modalità FaD (formazione a distanza) per un totale di n.100 allievi.

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L’intento formativo è mirato all’acquisizione delle adeguate conoscenze professionali, rispetto alle specifiche esigenza del settore agricolo che conseguono all’attivazione degli interventi previsti dal PSR.
Il corso, regolarmente autorizzato dall’Assessorato Regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale, è indirizzato ai soggetti che intendono conseguire la qualifica professionale di “CAPO AZIENDA”, nonché agli imprenditori agricoli che vogliono acquisire le capacità professionali per accedere agli aiuti del PSR della Regione Sicilia.

Il corso formativo prevede 200 ore, di cui 144 ore in modalità FaD, 36 ore in aula e 20 ore di stage. Il costo del corso è di 450,00 euro.
Le pre-iscrizioni dovranno pervenire entro il 16 febbraio 2015 presso la sede della CIA Provinciale di Palermo – Via Remo Sandron n.63.

Contatti: tel. 091345878 – 091345883 – fax 091348061 – email: palermo@cia.it

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Inizia oggi il cammino verso l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Naturalmente in queste ore si sta entrando nel vivo dei nomi. Sergio Mattarella su tutti. Bene, mi convince!Sergio Mattarella

Ci sono buone ragioni per condividere questa scelta. Mattarella ha avuto sempre un profilo istituzionale, non per ipocrisia o tatticismo ma per cultura e modo di essere. Nella sue esperienze di uomo delle istituzioni non ha mai rinunciato a dire la sua e a fare scelte in modo libero, come quando si dimise da ministro per protestare contro il voto di fiducia posto dal governo sulla legge Mammì. Mattarella, inoltre, fu l’estensore della legge elettorale uninominale cosiddetta “Mattarellum”, approvata all’indomani dello scandalo “Mani Pulite”. E  da ministro della Difesa sostenne l’abolizione del servizio di leva.
Per me conta molto anche un altro profilo, quello del contrasto alle mafie e alla corruzione. È inutile commentare quest’aspetto ed è facile capirne tutte le implicazioni positive e tutte le proiezioni virtuose sul piano nazionale ed internazionale.

PD: VELTRONI, LUMIA CAPOLISTA SENATO IN SICILIA

Parliamo adesso del cammino politico compiuto dal Pd per motivare questa scelta. Il Pd non può rinunciare al diritto, e ancor più al dovere, di proporre un nome. Sono circa 460 i grandi elettori di area. Il Partito democratico, quindi, ha il dovere di esercitare questa responsabilità, evitando di commettere gli stessi errori commessi due anni fa. Sembra che sul nome di Mattarella sia possibile raggiungere l’unità dentro il Partito, così come un’ampia convergenza con le altre forze parlamentari. Naturalmente bisogna essere molto cauti, anche perché le ultime divisioni interne bruciano ancora.
Allo stesso tempo il Pd non può usare questa sua funzione di guida della scelta in modo arrogante e autoreferenziale. Il Presidente della Repubblica deve svolgere una funzione di arbitro, deve legarsi alla Costituzione, deve favorirne una sua evoluzione capace di metterla al passo con i tempi.

Il Pd ha fatto una scelta  al servizio delle istituzioni e del Paese per raggiungere un consenso ampio. Forza Italia non va esclusa, ma neanche può porre veti. Anche il Movimento 5 Stelle non deve tirarsi fuori. Non può, per principio, continuare a ritagliarsi il ruolo di bastian contrario. Se fosse un partitino con un consenso estremista lo capirei, perché in questo modo manterrebbe la sua nicchia, ma si tratta di un movimento che ha la fiducia di milioni di italiani. Ha, pertanto, il dovere di prendere parte al confronto con il Pd e gli altri partiti.

Quattro considerazioni mi premono nella scelta del Presidente della Repubblica: che abbia un’attitudine alle questioni internazionali e capace di proiettare un’immagine positiva del nostro Paese nel mondo; che sia un punto di riferimento per le istituzioni, la politica ed i cittadini; che sappia accompagnare il cambiamento di cui ha bisogno l’Italia; che abbia una spiccata sensibilità antimafia e anticorruzione.

Con Sergio Mattarella questi quattro aspetti sono ben rappresentati.

Giuseppe Lumia

Tratto da “La terra Trema”, 21 GENNAIO 2015 • 

La Terra Trema & Civiltà Contadina presentano:
il 21 e 22 Marzo 2015
al Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito
dalle 13 alle 20 | Ingresso gratuito

SEED VICIOUS | SEMI DI RESISTENZA
Prima, durante e oltre Expo2015

Per una libera circolazione dei semi, delle genti e dei saperi.
Per un’agricoltura contadina libera da OGM e da monopoli.
Per una distribuzione dei prodotti della terra e del cibo diffusa e autogestita.

Alle produttrici e ai produttori. Ai salvatori di semi.
Abbiamo il piacere di invitarvi a SEED VICIOUS | Semi di resistenza che si terrà a Milano il 21 e 22 marzo 2015 al Leoncavallo Spazio Pubblico Autogestito.

Siete invitati/e a partecipare con i vostri semi, le vostre narrazioni e competenze a SEMI DI RESISTENZA, due giornate aperte al libero scambio di semi e di sapere e al commercio dei prodotti frutto di questo stesso pensiero.

Per quanti ritengono che il cibo non sia una merce e la Terra non sia un supermercato, che l’agricoltura e il coltivare la Terra non siano attività estrattive. Per chi, nelle campagne, nelle città, si riconosce in un modo diverso e armonico di rapportarsi alla Terra. Per costruire un forte, variegato, biodiverso, egualmente arrabbiato Fronte degli Orti, urbani e periurbani. Per confrontarci con chi in Italia e fuori si stringe forte alla Terra; perché dalla lotta per la Terra nasca una prospettiva di liberazione che non metta al centro gli egoismi di mercato, le aspettative della finanza, ma i bisogni di chi la lavora e di chi la abita.

Chiamiamo a raccolta, perché quello che prospetta Expo 2015 Nutrire il pianeta è ipocrita vetrina del suo esatto contrario. Perché con Expo sbarcheranno le grandi corporation dell’agroindustria biotech più aggressiva ed assassina, perché verranno a cianciare di Nutrire il Pianeta le stesse multinazionali produttrici degli Agenti Orange e della Pioggia Gialla, verranno qui le stesse multinazionali che hanno inquinato e diserbato nel Vietnam, che continuano, con la produzione degli Ogm, ad eradicare uomini e biodiversità planetaria.

Chiamiamo a raccolta. Chiamiamo al raccolto. Che dai nostri campi parta la rivolta.

Zappatori/trici senza padroni vi invitiamo a partecipare il 21 e 22 marzo 2015 ad un grande e condiviso momento di incontro e di scambio per ragionare insieme di biodiversità, libera circolazione dei semi, delle genti dei sapori e dei saperi.

Coltiviamo, recuperiamo semenza e conoscenza, resistiamo nei nostri territori.

LA TERRA TREMA | CIVILTÀ CONTADINA

NOTE TECNICHE PER I PRODUTTORI/SALVATORI DI SEMI:

SEED VICIOUS | SEMI DI RESISTENZA intende agevolare il rapporto diretto tra conservatori/trici di semi, produttori/trici di semi, agricoltori/trici che coltivano varietà antiche o locali, e città (consumatori, curiosi/e, appassionati/e, istituzioni, ortisti e gruppi di acquisto, vivaisti, ristoratori, ecc.), intende altresì dar voce reale alle storie di recupero di semenza e di agricoltura resistente di ognuno dei partecipanti.

In programma un grande mercato agricolo, scambio di semi, seminari, incontri, degustazioni, pranzi e cene, spettacoli, laboratori per bambini.

L’INGRESSO AL PUBBLICO PER LA DUE GIORNI SARÀ GRATUITO SIA PER IL MERCATO AGRICOLO CHE PER LO SCAMBIO DI SEMI.

L’orario di apertura al pubblico per entrambi i giorni sarà dalle ore 13 alle ore 20.

In caso di richiesta di adesione chiediamo di specificare il tipo di partecipazione:
– Scambio di semi
– Mercato dei prodotti agricoli


PER INFO DETTAGLIATE E RICHIESTE DI ADESIONE: info@laterratrema.org

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di Maria Teresa Manuelli

I vitigni più antichi del Mediterraneo occidentale si trovano in Sardegna e appartengono al cultivar della vernaccia e della malvasia. E’ la recentissima scoperta dell’équipe del Centro per la Conservazione Biodiversità dell’Università degli Studi di Cagliari. Sino ad oggi, i dati archeobotanici e storici attribuivano ai Fenici e successivamente ai Romani il merito di aver introdotto la vite domestica in questa parte del Mare Nostrum, ma la scoperta di un vitigno coltivato dalla civiltà nuragica riscrive, non solo la storia della viticoltura in Sardegna, ma dell’intero Mediterraneo occidentale.

Entrano in azione i paleobotanici

Tutto ha inizio una decina d’anni fa, quando gli scavi per la costruzione di una strada provinciale nella provincia di Oristano, a Sa Osa (Cabras), portano alla luce un sito archeologico risalente all’epoca nuragica. Le diverse strutture restituite alla luce nascondevano un tesoro biologico, ovvero dei pozzi scavati nella roccia dagli abitanti preistorici per conservare gli alimenti. Di altezza tra i 4,5 e i 6 metri, erano dei veri e propri ‘protofrigoriferi’ che hanno ddd-552x414trasmesso integri fino a noi diversi materiali organici, vegetali e animali, destinati all’alimentazione: non solo i semi di vite, ma anche noci, nocciole, semi di fico, pigne da pinoli, leguminose, carne di cervo, pesce… Da questa scoperta è partito il lavoro dei paleobotanici del Centro per la Conservazione Biodiversità e solo un lungo e paziente lavoro di ricerca ha portato ai risultati pubblicati pochi giorni fa.

Semi perfetti dopo millenni

“L’eccezionalità di questa scoperta – dichiara Gianluigi Bacchetta, direttore scientifico del Centro Conservazione Biodiversità – è anche lo stato di conservazione di questi prodotti: praticamente perfetti, grazie all’assenza di ossigeno e alla forte umidità. I semi sono arrivati a noi così come sono stati posti nei pozzi”.
In collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici per le province di Cagliari e Oristano, gli oltre 15mila semi di vite ritrovati nel sito nuragico, sono stati poi datati al Carbonio14 come risalenti a circa 3.000 anni fa, periodo di massimo splendore della civiltà nuragica, scoprendo così che la viticoltura come la conosciamo noi oggi era già nota ai nostri antenati ben prima dell’arrivo di Romani e Fenici.

Antenati della Vernaccia

“Non solo – continua Bacchetta. Grazie alla perfetta conservazione si è potuto risalire anche alle varietà. In alcuni pozzi i semi appartenevano alla vite silvestre, pianta autoctona attualmente presente in Sardegna, mentre altri portavano già caratteri intermedi tra questa e le moderne cultivar di vitis vinifera. In particolare questi sembrano appartenere alle cultivar a bacca bianca, mostrando forti relazioni con le varietà di vernacce e malvasia coltivate ancora oggi proprio nelle aree della Sardegna centro-occidentale, nell’oristanese”. Gli antichi sardi quindi conoscevano la domesticazione della vite e la viticoltura, resta da stabile se conoscessero anche la vinificazione. “La nostra ricerca prosegue in questa direzione. Vicino a Monastir, in provincia di Cagliari, è stato trovato un antico torchio nuragico, età del bronzo quindi, probabilmente utilizzato per fare il vino. Ma bisogna essere cauti. In Sardegna abbiamo un enorme patrimonio archeologico accumulato nelle strutture museali, ancora da studiare per capire la paleodieta, le coltivazioni, le conoscenze dell’epoca che erano molto avanzate rispetto a quello che pensiamo noi. Non dimentichiamo che la Sardegna era al centro di una grande rete di traffici che portava il vino sardo, e non solo quello, da una parte all’altra del Mediterraneo tra il primo e il secondo millennio prima di Cristo”. Un’attività vitivinicola fiorente testimoniata dal ritrovamento di anfore vinarie da trasporto provenienti dalla Sardegna, le cosiddette «zit a», un po’ dappertutto nel Mediterraneo occidentale, fino a Cartagine.
Prossimo passo consisterà quindi nel mettere in connessione l’enorme patrimonio archeologico sardo per approfondire usi e costumi alimentari di questa antica popolazione e stabilire le relazioni con quelli attuali, in sinergia con la Banca del Germoplasma che raccoglie, studia e classifica tutti i taxa vegetali endemici, rari, minacciati della Sardegna.

di sa_fe

Il programma di Podemos https://podemosinitalia.wordpress.com/ ) parte da due premesse: la prima è che il capitalismo dà risposte insufficienti ai problemi delle persone e la seconda sostiene che in quest’epoca neoliberale sono aumentate le ingiustizie e il rendimento delle economie non è cresciuto.

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I dati portati a sostegno di queste tesi parlano di 5 milioni di spa­gnoli a rischio grave esclusione sociale e dell’1% dei ricchi spagnoli che possiedono quanto il 70% dell’intera popolazione. Situazione economico-sociale che non può certamente dirsi più rosea in Italia, in cui il 28,4% dei residenti è a rischio di povertà o esclusione sociale (fonte: Istat 2014).